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Alimentazione: cosa (non) mangiare quando ci si mette in viaggio

di Redazione - 28/07/2026

 

In breve

  • Prima di un lungo viaggio in auto, meglio evitare fritti, sughi elaborati e panini troppo farciti: puntare su pasti leggeri e digeribili.
  • L’acqua resta la bevanda ideale; l’alcol va evitato perché accelera la disidratazione e aumenta il rischio di cinetosi.
  • Cracker, mele, pere e banane sono spuntini utili contro la nausea; lo zenzero è un valido alleato anti-cinetosi.
  • Una sosta ogni due ore aiuta l’attenzione alla guida; nelle aree di servizio meglio scegliere piatti leggeri come bresaola, insalata o macedonia.
  • Per chi non ha fretta, i locali vicino ai caselli offrono spesso una valida alternativa, talvolta con wallbox per la ricarica dell’auto elettrica.

Per guidare bene

Estate, tempo principe dei viaggi. Spesso lunghi e con delle code sotto il sole. E mai come in questi anni gli italiani stanno usando tanto le auto e tantissimo i camper per la vacanza. Guidare, lo sappiamo, è sinonimo di attenzione, aspetto che una corretta alimentazione migliora in modo notevole.

Del resto se la leggerezza e la digeribilità valgono quotidianamente per stare bene, lo sono ancora di più quando si deve affrontare un viaggio in auto che sicuramente non può aiutare la digestione quanto una bella camminata. Senza dimenticare che in qualche caso bisogna anche pensare a chi soffre del mal d’auto (bambini in primis) o a persone che non sono in forma ideale e che comunque non possono restare a casa. Quindi senza sottoporsi a diete particolari, qualche accortezza non guasta a partire dall’eliminazione dei cibi pesanti per eccellenza: fritti, sughi troppo conditi, panini troppo farciti.

Tanta acqua, no alcol

Per non parlare dell’alcol che è anche “nemico” per la legge. Scontato ma giusto ripeterlo: in viaggio, la bevanda giusta è l’acqua mentre le proposte gassate – al di là del peso calorico – portano a gonfiarsi. Tornando all’alcol nelle bevande – tipico il caso di una birra gelata – regala grande soddisfazione ma accelera la disidratazione e riduce la resistenza del corpo alla cinetosi. Tecnicamente è il disturbo neurologico che si prova in seguito a spostamenti ritmici o irregolari del corpo a bordo di un veicolo.

Quanto alle bevande “sportive”, ormai presenza abbondante nei frigoriferi delle stazioni di servizio, sono utili a reintegrare liquidi ed elettroliti persi (sostanzialmente durante un esercizio fisico e quindi non è proprio il caso di chi guida) in caso di sudorazione intensa. Ma vanno consumate con moderazione a causa del loro contenuto di zucchero.

L’arma in più dello zenzero

Capitolo snack: merendine, patatine, biscottini… Tutto godibile, soprattutto in viaggio, ma è meglio lasciar perdere. Ci vorrebbero le mitiche gallette che generazioni di marinai hanno utilizzato come rimedio per il mal di mare: la versione contemporanea è rappresentata dai cracker che sono facilmente trasportabili e aiutano a ridurre l’irritazione dello stomaco causata dall’acido. Il loro gusto blando previene quasi sempre il vomito e allevia il mal d’auto.

Barrette energetiche? Sì, ma una sola e non una scatola. Consigliabile anche la frutta, a partire da mele e pere, facilmente digeribili: riempiono quel tanto che basta a tenere lo stomaco fermo, riducendo l’eventuale senso di nausea. Ottime anche le banane: si sbucciano e si consumano facilmente, inoltre sono ricche di potassio e di amido quindi danno sollievo immediato. Un occhio di riguardo per lo zenzero, valido rimedio contro la cinetosi e specialmente contro la nausea. Via libera quindi a cibi solidi come caramelle o biscotti che lo contengono ma anche a bevande allo zenzero come tè e tisane, da bere fredde.

Tra street food e slalom

Il dibattito è storico: c’è chi si porta il cibo da casa (riso, pollo, verdure è un mix ideale) consumandolo in una piazzola e chi entra in un’area di servizio. In ogni caso, una sosta sarebbe necessaria ogni due ore per sgranchire le gambe: oggi su tanti modelli di automobili, il rilevatore di stanchezza fa apparire sul display una tazzina o simboli del genere.

Tornando alle aree di servizio, in qualche caso si incontra un’offerta ricca e articolata, basata sullo street food come sulle pizze d’autore sino al ristorante vero e proprio, a cui è dura resister. Liberissimi di cedere ma se la mettiamo dal punto di vista nutrizionale, bisogna limitarsi a un piatto di bresaola, un’insalata e una macedonia. Lo slalom “fantozziano” tra le mitiche noci di prosciutto al pepe e i pani tradizionali da tre chili è un must da generazioni, divertente da fare, ma l’acquisto va preferibilmente destinato alla dispensa di casa e non al consumo “in diretta”, magari sotto il sole.

A due passi dal casello

La migliore soluzione per chi non ha fretta – o è appassionato gourmet – resta invece uscire dall’autostrada e fermarsi in uno dei tanti locali nelle vicinanze del casello, spesso portatori di buone esperienze.

Tra l’altro, è sempre più frequente che all’esterno si trovi una wallbox (e in quelli importanti, magari una colonnina vera e propria) che consente la ricarica dell’auto elettrica mentre si è seduti a tavola. Evidente che se non si ha modo di riposare, chi riprende il volante non deve aver bevuto alcolici (e pure non aver esagerato con il cibo) per sentirsi in piena forma e ripartire serenamente. Al di là delle regole, è sempre questione di buon senso.

Testo di Maurizio Bertera

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