| Giudizio | Dettaglio |
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Con l’arrivo del V6 3.0 TDI, la gamma dell’Audi A6 si arricchisce del propulsore più potente e tecnologicamente avanzato dell’intera offerta termica dei quattro anelli. Il sei cilindri a V da tre litri eroga 299 Cv e 580 Nm di coppia e porta al debutto, sulla berlina e sull’Avant (la versione che abbiamo provato), una combinazione inedita. Parliamo del mild-hybrid plus a 48 Volt abbinato per la prima volta alla sovralimentazione a due stadi mediante turbocompressore a gas di scarico e compressore elettrico. La presentazione dinamica si è tenuta a Como, in occasione di FuoriConcorso, manifestazione dedicata alla cultura automobilistica e all’eccellenza nell’ingegneria motoristica.
Abbiamo quindi avuto modo di guidare in un test drive di 70 km, breve, ma comunque sufficiente per solleticarci l’appetito e farci capire come il V6 diesel su una vettura come l’A6 è un motore pressoché perfetto.
L’Audi A6 di sesta generazione mantiene le proporzioni eleganti che da sempre caratterizzano la berlina premium di Ingolstadt, affinandole con un linguaggio formale netto e contemporaneo. La caratterizzazione estetica varia in funzione dell’allestimento. La variante Business adotta la mascherina del radiatore e le prese d’aria in grigio scandio con inserto in argento selenite, la Business Advanced condivide la stessa impostazione, mentre la S line edition si distingue per la mascherina Singleframe in nero, i diffusori in nero titanio opaco e le prese d’aria con finitura cromata antracite.
I cerchi in lega variano da 18 pollici (di serie per Business e Business Advanced), fino a 21 pollici nella configurazione Audi Sport di punta, disponibile a richiesta. Il tetto panoramico in vetro a trasparenza dinamica, non apribile ma composto da sei segmenti per la berlina e nove per l’Avant, è tra gli optional più caratterizzanti sul piano estetico. Nel complesso, è un’auto che non urla, ma sa farsi notare.
L’abitacolo è il punto in cui l’A6 esprime più chiaramente la distanza dalla generazione precedente. Il cosiddetto palcoscenico digitale, soluzione che abbiamo visto anche sull’Audi A5, è composto dal cruscotto Audi Virtual Cockpit Plus da 11,9 pollici con tecnologia Oled, dal display curvo Mmi da 14,5 pollici e dallo schermo del passeggero anteriore da 10,9 pollici (di serie per la S line edition, a richiesta per le altre varianti). Tutti questi elementi definiscono “un’architettura dell’informazione” coerente e ben organizzata, con Android Automotive OS alla base e integrazione con ChatGPT per l’assistente vocale.
La qualità percepita è in linea con quanto ci si aspetta da un’auto di questo segmento, anche se rispetto al passato si nota qualche economia di troppo. Non è piacevole vedere la cornice spessa che c’è tra il cruscotto digitale e lo schermo del sistema mutimediale.
I pacchetti interni disponibili spaziano dal tessuto Passage dell’allestimento d’ingresso fino alle combinazioni in pelle Nappa con cuciture a contrasto delle versioni Audi exclusive, passando per le varianti in microfibra Dinamica delle versioni S. Il volume del bagagliaio è di 452 litri per la berlina e di 466 litri, espandibili a 1.497 abbattendo i sedili posteriori, per l’Avant, che rappresenta l’85% delle immatricolazioni dell’intera gamma A6.
Il nuovo sei cilindri a V da tre litri (serie EA897evo4) supera di 13 Cv il precedente V6 3.0 TDI con singolo turbocompressore. Il dato più rilevante, però, riguarda la coppia: 580 Nm costanti da 1.500 a 3.620 giri/minuto, un range tre volte più ampio rispetto alla precedente unità. Un risultato ottenuto attraverso l’interazione di tre elementi distinti.
