
La prima casa automobilistica a rispondere ufficialmente all’annuncio di Donald Trump sui dazi del 25% per tutte le auto importate negli Stati Uniti è la Ferrari. In una nota l’azienda di Maranello ha comunicato l’aggiornamento della propria politica commerciale per il mercato americano, volto a tutelare i clienti statunitensi e garantire certezza nelle condizioni di acquisto.
“Nel riaffermare il proprio impegno per garantire la massima attenzione e tutela dei clienti”, si legge nella nota, “le condizioni commerciali rimarranno invariate per gli ordini di tutti i modelli importati prima del 2 aprile 2025 e per gli ordini delle seguenti tre famiglie – Ferrari 296, SF90 e Roma – a prescindere dalla data di importazione”. Per gli altri modelli, invece, “le nuove condizioni doganali si rifletteranno parzialmente sul prezzo, fino a un massimo del 10% di aumento, in coordinamento con la nostra rete di distribuzione”.
Il mercato statunitense rappresenta una componente cruciale per il Cavallino Rampante. Nel 2024, Ferrari ha esportato verso gli Stati Uniti circa 3.400 supercar, su un totale di 13.752 consegne a livello globale. Gli USA sono storicamente il primo mercato nazionale per l’azienda, rappresentando circa il 25% delle vendite complessive.
Nonostante l’introduzione dei dazi, Ferrari ha confermato gli obiettivi finanziari per il 2025. L’azienda prevede un EBITDA rettificato di almeno 2,68 miliardi di euro, con un margine superiore al 38%, e un EBIT di almeno 2,03 miliardi, con margine oltre il 29%. La società segnala tuttavia un potenziale rischio di diluizione di circa 50 punti base su questi margini a causa dell’impatto delle nuove tariffe doganali.
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