
Il tema del rinnovo della patente per gli automobilisti anziani torna al centro del dibattito politico e sociale. A riaccendere la discussione sono stati alcuni gravi incidenti che hanno visto protagonisti conducenti ultraottantenni, in alcuni casi imboccando contromano tratti autostradali con conseguenze drammatiche. Vedi il drammatico incidente sulla A4 costato la vita a tre automobilisti oltre allo stesso conducente anziano.

Episodi che hanno scosso l’opinione pubblica e riportato al centro una domanda cruciale: come garantire la sicurezza stradale senza penalizzare chi, pur in età avanzata, conserva ancora tutte le capacità per guidare in modo sicuro?
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, è intervenuto sul tema in un intervista rilasciata alla radio RTL 102.5. Il vicepremier ha chiarito che l’intenzione non è introdurre divieti automatici o limiti anagrafici rigidi, ma valutare nuove forme di verifica basate su dati scientifici.

“Stiamo ragionando su come eventualmente rivedere gli esami di rinnovo della patente di guida dopo certi limiti di età – ha detto Salvini – perché quello che sta succedendo impone una riflessione seria, basata sui numeri e non sulle impressioni”
In altre parole, l’idea è di introdurre controlli più mirati, capaci di fotografare le reali condizioni psicofisiche del conducente anziano.
La normativa italiana stabilisce un sistema progressivo di scadenze:
Il rinnovo avviene attraverso una visita medica che valuta vista, udito e idoneità psicofisica generale. Tuttavia, non sono previsti test cognitivi approfonditi né prove pratiche di guida.

In altri Paesi europei la situazione è diversa: in Spagna e nei Paesi Bassi, ad esempio, gli automobilisti anziani devono sottoporsi a test cognitivi e, in alcune circostanze, a esami pratici su strada. Ciò consente una valutazione più realistica delle capacità residue.
Le ipotesi allo studio in Italia potrebbero prevedere:
Si tratterebbe quindi di un sistema più selettivo, in grado di calibrare le autorizzazioni non solo sull’età anagrafica, ma sulle condizioni reali del conducente.
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