Sono passati oltre vent’anni dal debutto della prima Audi Q7 e il modello resta uno dei punti di riferimento nel segmento dei suv di grandi dimensioni premium. Un segmento affollato che vede la presenza di BMW X5, Mercedes GLE e Volvo XC90; per questo Audi ha dovuto costantemente l’asticella.
Con la terza generazione la Casa di Ingolstadt risponde con un salto qualitativo netto. Nuova piattaforma, abitacolo completamente ridisegnato, propulsori inediti e un livello di digitalizzazione che segna un cambio di passo rispetto al modello uscente.
La base tecnica è la piattaforma premium termica Ppc, già impiegata su Audi A5 e Audi A6, che porta con sé un’architettura elettronica di nuova generazione. Il risultato è una vettura lunga 5,06 metri con un passo di 3 metri, valori invariati rispetto al passato ma ora abbinati a una carrozzeria più alta di cinque centimetri e a una rigidità torsionale superiore.
Il linguaggio formale della nuova Q7 è molto aggressivo. Il frontale è dominato la mascherina single frame tridimensionale a nido d’ape, rialzato rispetto alla generazione precedente insieme al logo dei quattro anelli. I blister quattro sui passaruota allargano visivamente l’impronta a terra e rimandano alla trazione integrale permanente del marchio.
La fiancata è percorsa da una linea di cintura ascendente, mentre il montante D più verticale genera una linea del tetto quasi orizzontale, scelta che avvantaggia l’abitabilità della terza fila. Al retrotreno, una fascia luminosa continua raccorda senza interruzioni i gruppi ottici. Fra le novità di maggiore impatto spiccano le porte ad apertura e chiusura elettrica, una prima assoluta per il segmento, gestibili anche da remoto tramite l’app myAudi.
Per la prima volta, l’Audi Q7 è disponibile in tre configurazioni di sedute: cinque posti di serie, sei o sette a richiesta. La variante a sei posti, inedita per questo modello, prevede due sedili singoli in seconda fila con un’impostazione orientata al comfort lounge. Nelle versioni a cinque e sette posti, il divano posteriore può accogliere tre seggiolini per bambini affiancati; l’accesso alla terza fila è facilitato dalla funzione comfort entry, che inclina in avanti i sedili con rapporto 65:35.
Il bagagliaio della versione a cinque posti arriva a 670 litri, espandibili fino a 2.075 litri con i sedili abbattuti: un aumento di oltre 80 litri rispetto al modello uscente. Nella configurazione a sette posti la capienza parte da 581 litri.
Elemento di forte caratterizzazione è il nuovo tetto panoramico apribile a trasparenza adattiva, più sottile del precedente a vantaggio dell’abitabilità. La superficie elettrocromatica si opacizza su richiesta, riducendo l’impatto della luce solare e dei raggi Uv. Una novità assoluta è l’illuminazione integrata: 78 micro Led annegati nel vetro permettono di scegliere tra 30 colorazioni differenti. Gli interni sono valorizzati dalla luce interattiva dinamica (Ial), che avvolge la plancia in un ampio arco luminoso e svolge anche funzioni di comunicazione con gli occupanti.
La nuova architettura elettronica E3 1.2, una novità per Q7, è organizzata su cinque piattaforme informatiche ad alta velocità di calcolo. Consente l’integrazione tra l’assistente vocale e l’intelligenza artificiale (ChatGPT) e rende possibile l’adozione del sistema operativo Android Automotive OS.
Il cuore dell’abitacolo è l’Audi Digital Stage: il palcoscenico digitale comprende il virtual cockpit da 11,9 pollici, il display Oled curvo da 14,5 pollici del sistema Mmi e lo schermo dedicato al passeggero, di serie. Il selettore del cambio è stato spostato dalla console a un satellite integrato nel piantone dello sterzo, liberando spazio nella consolle centrale. Quest’ultima ospita ora un sistema di ricarica induttiva refrigerata con due postazioni da 25 Watt ciascuna e standard Qi 2.2, con allineamento magnetico per smartphone. Le porte Usb-C cablate lungo gli schienali erogano 60 Watt per la seconda fila e 100 Watt per la terza.
La nuova Q7 monta i proiettori Matrix Led digitali evoluti con tecnologia micro-Led, capaci di generare zone d’ombra con estrema rapidità per evitare l’abbagliamento. Le funzioni luce di corsia e luce di orientamento sono integrate con i sistemi Adas: la prima illumina il solo lane di percorrenza adattandosi ai cambi di traiettoria; la seconda proietta predittivamente la posizione del veicolo all’interno della corsia, utile in presenza di restringimenti e cantieri.
