
In un segmento B sempre meno popolato (fanno ovviamente eccezione i Suv) le novità riferite a Mazda2 Hybrid fanno notizia. Vettura che si concede un facelift di quasi metà carriera, giusto per darsi un tono rispetto alla gemella Toyota Yaris, vettura di cui di fatto rappresenta l’alternativa “ribeggiata”.
Infatti il modello Mazda altro non è che una Yaris con il logo della casa di Hiroshima. Questo facelift serve giusto a personalizzarla un po’, pur conservano la meccanica full-hybrid di sempre.
Il “lifting” porta con sé novità in termini di design esterno e, soprattutto, di dotazioni tecnologiche. Il team di progettazione Mazda ha apportato varie modifiche alla parte anteriore e posteriore. Sono stati implementati i sistemi di assistenza e semplificata la gamma di allestimenti.
Tornando allo stile, la nuova griglia e le nuove prese d’aria alimentano le differenze con la gemella Toyota. Così come la grafica della decorazione del portellone in tinta con la carrozzeria. Detto questo i paraurti, i gruppi ottici e il cofano provengono ancora dalla Yaris. Da sottolineare poi come Mazda2 Hybrid dispone come di consueto del full-hybrid da 116 cv e 169 Nm di coppia, formato da un motore a tre cilindri da 1,5 litri e un singolo motore elettrico. Complesso che però non è il più potente tra quelli disponibili, lasciato in esclusiva proprio a Yaris.
Gli interni della rinnovata Mazda2 Hybrid sono ora più digitali e connessi. Presentano numerose novità legate soprattutto alla dotazione tecnologica, come il quadro strumenti digitale da 12,3 pollici provvisto di relativo head-up display. Al centro della plancia c’è un nuovo touchscreen da 10,5 pollici, di serie nell’allestimento di punta Homura Plus unitamente ad un tetto apribile panoramico e al climatizzatore bizona.
La versione d’ingresso Prime presenta un sistema multimediale più basico con schermo touch da 9 pollici. Al centro della gamma le versioni Exclusive e Homura.
Il Gruppo deve affrontare ritardi nella produzione dei veicoli elettrici Peugeot a causa di problemi nell'impianto ACC
Treni, aerei, bus, metro e porti: febbraio 2026 si preannuncia come uno dei mesi più difficili per la mobilità in Italia. Sono 26 gli scioperi proclamati