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Carburanti: dal 1° maggio il gasolio italiano potrebbe diventare il più caro d’Europa

di Emiliano Ragoni - 28/04/2026

 

Carburanti, prezzi al 28 aprile 2026: la fotografia attuale

Il tema dei carburanti giunti a pochi giorni dalla scadenza del taglio delle accise, prevista il 1° maggio, è un argomento molto dibattuto. Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) in data odierna, martedì 28 aprile 2026, il prezzo medio della benzina in modalità self service sulla rete stradale nazionale si attesta a 1,740 €/l, mentre il gasolio raggiunge 2,058 €/l.

Sulla rete autostradale i prezzi risultano più elevati: la benzina self sale a 1,793 €/l e il gasolio a 2,118 €/l.

Si tratta di valori che incorporano ancora il beneficio del taglio temporaneo delle accise, attualmente in vigore fino al 30 aprile. Dal 1° maggio, in assenza di un nuovo provvedimento governativo, questi prezzi potrebbero subire un rialzo immediato e significativo.

Cos’è il taglio delle accise e da quando è in vigore

Il taglio delle accise è una riduzione temporanea della componente fiscale fissa applicata a ogni litro di carburante. La misura, introdotta dal governo Meloni il 18 marzo 2026 in risposta all’escalation dei prezzi energetici legata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, prevede una riduzione di 24,4 centesimi al litro su benzina e gasolio, e di 11,26 centesimi per chilogrammo di GPL.

Il primo decreto è stato prorogato all’inizio di aprile attraverso un secondo provvedimento approvato in Consiglio dei ministri, che ha esteso la misura fino al 1° maggio 2026. Il costo complessivo dell’intervento, a carico delle casse pubbliche, è stato finanziato in larga parte attraverso tagli ad altre voci di spesa dei ministeri, per un totale di circa un miliardo di euro dal momento dell’introduzione.

La scadenza del 1° maggio: cosa può succedere?

Il 1° maggio 2026 rappresenta quindi il termine attuale entro cui il taglio è garantito. In assenza di una proroga o di un nuovo decreto, dalla stessa data le aliquote ordinarie tornerebbero pienamente operative, con un effetto diretto e immediato sui prezzi alla pompa.

Va sottolineato che in Italia la componente fiscale rappresenta circa il 55-60% del prezzo finale della benzina: una variazione sulle accise si riflette quindi in modo diretto e pressoché immediato sul listino al distributore.

Carburanti, i prezzi senza lo sconto: le stime

In caso di mancata proroga, si stima un rialzo di circa 24,4 centesimi al litro rispetto ai prezzi attuali. Applicando questo incremento ai valori odierni rilevati dal Mimit, la benzina self potrebbe portarsi intorno a 1,98 €/l, mentre il gasolio potrebbe superare 2,30 €/l.

Per il gasolio lo scenario è particolarmente critico. Con prezzi attorno a 2,30-2,36 €/l, l’Italia diventerebbe il Paese dell’Unione Europea con il diesel più caro, superando i Paesi Bassi (circa 2,30 €/l), la Francia (circa 2,24 €/l) e la Germania (circa 2,13 €/l). In termini pratici, su un pieno da 50 litri il costo aggiuntivo rispetto alla situazione attuale ammonterebbe a oltre 12 euro.

L’impatto non è limitato agli automobilisti privati. Un aumento del costo del gasolio si riflette anche sui trasporti merci e, di conseguenza, sui prezzi di beni e servizi.

Il governo valuta: proroga in bilico

A poche ore dalla scadenza la decisione del governo non è ancora stata resa nota. Il ministro del Mimit, Adolfo Urso, ha dichiarato che l’esecutivo è «in campo» e ha indicato la necessità che l’Europa fornisca gli strumenti necessari per intervenire con maggiore efficacia. Meloni ha legato la scelta del governo all’evoluzione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti.

Due riunioni del Consiglio dei ministri sono previste per il 29 e il 30 aprile. In queste date verrà valutata la possibilità di un terzo decreto sui carburanti. I vincoli di bilancio pesano sulla decisione. Ogni mese di sconto fiscale comporta un onere superiore al mezzo miliardo di euro, e il superamento dei limiti del Patto di Stabilità europeo restringe ulteriormente lo spazio di manovra. L’esecutivo sta quindi cercando le coperture economiche per prorogare la misura che è costata finora 1,2 miliardi di euro. Fino a ora non si ancora mai parlato della possibilità di ricorrere alle accise mobili.

 

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