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Ferrari Luce: l’interno dell’elettrica del Cavallino è Steampunk

di Emiliano Ragoni - 09/02/2026

1. La presentazione e il design

La Ferrari ha ufficializzato il nome e mostrato diversi dettagli dell’interno della sua prima vettura elettrica: si chiamerà Ferrari Luce.

La presentazione, avvenuta a San Francisco, ha evidenziato le scelte tecniche e stilistiche frutto della collaborazione con LoveFrom, il collettivo fondato dagli ex designer Apple Jony Ive e Marc Newson, che ha affiancato il Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni.

Complessivamente il lavoro effettuato dal team sulla Ferrari Luce è apprezzabile poiché non era affatto facile disegnare un ambiente interno tradizionale ma che allo stesso tempo fosse proiettato verso il futuro. Il risultato è la perfetta commistione tra analogico, con la presenza di diversi comandi fisici, e digitale. Niente schermi XXL: la Ferrari ha scelto di adottare uno stile Steampunk per la sua prima auto a corrente.

2. Materiali ed ergonomia

Il progetto si distacca nettamente dagli standard attuali del segmento elettrico. Ferrari ha scelto di ridurre al minimo l’uso di grandi schermi touch a favore di comandi fisici, per un’esperienza di guida più analogica. L’abitacolo è concepito come un volume unico, dove la scelta dei materiali ricade principalmente su metallo e vetro. I componenti strutturali sono fresati dal pieno tramite macchine a controllo numerico (CNC) e anodizzati. Questo trattamento, secondo quanto comunicato da Maranello, crea una micro-struttura superficiale che ne aumenta la resistenza. Per le superfici trasparenti e di comando è stato invece utilizzato vetro Corning Gorilla, lavorato specificamente per resistere a graffi e urti.

3. Volante e strumentazione

Il volante nelle intenzioni del Cavallino rappresenta una rilettura tecnica dei modelli Nardi a tre razze degli anni ’50. La struttura è in alluminio privo di rivestimenti. Una scelta radicale che, insieme alla lavorazione di 19 componenti distinti, ha permesso di ridurre il peso di 400 grammi rispetto ai volanti attuali della gamma Ferrari. I controlli sulle razze sono analogici, progettati per restituire un feedback meccanico e sonoro preciso.

Sotto questo profilo emerge molto chiaramente la volontà della Ferrari di “asciugare” il più possibile elementi centrali come il volante, con lo scopo di non appesantire lo sguardo.

La strumentazione principale, denominata “Binnacle“, è fissata al piantone dello sterzo e si muove solidalmente con esso per mantenere la visibilità ottimale. Introduce una tecnologia sviluppata con Samsung Display, due pannelli Oled sovrapposti. Le informazioni sono distribuite su livelli fisici diversi, creando un effetto di profondità attraverso aperture circolari incorniciate in alluminio.

4. L’interfaccia ibrida “Multigraph”

Al centro della plancia si trova il pannello di controllo montato su un giunto sferico orientabile. Qui Ferrari ha introdotto il “Multigraph“, un sistema che unisce meccanica e digitale. Tre lancette fisiche in alluminio, azionate da motori indipendenti, scorrono sopra un quadrante digitale. Il sistema cambia funzione dinamicamente in base alla modalità di guida selezionata: orologio, bussola, cronometro, launch control.

5. Dettagli high-tech: chiave e cambio

Anche i dettagli più piccoli sono stati ripensati. L’avvio della vettura è gestito tramite una chiave fisica in vetro dotata di tecnologia E-Ink bistabile. Il display interno consuma energia solo durante il cambio di stato; inserendo la chiave nel tunnel centrale, il colore passa dal giallo al nero, attivando la sequenza di accensione dei sistemi di bordo.

Il selettore del cambio, realizzato in vetro, presenta una peculiarità. La grafica dei comandi non è stampata in superficie, ma inserita tramite inchiostro all’interno di micro-fori praticati al laser nel vetro stesso, con un diametro pari alla metà di un capello umano. Una tecnica di produzione inedita in ambito Automotive di serie.

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