
L’articolo 195 del Codice della Strada prevede che gli importi delle multe vengano adeguati ogni due anni in base all’inflazione (indice ISTAT). Senza il recente intervento dell’esecutivo, dal 1° gennaio 2026 sarebbe scattato un aumento generalizzato legato al costo della vita registrato nel biennio precedente.
Per il prossimo anno viene invece sospeso l’aggiornamento automatico: gli importi delle contravvenzioni restano dunque “congelati” ai valori attuali. Non ci sarà alcun rincaro per i divieti di sosta (42 euro), l’eccesso di velocità (da 41 euro), l’uso del cellulare alla guida (165 euro) o l’ingresso non autorizzato in ZTL (da 80 euro). Il provvedimento è atteso in Gazzetta Ufficiale entro la fine di dicembre 2025.
Se da una parte il Governo ha deciso di “calmierare” le multe, dall’altra la ricerca di nuove coperture per la Legge di Bilancio 2026 potrebbe colpire gli automobilisti proprio sulla polizza auto. Nel testo definitivo della Manovra è stato inserito un emendamento di Fratelli d’Italia che prevede un aumento dell’imposizione fiscale sulle polizze accessorie. Nel mirino c’è la garanzia infortuni del conducente, una delle coperture più diffuse e spesso venduta in pacchetto con la responsabilità civile obbligatoria.
Fino ad oggi, la polizza “infortuni conducente” godeva di una tassazione agevolata al 2,5% (assimilata alle polizze infortuni generiche). Con la nuova norma, a partire da gennaio 2026, questa garanzia verrebbe equiparata fiscalmente alla RC Auto base, facendo schizzare l’imposta al 12,5%.
Le reazioni sono state dure. L’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) ha annunciato battaglia definendo la misura “ingiusta e tecnicamente infondata”. Sulla stessa linea le Associazioni dei Consumatori, come Codacons e Federconsumatori, che parlano di “rincari occulti” in un contesto in cui i premi RC Auto sono già cresciuti del 6% nel 2025, confermando l’Italia come uno dei paesi con le tariffe più care d’Europa.
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