Il brutto anatroccolo si è trasformato in un cigno. E per farlo gli sono bastati pochi minuti.
La Ferrari Luce, prima elettrica nella storia di Maranello e una delle Ferrari più discusse degli ultimi anni, è stata venduta all’asta da RM Sotheby’s per 40 milioni di dollari. La valutazione di partenza indicava un valore superiore a 1,1 milioni: il risultato finale è stato quasi quaranta volte tanto.
Noi l’asta l’abbiamo vissuta da Casa Ferrari a Pebble. A Monterey, nei saloni di Rm Sotheby’s Massimiliano Di Silvestre, da poco Chief Marketing and Commercial Officer di Ferrari, presentava la vettura agli ospiti.
Poi sono cominciate le offerte.
E più della cifra finale ha impressionato la velocità con cui saliva. Rilanci pesantissimi, a volte superiori ai due milioni di dollari in un solo colpo. E, offerta dopo offerta, gli applausi degli ospiti di Casa Ferrari diventavano sempre più forti.
C’era emozione. Perché a un certo punto non si stava più guardando qualcuno comprare un’automobile. Si stava guardando crescere, milione dopo milione, la somma destinata alla beneficenza.
Quella venduta è “Chassis 0”, la prima Luce di produzione, realizzata in configurazione Tailor Made. Ferrari devolverà l’intero ricavato attraverso la Ferrari Foundation a future iniziative educative.
E quei quaranta milioni raccontano allora una generosità collettiva: quella di chi ha comprato, di chi ha continuato a rilanciare e quella di Ferrari, che ha messo a disposizione una vettura irripetibile per trasformarla in risorse destinate alle nuove generazioni.
Non è la prima volta che Maranello mostra questo volto. Lo ha fatto in altre aste benefiche e soprattutto lo ha fatto nei momenti difficili, come durante il Covid, sostenendo concretamente la comunità del proprio territorio.
Testo di Cesare Gasparri Zezza
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