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Caro carburanti e blocchi al Sud: le strade colpite e dove sono i disagi

di Emiliano Ragoni - 23/10/2026

Il caro carburanti non pesa soltanto sul costo di un pieno degli automobilisti. Nelle ultime settimane l’aumento del prezzo del gasolio ha alimentato proteste e presìdi dell’autotrasporto che hanno avuto conseguenze concrete anche sulla circolazione stradale e sulla distribuzione delle merci in diverse zone del Sud Italia.

Il quadro emerso dalle autorità locali nelle ultime ore conferma che in alcuni punti si sono verificati rallentamenti, restringimenti della carreggiata, criticità presso caselli e aree di servizio e difficoltà nell’approvvigionamento di carburante.

La situazione è arrivata anche sul tavolo del Governo. Dopo il confronto con le associazioni dell’autotrasporto sono state annunciate nuove misure per ridurre l’impatto del caro gasolio sulle imprese del settore.

Le strade e gli svincoli interessati dai disagi

Le proteste non hanno avuto gli stessi effetti in tutte le località. In alcuni punti i camion sono rimasti ai lati della carreggiata causando rallentamenti, mentre in altri casi si sono verificati blocchi temporanei degli accessi o della circolazione.

I problemi hanno interessato soprattutto caselli autostradali, svincoli, aree di servizio e grandi direttrici utilizzate dal trasporto merci.

Regione Strada o nodo Disagio segnalato
Puglia SS16 Foggia-San Severo Presìdi e rallentamenti
Puglia A14, Poggio Imperiale Blocco temporaneo e rallentamenti
Puglia A14, Cerignola Est e Ovest Presìdi
Puglia A16, Candela Presidio e rallentamenti
Calabria A2, Sant’Onofrio-Vibo Valentia Blocco temporaneo e code
Calabria A2, Falerna Blocco temporaneo degli accessi
Calabria A2, Campotenese e San Mango d’Aquino Presìdi
Calabria Jonio-Tirreno, Rosarno-Cinquefrondi Rallentamenti
Basilicata SS106 Jonica Presìdi e disagi alla circolazione
Basilicata SS653 Sinnica, zona Tursi Rallentamenti

La mappa va letta tenendo presente che la situazione è cambiata nel corso delle giornate di protesta: un presidio segnalato in un determinato punto non implica quindi che la strada sia tuttora bloccata.

Puglia: rallentamenti tra caselli e statali

La provincia di Foggia è stata uno dei territori maggiormente interessati dalla mobilitazione.

I presìdi hanno riguardato diversi punti della rete viaria della Capitanata, dalla SS16 tra Foggia e San Severo fino ai caselli autostradali.

A14 e A16 tra i nodi più delicati

Tra i punti interessati dalle proteste sono stati segnalati il casello A14 di Poggio Imperiale, quelli di Cerignola Est e Cerignola Ovest e il casello A16 di Candela.

La Prefettura di Foggia ha confermato la presenza di rallentamenti nelle aree di servizio, ai caselli autostradali e lungo le arterie interessate dalla protesta.

È stato inoltre garantito il transito prioritario ai trasporti di merce deperibile, ai trasporti urgenti e ai mezzi impegnati nei servizi pubblici essenziali.

Calabria: criticità soprattutto lungo la A2

Anche in Calabria la mobilitazione degli autotrasportatori ha interessato numerosi nodi strategici della rete stradale.

Particolare attenzione si è concentrata sull’A2 Autostrada del Mediterraneo, principale asse nord-sud della regione.

Sant’Onofrio e Falerna

Tra i punti nei quali sono stati segnalati i disagi più evidenti figurano lo svincolo di Sant’Onofrio-Vibo Valentia e quello di Falerna.

A Sant’Onofrio la presenza dei mezzi pesanti ha determinato un blocco temporaneo e la formazione di code prima della successiva liberazione della carreggiata.

A Falerna sono stati interessati gli accessi all’autostrada, prima del progressivo ripristino della normale circolazione.

Gli altri presìdi

Ulteriori presìdi sono stati segnalati nella zona degli svincoli di Campotenese e San Mango d’Aquino, nell’area di Rende, lungo la direttrice Jonio-Tirreno tra Rosarno e Cinquefrondi e nell’area del Porto di Gioia Tauro.

Le modalità sono state differenti: in diverse località i camion sono rimasti ai margini della strada, provocando restringimenti e rallentamenti senza interrompere completamente il traffico automobilistico.

