La Formula 1 2026 assume sempre di più una forma. Le nuove monoposto, più “magre” e molto più elettriche, stanno suscitando un grosso interesse negli addetti ai lavori. Con sabato 20 febbraio si è conclusa la seconda sessione di test, che ha preceduto quella che si è svolta la precedente settimana (qui per il report completo), entrambe andate in scena sul circuito di Sakhir, in Bahrain.
Questi test per la Formula 1 2026 sono molto importanti perché hanno fornito a team e piloti una preziosa opportunità per raccogliere dati prima dell’inizio ufficiale del campionato. Nella seconda tre giorni di prove l’attenzione si è progressivamente spostata dalla comprensione di base delle nuove monoposto alla ricerca delle prestazioni e all’ottimizzazione del pacchetto aerodinamico e motoristico.
La Mercedes sembra la squadra più avanti, ma il miglior tempo di Leclerc il terzo giorno lasciano ben sperare. Tuttavia, è praticamente certo che gli altri top team come Red Bull e McLaren stiano nascondendo il loro effettivo potenziale.
La giornata inaugurale ha visto le scuderie concentrarsi prevalentemente sulla valutazione dei set-up attraverso sessioni brevi, con la Mercedes subito protagonista grazie al miglior crono di George Russell in 1:33.459s. Alle sue spalle si sono piazzati Oscar Piastri (McLaren) e Charles Leclerc (Ferrari).
La grande protagonista di giornata è stata la mescola C3, utilizzata per il 72% dei giri totali (842 tornate). Le mescole più morbide come la C4 hanno avuto un ruolo marginale, testate solo nelle ore finali con temperature più fresche da McLaren, Red Bull e Williams, mentre la C5 non è scesa in pista. Unico grande assente di giornata è stato Max Verstappen.
Nel secondo giorno i tempi si sono ulteriormente abbassati ed è stato ancora un pilota Mercedes, Kimi Antonelli, a segnare il giro più veloce in 1:32.803s, superando il riferimento del compagno di squadra. I programmi di lavoro dei team si sono allineati, con le scuderie impegnate a cercare il pacchetto più efficace provando soluzioni aerodinamiche e misurando il delta prestazionale tra i diversi pneumatici.
Per la prima volta sono scese in pista tutte le mescole della gamma Pirelli, compresa la più morbida C5, saggiata da Alpine, Cadillac e Williams. Nonostante l’introduzione delle gomme più performanti, la C3 si è confermata la scelta preferita, coprendo il 55% dei giri in una giornata che ha visto anche importanti long run da parte di Audi e Red Bull sulle mescole più dure.
La Mercedes ha impressionato per costanza e prestazioni; 79 giri per Antonelli, 77 per Russell, che ha chiuso ottavo a 1″308. Kimi Antonelli ha dichiarato di trovarsi a proprio agio con la monoposto manifestando tuttavia delle difficoltà nelle partenze senza MGU-H.
In casa Ferrari ha destato molta curiosità l’interpretazione dell’aerodinamica attiva, con gli uomini del cavallino che hanno realizzato un alettone posteriore con un’ala mobile, che si abbassa e si ribalta all’apertura.
L’ultima giornata ha regalato il miglior tempo assoluto dell’intera sessione di due settimane. A firmarlo, nell’ultima ora di test, è stato Charles Leclerc (Ferrari) con un impressionante 1:31.992s ottenuto su gomma C4, migliorando di otto decimi il tempo di Antonelli del giorno precedente. Il monegasco ha preceduto Norris, Verstappen e Russell.
La giornata ha visto un mix di performance run brevi e simulazioni sulla lunga distanza, con Esteban Ocon (Haas) che ha utilizzato un set di gomme intermedie per test aerodinamici. Aston Martin, invece, ha interrotto prematuramente i lavori dopo pochi giri mattutini.
La Ferrari SF-26 ha percorso 132 giri nelle condizioni di caldo intenso del Bahrain confermando affidabilità e regolarità nelle prestazioni. L’ala posteriore che si ribalta è ancora in fase di valutazione, quindi, non è ancora sicuro il suo debutto nel primo Gp della stagione. Nell’arco delle tre giornate di prove disputate in Bahrain, la monoposto di Maranello ha macinato un totale di 336 giri (1818 km), che aggiunti a quelli dei test precedenti porta il totale a quasi 6200 km.
Le dichiarazioni di Leclerc: “Questa giornata di test è stata molto lineare, abbiamo portato a termine il nostro programma e provato tutto ciò che avevamo pianificato. In termini di prestazione, è ancora difficile capire dove ci troviamo realmente, perché i team tendono a non mostrare il loro vero potenziale, quindi è importante non concentrarsi troppo sui tempi sul giro e prepararsi al meglio per la prima gara.
Procederemo passo dopo passo cercando di capire come estrarre il massimo dalla nostra vettura: abbiamo molti dati da analizzare prima di arrivare a Melbourne e vedremo come andranno le cose una volta che saremo lì”.
Le undici scuderie chiudono questi sei giorni di test in Bahrain con un dato ragguardevole: 41.366 chilometri percorsi, una distanza superiore alla circonferenza terrestre. Le nuove vetture hanno spinto i team a concentrarsi maggiormente su aerodinamica e power unit piuttosto che sul solo pacchetto gomme.
Le mescole hanno comunque mostrato un’ottima resistenza meccanica, senza evidenziare problemi di graining o blistering, anche se il degrado registrato a Sakhir sarà presumibilmente superiore a quello atteso per il Gran Premio, date le temperature in calo previste. Ora l’attenzione si sposta sulla prima gara stagionale a Melbourne, dove le forze in campo reali verranno finalmente svelate senza più strategie per nascondere il vero potenziale.
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