In ambito autostradale, l’attivazione degli indicatori genera una sezione lampeggiante affiancata alla luce di corsia corrispondente. I proiettori si avvalgono inoltre della comunicazione Car-to-X: in caso di incidenti segnalati, veicoli in panne o rischio ghiaccio, un avvertimento viene proiettato direttamente sull’asfalto davanti alla vettura.
Una novità mondiale riguarda gli indicatori di direzione dinamici con proiezione al suolo: di notte, l’attivazione della freccia o delle quattro frecce viene replicata al suolo sincronicamente al lampeggio. I gruppi ottici posteriori Oled 3.0 fungono da display comunicativo verso il traffico circostante, mostrando simboli d’avvertimento triangolari in caso di frenata d’emergenza, emergency assist o avvicinamento eccessivo da parte del veicolo che segue.
Al lancio la gamma è affidata al V6 3.0 Tdi Mhev plus a doppia sovralimentazione, proposto in due step: 299 Cv e 630 Nm di coppia oppure 245 Cv e 500 Nm. Il sistema combina il powertrain generator (Ptg) a 48 Volt, un compressore elettrico (Eav) e un turbocompressore tradizionale. Si tratta della stessa unità che abbiamo provato sull’A6.
La logica di funzionamento è sequenziale: in partenza interviene il Ptg, che muove la vettura elettricamente a bassa velocità; subentra poi il compressore elettrico, che sovralimenta bypassando l’inerzia del turbo, raggiungendo 90.000 giri al minuto in 250 millesimi di secondo, e infine il turbocompressore a gas di scarico porta la pressione massima di sovralimentazione fino a 3,4 bar. Il Ptg può erogare fino a 24 Cv e 370 Nm aggiuntivi e recuperare sino a 25 kW in frenata. La batteria dedicata da 1,7 kWh è al litio-ferro-fosfato.
I motori sono compatibili con il carburante Hvo (olio vegetale idrotrattato) secondo la norma europea En 15940, utilizzabile puro al 100% con una riduzione delle emissioni di Co2 compresa tra il 70% e il 95% rispetto al diesel fossile. Successivamente al lancio arriveranno un V6 3.0 Tfsi benzina e varianti plug-in hybrid declinate in due livelli di potenza.
La scocca vanta una resistenza torsionale nettamente superiore al modello precedente. Le sospensioni pneumatiche adattive, disponibili anche nella variante sport con assetto ribassato di 30 mm, permettono di variare l’altezza da terra fino a 90 mm tramite Audi drive select. In autostrada la luce dal suolo si abbassa progressivamente con la velocità (fino a -30 mm); in fuoristrada è possibile rialzare l’auto di +60 mm in modalità lift.
Lo sterzo integrale fa sterzare le ruote posteriori in controfase fino a 5 gradi sotto i 60 km/h, migliorando l’agilità nel misto stretto; ad andatura sostenuta le ruote posteriori seguono invece la direzione delle anteriori per maggiore stabilità. La trazione integrale permanente quattro dispone ora di un differenziale centrale con precarico, sempre parzialmente bloccato per accelerare il trasferimento della coppia tra gli assali. La capacità di traino è di 3,5 tonnellate. I cerchi vanno da 20 a 22 pollici di serie; a richiesta sono disponibili i cerchi Audi Sport da 23 pollici, una prima assoluta per Q7.
L’assistente adattivo alla guida evoluto gestisce distanza dal veicolo che precede e centering in corsia, intervenendo anche in caso di restringimenti. Se abbinato all’emergency assist, monitora tramite una telecamera in abitacolo l’attenzione del conducente: in caso di inattività prolungata, dopo i segnali d’allerta il sistema guida autonomamente la vettura in corsia d’emergenza fino all’arresto, attivando le quattro frecce e la chiamata di emergenza — questa la principale novità rispetto alla versione precedente.
Il sistema di ausilio al parcheggio basato su machine learning consente di memorizzare fino a cinque manovre personalizzate, da richiamare successivamente in modo automatico. L’assistente alla retromarcia memorizza gli ultimi 50 metri percorsi e arretra autonomamente la vettura a 10 km/h. L’avviso di uscita è integrato con la gestione automatica delle portiere: se sopraggiunge un veicolo, il sistema impedisce fisicamente l’apertura delle porte.
La terza generazione di Audi Q7 è prodotta a Bratislava, in Slovacchia, come la precedente. L’arrivo nelle concessionarie italiane è previsto per settembre 2026. Il listino parte da 87.150 euro per la versione 3.0 Tdi da 245 Cv e da 89.850 euro per la variante da 299 Cv.
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