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La morte “certificata” delle berline

di Emiliano Ragoni - 09/12/2025

C’era una volta l’auto berlina. Vettura di rappresentanza, simbolo di status per commerciali e quadri aziendali, per anni ha incarnato l’idea stessa di auto aziendale. Ma negli ultimi tempi, complice la crescente “suvvizzazione” del mercato, insieme alla transizione in atto e al lento ma inesorabile declino del diesel, le berline hanno perso gran parte del loro appeal. Le ragioni sono molteplici e in parte già note. Vediamo le principali.

Sempre meno berline

Un recente articolo di Autonews ha fotografato la situazione del parco auto europeo per tipologia di carrozzeria. Le vendite delle vetture premium di medie dimensioni, guidate dalla Bmw Serie 3 (che nonostante un -23% rimane la premium più venduta), sono diminuite di quasi un quinto nel 2024-2025 in tutta Europa.

L’articolo rileva inoltre che gli acquirenti delle flotte aziendali si stanno orientando verso alternative appartenenti ad altri segmenti, compresi marchi di grande diffusione. Ma il dato più significativo riguarda lo spostamento “fisico” delle immatricolazioni: oggi si vendono sempre più suv e sempre meno berline.

Sempre più suv

Oltre il 52%: è questa la quota di mercato raggiunta dai suv nel segmento premium europeo nel 2024-2025. Più della metà delle auto di lusso vendute è a ruote alte.

Modelli storici come Bmw Serie 3, Audi A4 e Mercedes Classe C, un tempo dominatrici nelle flotte aziendali, hanno visto i loro volumi ridursi drasticamente a favore dei rispettivi suv (X3, Q5, Glc).

Il caso più emblematico è quello di Tesla: mentre il suv Model Y è stato il modello più venduto in Europa in numerosi mesi del 2024 e del 2025, la berlina Model 3 ha registrato crolli nelle vendite compresi tra il -40% e il -48% in alcuni mesi chiave del 2025 rispetto all’anno precedente.

La fuga delle flotte aziendali: il nodo diesel–elettrico

Il segmento delle berline medie era sostenuto dalle cosiddette Company Cars diesel. Quel mondo sta rapidamente scomparendo.

Crollo del diesel

La quota del diesel, che fino a pochi anni fa equipaggiava circa l’80% delle berline premium medie, è scesa oggi sotto il 10-15% in molti mercati europei.

Mix elettrico

Le aziende che passano all’elettrico non scelgono le berline. Sebbene la quota di bev nel segmento premium sia elevata (circa 20-29% per marchi come Bmw), essa si concentra quasi interamente su crossover o suv, che offrono maggiore spazio per le batterie senza penalizzare l’abitabilità, pur risultando meno efficienti dal punto di vista aerodinamico.

 

Valore residuo: il killer silenzioso

A spaventare i fleet manager sono soprattutto i numeri finanziari e, nello specifico, il valore residuo.

  • Svalutazione: una berlina premium di segmento medio oggi perde circa il 55-58% del suo valore dopo 36 mesi.
  • Confronto con i suv: un suv di equivalente segmento ne perde il 44-48%. Su un’auto da 60.000 €, questo divario del 10% nel valore residuo si traduce in circa 150-200 € al mese in più di canone di noleggio per una berlina rispetto al suv, rendendola invendibile alle aziende attente ai costi.

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