
“Un secolo di Papamobile” è il titolo della mostra allestita in Vaticano in un padiglione di vetro all’interno del Giardino Quadrato, in prossimità del Padiglione delle Carrozze e della Pinacoteca Vaticana, che riunisce otto veicoli Mercedes-Benz (dalla Nurburg 460 del 1930 fino alla ML 500 del 2012, passando per la 300 d del 1960, la 600 Pullman del 1965, la 300 SEL Pullman del 1967, la 230 G del 1980 e la 230 GE del 1982, la S 500 passo lungo del 1997 e la ML 430 del 2002).
Tutte le vetture sono funzionanti e manutenute regolarmente dal personale dell’Autoparco Vaticano, alcune di proprietà dello Stato del Vaticano, altre del Museo della Mercedes-Benz.
Il rapporto tra la prestigiosa Casa tedesca e la Città del Vaticano ha origini lontane: nel 1930 Papa PIO XI ricevette in regalo una Mercedes–Benz Nurburg 460 da quella che allora si chiamava Daimler-Benz AG. Da ben 96 anni fa furono studiate e realizzate limousine ufficiali di rappresentanza, esclusive landaulet, speciali fuoristrada che hanno accompagnato diversi pontefici e, soprattutto, sono diventate vere e proprie icone nella storia dell’automobile, anche perché hanno accompagnato il Pontefice nei suoi pellegrinaggi in giro per il mondo.
E’ nota a tutti, poi, la Papamobile realizzata nel 1980 per la visita di Giovanni Paolo II in Germania: quella Classe G modificata con cupola trasparente, verniciatura madreperlata e, soprattutto, posizione di seduta rialzata, che aveva l’obiettivo non solo di rendere visibile il Pontefice a più persone possibili nel corso delle apparizioni pubbliche, ma che anche lui stesso potesse rendersi conto di quanta folla avesse intorno. Questo tipo di impostazione ha fortemente influenzato i veicoli successivi realizzati sulle Classi G e M.

“Per Mercedes-Benz è un onore e un privilegio offrire al Pontefice questo servizio da quasi un secolo – ha affermato Marc Langenbrinck, presidente di Mercedes-Benz Italia. Questa mostra vuole invitare il pubblico a scoprire la storia delle Papamobili della Stella e la loro evoluzione”.
“L’automobile, pur essendo nata per gli spostamenti, consente al Pontefice di farsi vedere, salutare, benedire e, soprattutto, stabilire un rapporto immediato, profondo e costante con il maggior numero di fedeli che incontra sul suo cammino – ha dichiarato Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani. A volte è sufficiente vedere il Papa per ‘sentirsi benedetti’ o cogliere un suo sguardo perché possa ‘cambiare la nostra vita’. Siamo di fronte all’ultimo dei Musei Vaticani che Giovanni Paolo II ha inaugurato, riservato proprio alle carrozze e alle berline papali, con lo scopo di raccontare i viaggi dei Pontefici, come si spostavano creando dialoghi con luoghi diversi da Roma o il Vaticano.
All’interno di questo padiglione abbiamo voluto ospitare una iniziativa che racconta ben 100 anni di mobilità papale attraverso queste meravigliose auto dal 1930 ad oggi per i pontefici: da Pio XI, passando a Pio XII, Giovanni XXII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Papa Francesco e Leone XIV. Una iniziativa in un padiglione bellissimo e luminoso con vista sulla cupola di S. Pietro, dove i visitatori potranno ammirare la tecnologia che ha sposato la tradizione in modo virtuoso grazie a Mercedes-Benz”.

“Questa mostra racconta un secolo di mobilità e come si sia trasformata perché le prime vetture ad uso del Papa non erano pensate e realizzate per il Protocollo pontificio, ma appena modificate – ha dichiarato Sandro Barbagallo, curatore delle Collezioni Storiche dei Musei Vaticani. Con la Mercedes tutto questo cambia perché nel 1930, a pochi mesi dall’entrata in vigore del Trattato Lateranense, presenta al Papa la Nurburg, appositamente pensata, immaginata, strutturata proprio per il Protocollo Papale. Tanto è vero che la parte posteriore dell’abitacolo è stata strutturata come un piccolo salottino con una poltrona di broccato rosso e tutte le accortezze fanno sì che il Papa potesse utilizzare questa vettura con agio e comodità. Ad esempio, per la prima volta, compare, una pulsantiera dove ci sono le indicazioni che il Santo Padre poteva dare all’autista senza dover parlare, ma premendo semplicemente un pulsante (una curiosità: quello contraddistinto con la parola ‘casa’ altro non è che il Palazzo apostolico).

Oggi Leone XIV viaggia su una Papamobile completamente elettrica: una Mercedes-Benz G 580 in allestimento speciale.
La mostra si concluderà il 31 gennaio 2027, ma gli organizzatori hanno già ipotizzato una proroga visto il grande entusiasmo che sta riscuotendo già in questi giorni.
Bellissime le foto dell’archivio Ansa, infine, riportate nel catalogo della mostra dal titolo “Un secolo di Papamobile” che riporta nell’indice: PIO XI 1922-1939 “La prima Papamobile con la stella”; PIO XII 1939-1958 “L’auto rifugio durante la guerra”; GIOVANNI XXIII 1958-1963 “Il Papa che approdò in copertina con la sua auto”; PAOLO VI 1963-1978 “L’auto diventa un salotto viaggiante”; GIOVANNI PAOLO I 26/08/1978 – 28/09/1978 “L’ultimo Papa sulla sedia gestatoria”; GIOVANNI PAOLO II 2005-2013 “La svolta della sicurezza, arriva la blindatura”; BENEDETTO XVI 2005-2013 “A Manhattan la Papamobile sfila sulla Quinta Strada”; FRANCESCO 2013-2025 “La Laudato sì e l’ecologia integrale, arrivano le auto elettriche”; LEONE XIV 2025 “L’ambiente e il mondo, il bimbo che rincorre la Papamobile”.

“La Papamobile non è solo il mezzo di trasporto del Santo Padre, ma il suo scopo è ben più ampio – riporta nella sua prefazione Marc Langenbrinck, presidente di Mercedes-Benz Italia. Offre mobilità, comfort, sicurezza, ma soprattutto è lo strumento che mette il Papa a più stretto contatto con le persone, lo pone fisicamente dentro la comunità che va ad incontrare. Lo rende visibile e vicino e diventa così un simbolo della diffusione del ‘Verbum Domini’. Lo ha espresso con parole semplici Papa Benedetto XVI: ‘Avrei voluto percorrere con la Papamobile tutto il territorio in lungo e in largo per essere possibilmente vicino a ciascuno singolarmente’”.
Testo di Andrea Cauli
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