
Giustizia è fatta potrebbe asserire qualcuno. Finalmente i Suv, e anche buona parte delle elettriche, rientrano tra i colpevoli per non essere in forma. Dopotutto è risaputo che questo genere di vetture non primeggia in fatto di peso. Non bisogna fare di un’erba un fascio, perché i segmenti di mercato più compatti hanno ancora quote e masse nella norma, ma tutto il resto paga dazio.
E in questo caso lo fa non solo in senso figurato. Infatti Parigi sarà tra le prime città francesi in cui peso e dimensioni faranno la differenza quando si dovrà parcheggiare. Il referendum che doveva in qualche modo stabilire l’approvazione della norma, in cui i favorevoli sono stati il 54,5%, ha visto una presenza alle urne di appena il 5,7% degli elettori aventi diritto. Poco male, perché la nuova tariffazione in fatto di parcheggi è pronta a diventare realtà.
Secondo il progetto del comune, l’utente di un veicolo termico o ibrido plug-in di peso superiore a 1,6 tonnellate, o due tonnellate per un veicolo elettrico, potrebbe vedere triplicato il prezzo del proprio parcheggio. Il provvedimento dovrà essere discusso a maggio al Consiglio di Parigi, per essere applicato il primo settembre.
La prima ora di parcheggio aumenterebbe così a 18 euro nella zona 1 (quartieri centrali) e a 12 euro nella zona 2 (quartieri da 12 a 20). A seconda della durata massima della sosta riservata ai non residenti (la tariffazione non si applicherebbe ai residenti), il conto arriverebbe fino a 225 euro nella zona 1 e a 150 euro nella zona 2.
Il parcheggio dovrebbe comunque rimanere gratuito, come per gli altri veicoli, dopo le 20 e fino alle 9 del giorno successivo, così come la domenica. La misura non riguarderà inoltre gli artigiani e i professionisti che possono beneficiare della tariffa pro, così come i taxi, i servizi di emergenza e le persone con disabilità. E se una tariffa del genere si applicasse anche a Milano e Roma?
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