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Byd schiaccia Tesla. Musk si gioca tutto con robotaxi e AI

di Emiliano Ragoni - 03/01/2026

Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui gli equilibri dell’industria automobilistica elettrica sono cambiati per sempre. Tesla, l’azienda che per un decennio è stata il simbolo indiscusso e indiscutibile dell’auto elettrica nella moderna accezione del termine, ha ufficialmente ceduto il titolo di primo venditore mondiale alla cinese Byd. Secondo le risultanze di Bloomberg, la casa di Shenzhen ha consegnato quasi 2,26 milioni di veicoli elettrici, mentre Tesla si è fermata a 1,64 milioni, registrando il suo secondo calo annuale consecutivo.

Tesla, il sorpasso è storico

I numeri raccontano la storia di due traiettorie opposte. Da un lato c’è Byd, che grazie a una gamma vasta e prezzi aggressivi ha inanellato cinque trimestri consecutivi di crescita, dominando in Cina e guadagnando terreno prezioso in Europa, dove ha superato Tesla in mercati chiave come Germania e Regno Unito. Dall’altro c’è Tesla, che ha visto le consegne crollare del 16% nell’ultimo trimestre e del 9% su base annua.

Le ragioni del declino di Tesla sono strutturali e in parte le abbiamo spiegate in QUESTO articolo. La gamma di modelli Tesla appare ormai “invecchiata” rispetto alla concorrenza. L’azienda si affida esclusivamente a Model 3 e Model Y, senza aver lanciato quel veicolo entry-level sotto i 30.000 dollari che il mercato attendeva da anni. Le versioni economiche promesse si sono rivelate semplici varianti dei modelli esistenti, con prezzi che partono da 40.000 dollari, lasciando, di fatto, campo libero alle alternative cinesi molto più accessibili.

L’effetto Trump e la tempesta perfetta

A complicare il quadro per il 2026 si aggiunge lo scenario politico statunitense. L’amministrazione del presidente Donald Trump ha mantenuto le promesse elettorali, eliminando gli incentivi federali da 7.500 dollari per l’acquisto di veicoli elettrici e svuotando le normative sulle emissioni.

Questa mossa ha un duplice effetto per Tesla. Riduce la domanda interna nel suo mercato più grande e prosciuga una fonte di reddito fondamentale, quella della vendita dei crediti normativi ad altre case automobilistiche, che nel terzo trimestre era già calata del 44%. Inoltre, nell’ultimo anno sull’andamento di Tesla ha negativamente influito la figura polarizzante di Elon Musk e il suo attivismo politico, con il supporto alla candidatura di Trump e il discusso ruolo all’interno del Doge, il dipartimento preposto all’efficientamento governativo. Dopo l’idillio iniziale, il rapporto tra i due si è inesorabilmente incrinato con l’epilogo finale delle accuse reciproche.

Tesla, non solo auto. La scommessa sull’Intelligenza Artificiale

Di fronte a questi venti contrari, la reazione di Wall Street è stata per certi versi sorprendente. Gli investitori sembrano aver metabolizzato il sorpasso di Byd, mantenendo la capitalizzazione di Tesla intorno ai 1.500 miliardi di dollari. Il motivo? La narrazione è cambiata.

Le consegne non hanno quasi più importanza“, ha affermato provocatoriamente Alexander Potter, analista finanziario. Il valore di Tesla non risiede più nel vendere auto a umani, ma nella promessa di un futuro dominato dall’Intelligenza Artificiale, da Robotaxi e robot umanoidi Optimus. Musk ha spostato l’attenzione dal core business manifatturieroalla tecnologia pura, promettendo che il futuro Cybercab e i progressi nella guida autonoma giustificheranno valutazioni stellari. L’imprenditore americano sembra aver prestato volontariamente il fianco ai rivali cinesi.

Bisogna tuttavia precisare che tra la visione e la realtà c’è ancora un abisso. Sebbene i test di guida autonoma siano in corso ad Austin e San Francisco, il servizio è ancora limitato e richiede supervisori umani. Il divario tra l’ambizione di un esercito di robot e la capacità di generare profitti a breve termine rimane l’incognita più grande per il 2026.

Tesla Robotaxi

La luce in fondo al tunnel: l’energia

C’è però un settore dove Tesla ha mostrato segnali incoraggianti di crescita: l’accumulo di energia. La divisione Energy ha registrato un anno record, con un aumento delle distribuzioni del 50%, trainata dalla “fame” di elettricità dei data center per l’IA. Questo segmento sta diventando un pilastro cruciale, offrendo quella stabilità che il settore auto non garantisce più.

Mentre Wall Street ridimensiona le stime di consegna per il futuro, da 3 milioni a 1,8 milioni di veicoli, Tesla si trova a un bivio. Senza nuovi modelli di massa pronti a breve e con la concorrenza di Byd e delle altre Case cinesi che incalza, l’azienda deve sperare che la scommessa di Musk sull’IA paghi i dividendi promessi, prima che la realtà dei numeri torni, nuovamente, a bussare alla porta.

 

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