Basilicata: rifornimenti e viabilità

In Basilicata le conseguenze si sono avvertite sia sulla viabilità sia sulla disponibilità di carburante in alcuni impianti.

Tra le direttrici che hanno registrato criticità sono state segnalate la SS106 Jonica nel Metapontino e la zona di Tursi in prossimità della SS653 Sinnica.

La situazione dei distributori

La Prefettura di Matera il 16 ottobre ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per verificare l’emergenza carburanti.

Dal vertice è emerso che alcuni impianti stavano registrando difficoltà negli approvvigionamenti, ma la Prefettura ha escluso una situazione di generalizzata carenza di carburante nel territorio provinciale.

Non risultavano inoltre problemi nei rifornimenti dei mezzi delle Forze di Polizia, dei Vigili del Fuoco e delle ambulanze.

La Prefettura ha quindi invitato a evitare una corsa indiscriminata ai distributori, indicando la prospettiva di un graduale ritorno alla normalità.

Come i blocchi incidono sul traffico

Gli effetti delle proteste sul traffico possono manifestarsi in modi differenti.

L’effetto diretto

La presenza di Tir lungo una carreggiata, nei pressi di uno svincolo o all’ingresso di un casello può diminuire lo spazio disponibile e ridurre la capacità della strada.

Il risultato può essere la formazione di code anche quando non viene istituito un blocco completo della circolazione.

L’effetto sui distributori

C’è poi una conseguenza indiretta. Quando alcuni impianti rimangono temporaneamente senza benzina o gasolio, gli automobilisti tendono a concentrarsi presso quelli ancora riforniti.

Questo fenomeno può generare code locali attorno alle stazioni di servizio e ulteriori spostamenti alla ricerca di carburante.

Gli effetti sulla distribuzione delle merci

La conseguenza più significativa dei blocchi non riguarda però soltanto gli automobilisti.

La circolazione dei mezzi pesanti è essenziale per garantire l’approvvigionamento della grande distribuzione, delle attività commerciali e di numerose filiere produttive.

Una minore regolarità dell’autotrasporto può quindi propagarsi lungo tutta la catena logistica: dal trasferimento dei carburanti fino all’arrivo delle merci nei supermercati.

Per questo motivo le autorità hanno cercato di assicurare una particolare tutela ai trasporti urgenti, alle merci deperibili e ai servizi essenziali.

Perché protestano gli autotrasportatori

Al centro della mobilitazione c’è soprattutto l’aumento del prezzo del gasolio, che rappresenta una delle principali componenti di costo per le imprese di autotrasporto.

Il problema era già stato affrontato nei mesi scorsi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso un meccanismo di ristoro sotto forma di credito d’imposta.

Il decreto direttoriale n. 301 del 28 agosto 2026 disciplina infatti le modalità di accesso al contributo destinato a mitigare gli effetti dell’aumento eccezionale del prezzo del gasolio utilizzato dagli operatori del settore.

La questione dei costi è rimasta centrale anche durante gli Stati Generali dell’autotrasporto, che hanno riunito a Roma le associazioni rappresentative della categoria.

L’accordo con il Governo

Il confronto tra le associazioni dell’autotrasporto e il Governo ha portato a un nuovo intervento.

Il 22 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato ulteriori misure destinate a sostenere il settore di fronte al caro gasolio e alle difficoltà finanziarie delle imprese.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato nuove risorse per il credito d’imposta sul gasolio e interventi rivolti in particolare agli operatori di minori dimensioni, maggiormente esposti all’aumento dei costi.

È inoltre prevista la possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 alcuni canoni di leasing dei veicoli.

La Presidenza del Consiglio ha illustrato l’intesa nel comunicato dedicato all’accordo con le associazioni dell’autotrasporto.

Cosa cambia adesso per chi viaggia

L’accordo apre la strada a una progressiva normalizzazione, ma l’effettiva situazione della viabilità dipende dalla presenza dei singoli presìdi e può cambiare rapidamente.

Prima di affrontare un viaggio nelle aree interessate è quindi opportuno controllare le condizioni della circolazione attraverso i canali ufficiali dei gestori stradali e autostradali.

Il quadro delle ultime settimane mostra soprattutto un dato: il caro carburanti non ha prodotto semplicemente meno traffico, ma ha reso più fragile e meno fluida la mobilità in alcuni territori.

Rallentamenti ai caselli, code vicino agli impianti di rifornimento e difficoltà nella movimentazione delle merci dimostrano come il prezzo del gasolio possa avere conseguenze che vanno ben oltre il costo sostenuto dall’automobilista alla pompa.

 

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