Al Salone di Parigi debutta l’Alfa Romeo Cuorerosso. Non è l’anticipazione di un modello di serie né un semplice esercizio di stile, ma un manifesto del futuro del Biscione che si basa su tre pilastri: il rosso, l’Italia e la sportività.
Sposa la filosofia della “Bellezza Necessaria”, una bellezza essenziale che elimina il superfluo e rimanda alle radici di Alfa Romeo. È il punto di partenza per una gamma multi-energia, con modelli fino a 4,7 metri, motori elettrici, plug-in, mild e full hybrid e spazio per le versioni Quadrifoglio. Al vertice, Alfa immagina un 2.9 V6 full hybrid con trazione integrale Q4.
La Cuorerosso ha le forme di una coupé 2+2 lunga 4,70 metri, larga 1,98 e alta appena 1,33, con un passo di 2,93 metri e un peso di 1.750 kg. Il Centro Stile l’ha modellata come un unico blocco da scolpire, e il risultato è una carrozzeria fluida, con un Cx di 0,28 e un inedito rosso Liquid Ink Red che, a seconda della luce, sfuma fino al nero.
Davanti tornano Trilobo e Scudetto, con una mascherina composta da piccoli triangoli retroilluminati che pulsa come un battito. Nella trequarti posteriore nella Coda Tronca, sono piuttosto evidenti i richiami alle Alfa del passato come la Brera. Le porte si aprono controvento con un comando sul tetto, senza maniglie, e i cerchi forgiati reinterpretano il classico disegno “a telefono”. Completano il quadro sospensioni pneumatiche e freni carboceramici Brembo.
Davanti al guidatore c’è il “Cannocchiale Vivente”: in modalità “Immersivo” mantiene i due strumenti tradizionali, in “Concentrato” li unisce in uno solo. Lo sterzo è steer-by-wire e le modalità di guida sono tre: Cruise, Sport e Quadrifoglio. La plancia si ispira alla 33 Stradale del 1967.
Gli interni sono rossi (vedi foto sotto), con nabuk Poltrona Frau solo dove si tocca, pelle rigenerata con il 60% di scarti industriali e un tessuto tecnico sviluppato con Luna Rossa.
Le prime auto di serie a interpretarne lo stile saranno l’erede della Tonale, a inizio 2028, e una cinque porte media chiamata Giulietta, che arriverà nel 2029.
Al Salone di Parigi una concept di 4,19 metri con bagagliaio da 400 litri, firma luminosa a Y e personalizzazione spinta
Trazione integrale, aerodinamica attiva e un Vizor più deciso: a Parigi la concept che anticipa lo stile delle future Opel