
L’azienda, che fino a qualche mese fa era conosciuta soprattutto per gli smartphone economici, vuole consolidare la sua presenza nel competitivo mercato cinese. Il 2026 sarà un anno cruciale e propedeutico per Xiaomi, che nel 2027 punta a fare il grande salto e sbarcare in Europa.
Secondo Xiaomi, la divisione EV ha raggiunto la redditività nel terzo trimestre 2025 (luglio-settembre), risultato comunicato a novembre, circa 18 mesi dopo il lancio della sua prima berlina elettrica. Nel frattempo le perdite per veicolo si sono ridotte in modo drastico: da 37.000 RMB (5.080 dollari) dei periodi precedenti a 3.690 RMB (505 dollari) nel Q2 2025. Un tempo di maturazione, corrispondente a 18 mesi, decisamente rapido, inferiore a quello impiegato da Tesla per raggiungere un traguardo comparabile.
Tuttavia, gli investitori ancora non danno credito a questa proiezione di crescita di Xiaomi, con il risultato che nel 2025 è stato uno dei titoli tecnologici con le peggiori performance tra le big tech cinesi. Questa incertezza affonda le basi sulle sfide che l’industria cinese dei veicoli elettrici deve affrontare e, in particolare, sull’eccesso di capacità produttiva e la debolezza della domanda.
Lo scorso anno ci sono stati due incidenti mortali che hanno gettato delle pesanti ombre sull’eccessiva velocità e superficialità del processo di validazione di alcune tecnologie particolarmente impattanti sulla sicurezza come gli Adas.
L’ultimo, in ordine di tempo, avvenuto a ottobre 2025 sulla Tianfu Avenue a Chengdu, dove ha perso la vita il conducente dopo che la SU7 Ultra è andata a fuoco a seguito di uno schianto avvenuto a 100 km/h. Secondo le indagini, nel sinistro erano coinvolti gli Adas; inoltre, l’uomo al volante ha tentato invano di aprire le portiere con comando elettronico. A seguito di questo grave incidente Xiaomi ha provveduto al richiamo virtuale (è stato rilasciato un aggiornamento OTA) di oltre 116.000 SU7 e la Cina ha previsto nuovi standard che entreranno in vigore nel 2027 e che regolano la tecnologia dei sistemi di assistenza alla guida, il design delle maniglie delle portiere e la sicurezza delle batterie.
Il primo incidente mortale è avvenuto sull’autostrada Dezhou-Shangrao nella provincia di Anhui e risale al 29 marzo 2025. È ancora più grave poiché ha causato la morte di tre studentesse universitarie. In questo caso a essere coinvolta è una SU7 standard che viaggiava a 116 km/h con l’Autopilot inserito che non è stato in grado di rilevare un palo di cemento.
Nei prossimi mesi la società cinese prevede di ampliare la propria gamma che attualmente è composta dalla berlina SU7 disponibile in diverse varianti e dal suv YU7. Nel 2026 è previsto il lancio di quattro nuovi modelli e aggiornamenti. Secondo quanto riportato dal sito cinese 34Kr, tra le novità spicca un suv con sistema di range extender, proposto sia a cinque che a sette posti.
L’azienda vuole entrare anche nel settore della produzione di chip. Lo scorso maggio ha presentato il chip a 3 nanometri Xring O1, progettato per alimentare una nuova generazione di dispositivi, tra cui il Tablet 7 Ultra.
In che modo Xiaomi è passata dal produrre gli smartphone alle auto? Un periodo chiave risale a gennaio 2021, quando il fondatore e Ceo Lei Jun ha percepito il timore concreto che Xiaomi avrebbe potuto incorrere nelle sanzioni previste dagli Stati Uniti. Di fronte a questa infausta prospettiva, Lei Jun, al fine di diversificare il business della compagnia ha deciso di entrare nei veicoli elettrici, settore ritenuto strategicamente essenziale. Il 30 marzo 2021 il massimo dirigente della società cinese ufficializza l’istituzione della divisione Automotive con un investimento iniziale di 1,4 miliardi di dollari per arrivare a 10 nel decennio successivo.
A differenza di competitor come Huawei e Sony, che hanno cercato partnership con case automobilistiche consolidate, Lei Jun ha esplicitamente rifiutato le collaborazioni con aziende terze. Xiaomi ha quindi deciso di sviluppare tutte le tecnologie automobilistiche principali internamente; decisione che ha richiesto la costruzione da zero di capacità organizzative. Xiaomi Automobile è stata ufficialmente registrata il 1º settembre 2021, con sede nella Zona di Sviluppo Economico e Tecnologico di Pechino.
La struttura produttiva principale è a Yizhuangzhen, nella Zona di Sviluppo Economico e Tecnologico di Yizhuang, a circa 16 chilometri a sud-est del centro di Pechino. La costruzione dell’impianto è stata formalizzata attraverso un accordo tra il Governo Municipale di Pechino e Xiaomi il 27 novembre 2021, con un piano di sviluppo a due fasi e una capacità produttiva annuale di 300.000 veicoli.

