
Il ritorno di Silverstone e il calendario 2027
Il Royal Automobile Club Tourist Trophy
Imola, un appuntamento sempre più centrale
Le incognite del finale di stagione 2026
Il prossimo appuntamento: San Paolo
Una gara in più, un circuito che appartiene alla storia e un trofeo nato quando l’automobile stava ancora imparando a correre. Nel 2027 il Fia World Endurance Championship (Wec) allargherà il proprio calendario a nove appuntamenti, aggiungendo la 6 Ore di Silverstone, prevista dal 23 al 25 aprile.
Il ritorno del circuito britannico avverrà due settimane dopo la 6 Ore di Imola, confermata dal 9 all’11 aprile come secondo appuntamento della stagione. Due piste profondamente diverse, ma unite da una forte identità automobilistica e dalla capacità di trasformare un fine settimana di gare in un evento capace di coinvolgere città, territori e pubblici internazionali.
Il Mondiale 2027 prenderà il via in Qatar, per poi attraversare l’Europa con Imola, Silverstone, Spa-Francorchamps e Le Mans. Dopo la 24 Ore, il campionato raggiungerà San Paolo, Austin e Fuji, prima della tradizionale conclusione sul circuito di Sakhir, dove la 8 Ore del Bahrain assegnerà i titoli dal 4 al 6 novembre.
Silverstone mancava dal Wec dal 2019. Il suo ritorno riporta il campionato nella cosiddetta “Home of British Motorsport”, nel cuore di un Paese che ospita una parte rilevante delle squadre, delle aziende e delle professionalità impegnate nelle competizioni internazionali. Nel 2027, con l’ingresso di McLaren nella categoria Hypercar, la tappa inglese acquisterà un significato ancora più forte.
Ai vincitori verrà consegnato il Royal Automobile Club Tourist Trophy, uno dei riconoscimenti più prestigiosi e antichi dell’automobilismo mondiale. La prima gara valida per il trofeo si disputò nel 1905 sull’Isola di Man, lungo strade pubbliche che mettevano alla prova non soltanto la velocità delle vetture, ma anche affidabilità, efficienza e capacità costruttiva.
Negli anni successivi il Tourist Trophy lasciò progressivamente i percorsi stradali per approdare sui circuiti permanenti. Passò da Goodwood e trovò poi a Silverstone la propria sede più ricorrente. Dall’inizio degli anni Settanta, la pista del Northamptonshire ha ospitato più edizioni del trofeo di qualsiasi altro impianto, oltre a sette delle otto precedenti prove britanniche del Fia Wec.
Sul Tourist Trophy sono incisi i nomi di alcuni dei più grandi piloti della storia: Tazio Nuvolari, Rudolf Caracciola, Mike Hawthorn, Graham Hill, Denny Hulme, Derek Bell, Tom Kristensen e Allan McNish. Il primato appartiene a Stirling Moss, capace di conquistarlo sette volte. Fra i vincitori più recenti figura anche Mike Conway, protagonista dell’ultima 24 Ore di Le Mans.
“Dal 1905 il Tourist Trophy riconosce non soltanto la vittoria, ma anche l’eccellenza ingegneristica, il lavoro di squadra e la resistenza”, ha ricordato Duncan Wiltshire, presidente del Royal Automobile Club. È proprio questa combinazione di valori a rendere naturale il legame con il moderno Mondiale Endurance.
Nel nuovo calendario conserva un posto di primo piano Imola. La prova del 2027 sarà la quarta consecutiva disputata all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari e arriverà dopo un’edizione 2026 conclusa con oltre 92 mila presenze. Un risultato che dimostra come la 6 Ore sia ormai diventata molto più di una gara: un appuntamento capace di coinvolgere la città, le attività economiche, le scuole e l’intera Motor Valley.
La conferma è stata fortemente sostenuta dall’amministrazione comunale e dal sindaco Marco Panieri, rieletto per un secondo mandato con il 72,55 per cento dei voti. Panieri ha mantenuto direttamente le deleghe all’Autodromo, ai grandi eventi e al turismo, definendole leve strategiche per l’attrattività e lo sviluppo della città.
Il circuito viene così considerato non soltanto come un tempio del motorsport, ma come un’infrastruttura al servizio del territorio. La connessione tra paddock e centro urbano, le iniziative rivolte agli studenti, l’accoglienza e la capacità ricettiva sono diventate parti integranti dell’evento. Per Imola, il Wec rappresenta anche una vetrina internazionale per la Motor Valley e per un tessuto industriale costruito intorno alla cultura dell’automobile.
Mentre il calendario 2027 guarda alla crescita, quello del 2026 deve però ancora risolvere le proprie incognite. La 1812 km del Qatar, rinviata a marzo, è stata riprogrammata dal 22 al 24 ottobre. Due settimane più tardi, dal 5 al 7 novembre, la 8 Ore del Bahrain dovrebbe concludere la stagione.
La situazione geopolitica in Medio Oriente resta tuttavia poco chiara. Fia, Aco e organizzatori del Wec continuano a monitorarla, mantenendo come priorità la sicurezza di piloti, squadre, personale e pubblico. La decisione definitiva è attesa entro la metà di luglio.
Qualora non fosse possibile correre a Lusail e Sakhir, il Mondiale manterrebbe comunque otto appuntamenti attraverso due gare europee di sei ore. Barcellona e Monza sono le alternative maggiormente considerate. Il circuito lombardo potrebbe anche accogliere la prova conclusiva, riportando il Wec nel Tempio della velocità e regalando all’Italia una seconda tappa in una stagione eccezionale.
Adesso, però, l’attenzione si sposta nuovamente sulla pista. Dal 10 al 12 luglio il campionato farà tappa a Interlagos per la Rolex 6 Ore di San Paolo. Dopo l’intensità e le emozioni di Le Mans, l’endurance attraversa l’Atlantico e ricomincia dal Brasile. Il futuro ha già i nomi di Imola e Silverstone, il presente, invece, deve ancora scrivere la propria strada verso il titolo.
Testo di Cesare Gasparri Zezza
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