
Testo di Maurizio Bertera
È fantasia pura pensare che, da un anno all’altro, non emergano nuove spese per gli automobilisti, dirette o indirette. La principale preoccupazione riguarda oggi la RC auto, su cui verrà scaricato l’aumento dell’aliquota applicata alla polizza per i rischi di infortunio e alle spese di assistenza stradale del conducente.
Con la legge di bilancio, per recuperare circa 115 milioni di euro, l’aliquota è stata innalzata dal 2,5% al 12,5%. Da qui aumenti certi per tutti i guidatori, che scatteranno con i contratti assicurativi stipulati o rinnovati a partire dal primo gennaio 2026. L’aumento non sarà quindi retroattivo.
La situazione peggiorerà per circa un milione e mezzo di automobilisti che dichiarano di aver causato un sinistro nel corso del 2025. Secondo una recente analisi del portale Segugio.it, questo 4,4% del totale degli assicurati – in lieve calo rispetto al 4,6% del 2024 – subirà un aumento del premio al momento del rinnovo.
Il rincaro si inserisce in un mercato in cui il premio medio Rc auto si è stabilizzato nel corso dell’anno, ma resta elevato nel confronto di medio periodo. L’Osservatorio assicurativo di Segugio.it rileva a novembre 2025 un premio medio di 483,57 euro, in crescita del 3,4% su base annua e del 31,1% rispetto allo stesso mese del 2022.
Secondo gli analisti di Segugio.it, il costo dell’assicurazione per chi ha causato un incidente sarà, a livello nazionale, superiore del 94% rispetto a chi non ha provocato sinistri.
Dal punto di vista geografico, posto pari a 100 il valore medio italiano, la regione più virtuosa è il Molise (40,5), mentre la Valle d’Aosta registra la frequenza di sinistri più elevata (130,9), seguita da Toscana ed Emilia-Romagna (112,2).
Sul piano demografico, i giovani fino a 24 anni risultano la fascia con più sinistri (155,1), mentre il valore più basso si riscontra tra i 35 e i 44 anni (85,0).
Infine, per professione, gli studenti mostrano l’indice più elevato (117,3), seguiti da pensionati (112,4) e dirigenti o funzionari (111,2). Le forze armate risultano la categoria meno sinistrosa (70,2), davanti a imprenditori (80,1) e casalinghe (89,3).
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