| Giudizio | Dettaglio |
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Alcune automobili impressionano di più per le prestazioni che offrono, altre per le emozioni che trasmettono. La Ferrari 12Cilindri Manuale riesce a fare entrambe le cose, riportando al centro dell’esperienza di guida un gesto che sembrava destinato a scomparire: cambiare marcia con la leva. Lo fa con una soluzione tanto innovativa quanto sorprendente.
Sotto il lungo cofano pulsa il magnifico V12 aspirato di 6,5 litri, capace di sviluppare 830 CV e di raggiungere i 9.500 giri/min. Un motore che è un’autentica celebrazione della meccanica, con una progressione inesauribile e una colonna sonora che cresce fino a diventare un urlo agli alti regimi. La rivoluzione si trova nell’abitacolo, dove ricompaiono il celebre cancelletto e il terzo pedale.
Il sistema Manuale by-wire mantiene il doppia frizione a otto rapporti e lo trasforma, quando il pilota lo desidera, in un manuale a sei marce. Leva e frizione dialogano con la trasmissione attraverso sensori e attuatori, ma le sensazioni sono quelle di un comando meccanico tradizionale. Con il pedale si gestisce effettivamente l’apertura del pacco frizioni del DCT, con la leva si gestiscono i primi sei degli otto rapporti, sufficienti per raggiungere i 315 km/h (contro i 340 km/h in modalità automatica).
Solo guidandola si può comprendere realmente la magia di questa soluzione. La mano incontra la resistenza della leva, avverte gli scatti degli innesti, mentre con il piede sinistro si ritrova il piacere di dosare la frizione. Ogni cambiata richiede coordinazione, sensibilità e il giusto tempismo. Se non si preme completamente il pedale, la marcia non entra; se si rilascia la frizione troppo rapidamente, arrivano gli strappi e si può persino spegnere il motore. Anche la doppietta in punta-tacco torna a essere protagonista, dato che Ferrari, per rendere l’esperienza ancora più autentica, ha rinunciato al rev matching.
Definire il sistema un “cambio simulato” è del tutto fuorviante: il pilota interviene realmente sulla trasmissione. Il feedback è quello delle Ferrari di una volta, con il vantaggio di avere una maggiore precisione nel tempo e un minor gioco della leva, per via dell’assenza di un collegamento meccanico che potrebbe essere soggetto a usura e sbalzi termici. Il pilota torna a sentirsi parte del processo, anziché semplice spettatore di un’elettronica impeccabile.
Poi basta selezionare la modalità automatica e la 12Cilindri cambia carattere. Il doppia frizione torna a gestire tutti gli otto rapporti in autonomia, regalando quella fluidità che rende piacevoli anche il traffico e i lunghi trasferimenti.
Le prestazioni restano straordinarie, basti pensare allo 0-100 km/h in 2,9 secondi, ma su questa Ferrari i numeri passano in secondo piano. Ciò che conta è il piacere di costruire ogni accelerazione, di scegliere il rapporto giusto per affrontare la curva successiva e di accompagnare il V12 verso la zona rossa.
Verrà prodotta in appena 1.499 esemplari, già tutti venduti, con un prezzo di partenza di 590.000 euro. La Ferrari 12Cilindri Manuale dimostra che innovazione e tradizione possono convivere. Non è un ritorno al passato, ma un modo intelligente (e costoso) di recuperare ciò che l’automobile moderna rischiava di perdere: il coinvolgimento del guidatore.
Testo di Francesco Traino
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