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Ferrari 12Cilindri Manuale: tornano leva e frizione, ma in chiave by-wire

di Redazione - 03/07/2026

In breve

  • Quasi vent’anni dopo la 599 GTB Fiorano, la Ferrari 12Cilindri Manuale reintroduce leva e frizione con un sistema Manuale by-wire brevettato a Maranello
  • Il cambio F1 doppia frizione a otto rapporti diventa, su richiesta, un manuale a sei marce più retromarcia, senza assistenza al rev matching
  • V12 aspirato di 6.496 cm³, 830 cv, 0-100 km/h in 2,9 secondi e velocità massima oltre i 340 km/h
  • Serie speciale limitata a 1.499 esemplari con allestimento Tailor Made dedicato
  • Prezzo di 590.000 euro, Tailor Made incluso

Il ritorno del cambio manuale, in chiave by-wire

Sono passati quasi vent’anni dalla presentazione dell’ultima Ferrari con motore V12 e cambio manuale: era la 599 GTB Fiorano. Chi avrebbe immaginato che, proprio nell’era in cui la guida analogica sembra diventata un tabù, a Maranello ci avrebbero fatto questa bella sorpresa.

La nuova Ferrari 12Cilindri Manuale introduce una delle soluzioni tecniche più interessanti degli ultimi anni: non parliamo di un semplice ritorno nostalgico alla leva e alla frizione, ma di una reinterpretazione moderna, sofisticata e sorprendentemente coinvolgente del cambio manuale.

La base tecnica resta quella della 12Cilindri: V12 in posizione anteriore-centrale, trazione posteriore e cambio F1 doppia frizione a otto rapporti, il segreto sta nell’interfaccia tra pilota e trasmissione: un sistema Manuale by-wire brevettato e sviluppato interamente a Maranello, capace di trasformare, su richiesta, il DCT in un cambio manuale a sei rapporti più retromarcia.

Come funziona: leva, frizione e feedback

Il principio di funzionamento è inedito: leva e pedale della frizione non sono collegati meccanicamente alla trasmissione, ma comunicano con il cambio attraverso sensori e software dedicati. La percezione per chi guida, però, non è affatto quella di un comando artificiale.

Il modulo della leva integra cinematismi meccanici progettati per riprodurre fedelmente carichi, scatti e variazioni tipiche di un cambio manuale tradizionale. Nelle fasi di innesto e disinnesto, il sistema restituisce una resistenza progressiva e feedback fisici e acustici analoghi a quelli di un comando “vecchia scuola”.

Anche il pedale della frizione è stato tarato con l’obiettivo di ricreare sensazioni coerenti con la guida manuale. Se non viene premuto correttamente, la marcia può non entrare; se viene rilasciato troppo bruscamente, la vettura può reagire con uno strappo, con lo slittamento delle ruote posteriori o persino con lo spegnimento del motore. È proprio questa coerenza funzionale a rendere il progetto così interessante: la 12Cilindri Manuale non simula soltanto la presenza di un cambio manuale, ma ricrea fedelmente tutte le conseguenze dinamiche di quella gestualità tanto amata dai puristi della guida sportiva.

Doppietta, punta-tacco e modalità automatica

Non ci sono sistemi di assistenza per il rev matching: il pilota può quindi eseguire liberamente la doppietta e il punta-tacco. Insistendo troppo sulla stessa marcia, arriva anche il fuorigiri. In altre parole, le reazioni della vettura dipendono esclusivamente dall’abilità di chi sta al volante. Allo stesso tempo, quando non si desidera guidare in manuale, il sistema consente di tornare alla modalità automatica e sfruttare il funzionamento completo del DCT a otto rapporti, a tutto vantaggio di una marcia fluida e rilassata in città o nei lunghi trasferimenti.

Il V12 aspirato e le prestazioni

Il motore è il V12 aspirato di 6.496 cm³ già noto e più che apprezzato: architettura a 65°, carter secco, 830 cv a 9.250 giri/min, 678 Nm a 7.250 giri/min e regime massimo di 9.500 giri/min. Numeri che si abbinano perfettamente a un comando manuale: la curva di erogazione, l’allungo e la risposta dell’aspirato, che richiede tempo per esprimere il massimo del suo potenziale, permettono di scandire le marce con naturalezza, senza scendere a compromessi con una rapportatura troppo corta. Scompaiono le palette al volante, proprio per incentivare l’utilizzo del sistema by-wire, mentre le prestazioni restano invariate: 0-100 km/h in 2,9 secondi, 0-200 km/h in meno di 7,9 secondi e velocità massima superiore ai 340 km/h.

Serie limitata a 1.499 esemplari

La 12Cilindri Manuale sarà prodotta in serie speciale limitata a 1.499 esemplari, numero scelto come richiamo alla cilindrata del primo dodici cilindri Ferrari del 1947. Sarà riservata ai migliori clienti del Cavallino e, con ogni probabilità, è già destinata a diventare un oggetto da collezione.

Rispetto alla versione standard, si distingue per un allestimento Tailor Made dedicato con 25 nuove tinte carrozzeria, tra cui il colore di lancio Rosso Rubino, cerchi forgiati a cinque razze disponibili in quattro finiture, scudetto coniato con la stessa tecnica utilizzata per le monete di pregio, mostrina laterale e battitacco laserati con scritta “Manuale”. La fascia anteriore e le ali posteriori adottano inoltre una finitura gessata che omaggia la 365 GTB/4 Daytona, mentre i sedili, comfort o racing su richiesta, presentano un nuovo motivo a sei cannettature che richiama le sei marce.

Il prezzo e la filosofia del progetto

Ferrari amplia i confini dell’esperienza di guida unendo il meglio di due mondi e mette d’accordo tutti, questa volta. Non è più necessario rinunciare alla praticità del dct per riscoprire un modo più diretto, fisico e personale di comunicare con l’automobile.

C’è poi un ultimo aspetto tecnico del sistema by-wire da non sottovalutare: l’assenza di collegamenti meccanici diretti tra leva, pedale della frizione e trasmissione consente di ridurre l’usura dei componenti tipici di un comando manuale tradizionale, mantenendo costante nel tempo la precisione degli innesti.

Per accedere a una delle Ferrari moderne più collezionabili e desiderate serviranno 590.000 euro, allestimento Tailor Made incluso, anche se alcuni optional, come il pacchetto carbonio, resteranno a pagamento. Una cifra elevata, certo, ma probabilmente contenuta rispetto al valore che questa serie speciale potrebbe raggiungere in futuro.

Testo di Francesco Traino

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