
Nuova settimana, nuovi scenari. Dopo mesi di discussioni altalenanti, torna al centro del dibattito la possibile fusione tra Honda e Nissan. Il processo, che avrebbe dato vita a un colosso automobilistico con un fatturato di 60 miliardi di dollari, sembrava definitivamente archiviato la scorsa settimana. Il motivo? La richiesta di Honda affinché Nissan diventasse una sua controllata, una condizione inaccettabile per la casa di Yokohama.
Nonostante la chiusura apparente, la pressione su Nissan non si è affievolita, soprattutto nei confronti del suo amministratore delegato, Makoto Uchida. Sempre più voci interne ed esterne alla compagnia chiedono le sue dimissioni, attribuendogli la responsabilità della crisi profonda in cui versa l’azienda. Secondo il Financial Times, Honda sarebbe disposta a riaprire il dialogo sulla fusione, ma solo a condizione che Uchida lasci il suo incarico. “I rapporti tra Uchida e il CEO di Honda, Toshihiro Mibe, si sarebbero infatti deteriorati, con Honda frustrata dalla lentezza della ristrutturazione di Nissan e dalle sue difficoltà finanziarie” scrive il quotidiano finanziario britannico.
La crisi economica di Nissan è un dato di fatto. La scorsa settimana, Makoto Uchida aveva cercato di rassicurare investitori e dipendenti dichiarando: “Nissan sta mettendo in atto azioni di risanamento, con l’obiettivo di ridurre i costi di circa 400 miliardi di yen (circa 2,64 miliardi di dollari). Siamo impegnati a raggiungere una struttura dei costi più efficiente e a promuovere la crescita del fatturato grazie a prodotti competitivi che soddisfino le diverse esigenze dei nostri clienti. Stiamo progredendo nel nostro piano, centrato sull’efficienza e sulla crescita, con ritmo e determinazione”. Piano draconiano che prevede la soppressione di 9.000 posti di lavoro a livello globale e una riduzione del 20% della capacità produttiva della casa automobilistica.
Le misure drastiche annunciate da Nissan non sembrano aver convinto del tutto gli amministratori interni. Sempre come riporta il Financial Times, alcuni dirigenti avrebbero già avviato “discussioni informali per definire un calendario per l’uscita di Uchida”. Anche Renault, partner europeo di Nissan con una partecipazione del 35%, avrebbe “fatto pressioni per un cambio ai vertici”.
L’ipotesi di una riapertura delle trattative in seguito a un cambio di leadership ha subito avuto effetti positivi sui mercati. Martedì, il titolo Nissan ha chiuso in rialzo del 3,65% a 439,5 yen alla Borsa di Tokyo, in un contesto di mercato in crescita dello 0,51%. Durante la giornata, il titolo aveva guadagnato fino al 5,8%. Anche Mitsubishi Motors, inizialmente coinvolta nel progetto di fusione, ha registrato un aumento significativo, chiudendo con un +6,88%.
La strada per un accordo tra Honda e Nissan rimane incerta, ma i movimenti in corso lasciano presagire nuovi sviluppi nelle prossime settimane. Staremo a vedere.
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