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Restauro d’epoca, mestieri da salvare: la sfida è formare i giovani

di Redazione - 23/10/2026

1. Ricambio generazionale, la sfida del settore

Il futuro del restauro dei veicoli storici passa dalla formazione delle nuove generazioni e dalla capacità di tramandare competenze artigianali sempre più rare. È questo il messaggio emerso dal talk “L’arte del restauro”, ospitato presso lo stand ACI Storico nell’ambito di Auto e Moto d’Epoca, che ha riunito rappresentanti di ACI Storico, artigiani ed esperti del settore per confrontarsi sulle sfide e sulle opportunità di un comparto in cui la passione per i motori incontra professionalità altamente specializzate.

Al centro del dibattito, la necessità di favorire il ricambio generazionale, contrastando la carenza di manodopera qualificata e avvicinando i giovani a mestieri che rischiano progressivamente di scomparire.

2. ACI Storico: un ponte con le istituzioni

Un tema sul quale è intervenuto Giovanni Battista Tombolato, Vice Presidente di ACI Storico, sottolineando il ruolo che ACI e ACI Storico potrebbero svolgere nel promuovere un dialogo con le istituzioni. «ACI e ACI Storico possono farsi promotori con il Governo, sensibilizzando i vari ministeri competenti», ha spiegato Tombolato, prospettando la possibilità di creare un coordinamento tra più ministeri per individuare risorse economiche destinate a sostenere le accademie impegnate nella formazione dei giovani.

L’obiettivo sarebbe quello di costruire un sistema di supporto capace di preservare e trasmettere competenze che abbracciano numerose specializzazioni, dall’elettrauto al radiatorista, fino ai professionisti della carrozzeria e della meccanica. Mestieri diversi, ma tutti fondamentali per garantire la conservazione e il funzionamento dei veicoli storici.

3. L’Accademia di CNA Padova

Proprio dalla necessità di formare nuove figure professionali è nato a Padova il progetto promosso nell’ambito di CNA, illustrato da Nicola Verdicchio, responsabile dell’Accademia Restauro Veicoli Storici di CNA Padova. L’iniziativa punta ad avvicinare i giovani al mondo del restauro, valorizzando il lavoro degli artigiani e mostrando le concrete prospettive occupazionali offerte dal settore.

Verdicchio ha evidenziato come, nonostante l’esistenza di percorsi formativi tecnici, sia necessario sviluppare un sistema più integrato, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni. Il restauro, ha ricordato, non deve essere percepito come un’attività di nicchia: le opportunità di lavoro esistono e possono garantire anche buone prospettive economiche.

4. L’intelligenza artigianale: tramandare competenze e passione

A ribadire il valore delle competenze manuali è stato Simone Marchioni, artigiano delle Officine Marchioni, che ha invitato i giovani a sviluppare quella che ha definito scherzosamente “intelligenza artigianale”: la capacità di comprendere a fondo il lavoro che si sta svolgendo, andando oltre la semplice esecuzione tecnica.

Un concetto condiviso da Andrea Agnoletto, docente dell’Accademia Restauro Veicoli Storici, che ha raccontato il mestiere del battilastra e l’importanza delle tecniche tradizionali di lavorazione della lamiera. Prima dell’avvento della progettazione tridimensionale, gli artigiani erano in grado di realizzare carrozzerie complete attraverso strumenti essenziali, esperienza e straordinaria abilità manuale. Un patrimonio di conoscenze che oggi può dialogare con le nuove tecnologie, senza perdere la propria identità.

Infine, Gianmarco Rossi, titolare dell’officina F.lli Rossi Pneumatici, ha richiamato l’importanza della passione come elemento fondamentale per intraprendere e tramandare questi mestieri. Il suo intervento ha evidenziato anche le opportunità offerte da attività altamente specializzate, come il settore degli pneumatici d’epoca, in cui l’estetica originale si combina con le moderne tecnologie produttive e con una domanda di mercato significativa.

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