
In breve
Per Lancia il Rally di Roma Capitale non rappresenta soltanto uno degli appuntamenti più prestigiosi del FIA European Rally Championship e del Campionato Italiano Assoluto Rally. È soprattutto la prima vera vetrina internazionale del nuovo corso sportivo inaugurato con la Ypsilon Rally4 HF e il Trofeo Lancia. Un ritorno atteso da anni, che la Casa torinese ha deciso di affrontare senza scorciatoie: niente proclami, ma un programma costruito partendo dalle fondamenta.
Nel paddock romano abbiamo incontrato Luca Martello, Responsabile di Lancia Corse HF (qui per saperne di più), per capire quale direzione abbia preso il marchio che, con dieci titoli mondiali Costruttori, ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia dei rally. Dalle sue parole emerge una strategia chiara: investire sui giovani, consolidare il progetto sportivo e crescere passo dopo passo, senza lasciarsi condizionare dal peso di un passato glorioso.
La scelta della Rally4 non è stata casuale. Per Martello rappresenta la base ideale su cui costruire il rilancio sportivo di Lancia.
“Il nostro obiettivo – spiega il manager – è costruire un progetto credibile e sostenibile, partendo dalle basi. La Rally4 rappresenta la categoria ideale perché permette ai giovani piloti di crescere e consente di creare un ecosistema completo intorno al marchio”.
La Ypsilon Rally4 HF e il Trofeo Lancia costituiscono così il primo passo di un programma destinato ad allargarsi nel tempo.
“Stiamo ricostruendo questa presenza passo dopo passo. Oggi siamo concentrati sul consolidamento del progetto. La crescente diffusione della Ypsilon Rally4 nei principali campionati dimostra che la strada intrapresa è quella giusta”.
Il Rally di Roma Capitale assume un significato particolare perché riunisce nello stesso fine settimana il FIA ERC, il Campionato Italiano Assoluto Rally e il Trofeo Lancia.
Per Martello è molto più di una semplice gara.
“È un banco di prova tecnico, una straordinaria occasione di crescita e una vetrina internazionale. Il numero di Ypsilon Rally4 HF presenti dimostra quanto questo appuntamento sia importante per noi”.
L’obiettivo non è soltanto vincere, ma osservare la crescita dei giovani piloti e raccogliere informazioni utili insieme ai team.
“Vedere i ragazzi confrontarsi in un contesto di così alto livello è fondamentale. Ogni gara rappresenta un tassello importante nello sviluppo del progetto”.
L’interesse suscitato dalla nuova Rally4 ha superato anche le previsioni della Casa.
“Eravamo convinti della bontà del progetto, ma la risposta del mercato è andata oltre le aspettative”.
Il successo, ci spiega, nasce dall’equilibrio tra contenuti tecnici e organizzazione sportiva.
“Una vettura competitiva, un Trofeo costruito con regole semplici e premi importanti, ma anche il fascino di un marchio come Lancia, che nei rally ha scritto pagine straordinarie della storia dell’automobile”.
Con dieci titoli mondiali Costruttori e una tradizione unica, il rischio sarebbe quello di vivere guardando continuamente nello specchietto retrovisore.
Martello preferisce invece guardare avanti.
“La nostra storia è una responsabilità, ma soprattutto una motivazione. Il nostro compito non è inseguire il passato, ma costruire un nuovo capitolo coerente con i valori che hanno reso grande Lancia”.
Una filosofia che sintetizza con una frase semplice ma efficace.
“Il rispetto si conquista con i risultati di oggi, non soltanto con quelli di ieri”.

Anche nella selezione dei piloti il criterio è cambiato. La velocità resta importante, ma da sola non basta più.
“Cerchiamo piloti completi: veloci, capaci di lavorare con il team, di contribuire allo sviluppo della vettura e di rappresentare il marchio con professionalità anche fuori dall’abitacolo”.
Il Trofeo Lancia vuole diventare anche una scuola di formazione.
“I campioni del futuro dovranno distinguersi sia dentro sia fuori dalle prove speciali”.
La domanda è inevitabile: rivedremo Lancia nella categoria regina del Campionato del Mondo Rally? Martello non chiude la porta, ma invita alla prudenza.
“È un sogno che condividiamo con tutti gli appassionati. Oggi, però, il nostro focus è far crescere Lancia Corse HF e consolidare quanto abbiamo costruito”.
Il ritorno ai massimi livelli non è escluso, ma richiede tempi, investimenti e una struttura adeguata.
“Per il prossimo anno non ci sono le condizioni per sviluppare un programma nella categoria regina del Campionato del Mondo Rally. Una delle condizioni indispensabili sarebbe affrontare l’intera stagione iridata con due vetture ufficiali. Il motorsport è un mondo in continua evoluzione e resteremo pronti a valutare nuove opportunità qualora si creassero le condizioni giuste”.
Il messaggio è chiaro. Lancia ha scelto un percorso diverso da quello dei grandi annunci: ricostruire prima una cultura sportiva, poi pensare al resto. La Rally4 rappresenta il primo gradino di una scala che il marchio vuole salire senza bruciare le tappe. Perché i grandi ritorni, proprio come insegnano i rally, si preparano molto prima della bandiera a scacchi.
Testo di Cesare Gasparri Zezza
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