Il powertrain generator (Ptg), cuore del sistema mild-hybrid plus a 48 Volt, lavora in abbinamento a una batteria da 1,7 kWh al litio-ferro-fosfato e può contribuire alla trazione erogando fino a 24 Cv e 230 Nm, recuperando in decelerazione fino a 25 kW agendo da alternatore. Il compressore elettrico (Eav) interviene nella sequenza di aspirazione a valle del turbocompressore: l’aria già parzialmente compressa dal turbo viene ulteriormente compressa prima di entrare in camera di combustione. Il turbocompressore a gas di scarico subentra quando i gas hanno raggiunto la pressione sufficiente ad azionare la turbina. La pressione massima di sovralimentazione tocca i 3,6 bar, raggiunta con un secondo di anticipo rispetto alla generazione precedente, il 40% più rapidamente. Il motore è compatibile con il carburante HVO secondo la norma europea EN 15940: l’olio vegetale idrotrattato, prodotto da scarti dell’industria alimentare e residui agricoli, consente una riduzione delle emissioni di CO2 compresa tra il 70 e il 95% rispetto al gasolio fossile.
Sulle strade attorno al lago di Como, teatro della prova dinamica, l’A6 V6 3.0 TDI si è rivelata esattamente quello che i numeri promettevano. L’A6 è un’auto dotata di spinta generosa, ben distribuita nell’arco del regime. I 580 Nm si fanno sentire già dai bassi, senza strappi, con una progressione lineare che rende la guida rilassata anche quando si accelera con decisione. Il turbo lag è ridotto ai minimi termini e l’allungo si estende in prossimità dei 4.800 giri/minuto con una disinvoltura insolita per un propulsore diesel.
L’assetto è il secondo punto di forza della giornata. La piattaforma premium termica Ppc garantisce una rigidità torsionale superiore rispetto al modello precedente e lo si percepisce. La vettura entra in curva con precisione, senza rollio, e risponde alle correzioni in modo diretto. L’assetto standard (molle elicoidali e ammortizzatori telescopici) è equilibrato, rigido quanto basta per trasmettere fiducia senza penalizzare il comfort sui fondi irregolari del misto lariano. Chi opta per le sospensioni pneumatiche adattive, disponibili a richiesta, può contare su una regolazione ancora più fine con altezza da terra variabile fino a 30 mm.
Lo sterzo progressivo di serie è preciso. Lo sterzo integrale, disponibile a richiesta, aggiunge un’ulteriore dimensione alla guida. A bassa velocità le ruote posteriori sterzano in controfase fino a cinque gradi, riducendo sensibilmente il raggio di sterzata; ad andatura sostenuta sterzano nella stessa direzione delle anteriori, a vantaggio della stabilità. La trazione quattro ultra completa il quadro con discrezione, distribuendo coppia al retrotreno solo quando necessario e con un anticipo rispetto al raggiungimento del limite di aderenza all’anteriore.
Per un’auto destinata prevalentemente al mercato aziendale e al noleggio a lungo termine, il V6 3.0 TDI rappresenta la scelta più coerente dell’intera gamma. Abbiamo infatti un’autonomia elevata, percorrenze reali competitive, 15 km/litro nel ciclo combinato Wltp, e un carattere da granturismo che rende i lunghi trasferimenti autostradali un piacere piuttosto che un obbligo.
L’Audi A6 V6 3.0 Tdi è disponibile nelle carrozzerie berlina e Avant negli allestimenti Business, Business Advanced e S line edition. Sin dalla versione d’ingresso la dotazione include la navigazione Mmi plus, i sedili anteriori sportivi riscaldabili, il palcoscenico digitale, la smartphone interface con app store, la ricarica induttiva, la chiave comfort a transponder, l’Audi Sound System da 180 Watt, il portellone elettrico e i proiettori full led. Di serie anche il cruise control adattivo, il park assist plus, la telecamera per la retromarcia e i principali sistemi di assistenza alla guida. Per l’allestimento S line edition è incluso di serie l’assistente adattivo alla guida evoluto con emergency assist e cambio corsia assistito in autostrada.
I prezzi di listino partono da 73.200 euro per la berlina Business e da 76.100 euro per l’Avant Business, con trasmissione S tronic a sette rapporti e trazione integrale quattro ultra di serie su entrambe le carrozzerie.
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