
Come riporta la Reuters in queste ultime ore, “amplificata” dalle pagine di Automotive News Europe, la partita a scacchi tra Cina e Unione Europea è soltanto all’inizio. Mentre Bruxelles si avvicina alla decisione finale sull’imposizione di dazi sui veicoli elettrici cinesi, Pechino alza la posta in gioco, minacciando di aumentare le tariffe sulle auto a benzina di grossa cilindrata importate dall’Europa.
Un duro colpo per i colossi tedeschi, come Mercedes-Benz, BMW, Audi e Porsche, che vedrebbero fortemente penalizzate le loro esportazioni verso il mercato cinese, il più grande al mondo. Solo lo scorso anno, le auto tedesche con motori superiori a 2.5 litri hanno generato vendite per oltre 1,2 miliardi di dollari in Cina.
La stessa Cina ha già avviato una serie di indagini commerciali contro prodotti europei, tra cui carne di maiale, brandy e formaggi, in risposta alle mosse protezionistiche dell’UE. Queste azioni sono state interpretate come una chiara dimostrazione di forza e un avvertimento ai partner commerciali.
L’incontro tra il Ministero del Commercio cinese e le case automobilistiche locali ha ulteriormente alimentato le tensioni. Pechino ha raccolto le opinioni del settore sull’opportunità di aumentare i dazi sulle auto europee, sottolineando la necessità di una risposta ferma alle politiche commerciali dell’UE.
La Germania, insieme ad altri Paesi, ha espresso preoccupazione per l’escalation del conflitto commerciale. Tuttavia, la Francia, l’Italia e la Spagna, tra i principali sostenitori dei dazi sui veicoli elettrici cinesi, rischiano di pagare un prezzo caro in termini di esportazioni verso la Cina.
La guerra commerciale tra i due giganti economici rischia di avere ripercussioni significative sull’intero settore automobilistico globale. Consumatori, produttori e governi sono chiamati a seguire con attenzione gli sviluppi di questa partita a scacchi, che potrebbe ridefinire gli equilibri del mercato.
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