Il mercato delle auto usate è in crescita. Come abbiamo visto in questo articolo, nel 2025 sono stati registrati 3,2 milioni di passaggi di proprietà contro circa 1,5 milioni di immatricolazioni, numeri che segnano una crescita del 2,1% su base annua.
Tuttavia, all’atto pratico, dietro all’acquisto di una vettura usata si nascondono tante paure da parte degli automobilisti. Chiaramente, il timore più concreto è quello di essere truffati. Questo è quello che percepiscono la maggior parte degli automobilisti secondo una recente analisi effettuata da Carfax, società specializzata nell’erogazione di servizi dedicati alle vetture di seconda mano. Nello specifico, l’analisi ha tastato il polso a oltre 4.000 consumatori e il quadro che è emerso è quello di un mercato ancora troppo opaco.
Il dato più allarmante che è emerso non è solo la paura, ma la sua concretizzazione. Se due italiani su tre temono di essere raggirati, il 19% ha trasformato quel timore in realtà, subendo una frode effettiva.
L’atteggiamento dell’acquirente italiano si distingue per un pessimismo difensivo superiore alla media europea. Il 67% degli intervistati ritiene che incappare in una frode sia un evento “spesso” o “molto spesso” probabile.
È una percezione di rischio nettamente più alta rispetto a quella rilevata in mercati maturi come Germania o Spagna, dove la fiducia nel sistema tiene meglio. In Italia, la truffa non è considerata un incidente di percorso, ma una variabile strutturale dell’acquisto.
Quali sono gli elementi concreti che disturbano il sonno agli automobilisti? In cima alla lista nera delle paure c’è il grande classico delle frodi automobilistiche: la manomissione del contachilometri. Tuttavia, incrociando le aspettative con le esperienze reali, emerge una discrepanza significativa.
COSA TEMONO GLI ITALIANI (aspettativa)
COSA ACCADE REALMENTE (realtà)
Sebbene il “chilometro scalato” sia lo spauracchio numero uno, la truffa più frequente che gli italiani si trovano effettivamente a fronteggiare riguarda i danni occulti, spesso ben mascherati esteticamente ma rischiosi per la sicurezza. Tradotto: l’auto acquistata ha subito un incidente grave che è stato omesso dal venditore all’atto di vendita.
Di fronte a questo maremagnum, il consumatore italiano non resta inerme. La sfiducia ha generato una maggiore competenza e attenzione alle procedure di verifica. L’analisi dei comportamenti d’acquisto rivela che:
La ricerca fotografa una crescente preferenza per i canali ufficiali. Il 43% degli acquirenti sceglie di finalizzare il passaggio di proprietà esclusivamente tramite lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), cercando nelle istituzioni quella garanzia che il venditore privato o il concessionario poco trasparente non riescono a offrire.
L’alternativa, come abbiamo visto in questo articolo, è quello di rivolgersi a società come Tomasi Auto che sono specializzate nella vendita di auto usate certificate, che vengono rigenerate in modo rigoroso seguendo delle specifiche procedure.
In questo contesto, l’accesso alle informazioni storiche del veicolo diventa l’unico vero antidoto. Come sottolinea Marco Arban, Direttore del Business Development Europa di Carfax, la discriminante tra un buon affare e una truffa si nasconde nei dettagli invisibili a occhio nudo.
«Nel mercato dell’usato la differenza tra un buon affare e una cattiva sorpresa è spesso nascosta nei dettagli della storia del veicolo. Il nostro obiettivo è mettere i consumatori nelle condizioni di fare scelte consapevoli».
Tra i servizi offerti da Carfax vi è quello della verifica dello storico dell’auto: oltre ai chilometri e ai passaggi di proprietà, vengono controllati le manutenzioni e gli eventuali incidenti.
Treni, aerei, bus, metro e porti: febbraio 2026 si preannuncia come uno dei mesi più difficili per la mobilità in Italia. Sono 26 gli scioperi proclamati
Stellantis e il Gruppo Volkswagen chiedono all'UE "Auto Made in Europe" per salvaguardare un settore sempre più sotto pressione a causa delle turbolenze geopolitiche e della concorrenza cinese