A pieno regime, lo stabilimento produce una Xiaomi SU7 ogni 76 secondi, equivalenti a 47 veicoli all’ora. Questa velocità di produzione è permessa grazie all’automazione dei processi produttivi critici, dall’impiego di oltre 700 robot industriali e dall’adozione di una macchina super die Casting 9100T come pezzo centrale delle operazioni di stampaggio della carrozzeria.

La divisione automobilistica di Xiaomi impiega circa 3.700 persone. Una forza lavoro relativamente ridotta rispetto ai competitor; Xiaomi riesce a consegnare più veicoli di Nio nonostante operi con circa l’8–12% di personale in meno.
A due anni dal lancio commerciale, Xiaomi ha consegnato oltre 500.000 veicoli e rivendica la redditività a livello divisionale. La strategia estremamente verticale dell’azienda, con sviluppo interno delle principali tecnologie, si è rivelata vincente. I crescenti investimenti in Ricerca e Sviluppo e il reclutamento strategico di talenti nel design e ingegneria automobilistici da aziende europee come Bmw e Lamborghini, sono altri ingredienti che hanno contributo al successo della compagnia.
L’ingresso nel mercato europeo nel 2027 potrebbe essere facilitato dal centro R&D di Monaco, con Xiaomi pronta a misurarsi con Tesla e con i principali competitor cinesi sul terreno più difficile: scala, qualità percepita e fiducia del pubblico.
Anche le Case automobilistiche del Vecchio Continente operanti nel settore del lusso e dell’ultra-lusso si dovranno preoccupare? Beh, se anche la Ferrari è arrivata ad analizzare a fondo la SU7 Ultra (vedi foto sotto), che ha anche siglato il record al Nürburgring con un tempo di 7:04.957, diventando l’auto elettrica di serie più veloce sull’“Inferno Verde”, la risposta è sì.
La Cina oggi non è più un competitor “cheap”, ma un interlocutore serio, veloce, aggressivo e con capacità industriali enormi.

| Periodo / Anno | Categoria | Dato Rilevato | Stato | Note |
|---|---|---|---|---|
| 2025 | Consegne | 410.000 unità | FATTO | Stop a 410k unità. |
| Q2 2025 | Finanza | – 505 $ / auto | MIGLIORAMENTO | Perdita ridotta da 5.080 a 505 $ |
| Ottobre 2025 | Sicurezza | Incidente mortale | CRITICO | Richiamo di 116.000 SU7. |
| 2026 | Obiettivo | 550.000 unità | TARGET | +34% rispetto al 2025. |
| 2026 | Modelli | 4 nuovi modelli | LANCIO | Incluso SUV range extender. |
| 2027 | Strategia | Sbarco in Europa | FUTURO | Grande salto nel mercato UE. |
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