Una delle frasi iconiche di Dom Toretto, il personaggio interpretato da Vin Diesel e protagonista della saga cinematografica Fast & Furious, è «Non importa cosa c’è sotto il cofano, importa chi c’è dietro al volante!». Nella sua semplicità, è il principio che ha spinto Autohero, il più grande rivenditore indipendente di auto usate in Europa, a indagare quanto la vettura che guidiamo rifletta la nostra personalità.
La ricerca, condotta da Norstat su un migliaio di automobilisti italiani, ha chiesto agli intervistati di descrivere separatamente sé stessi e la propria auto, per osservare quanto i due profili si avvicinino e quanto conti, nella scelta di una vettura, sentirsi rappresentati da ciò che si guida.
Il primo risultato è netto: l’85% degli italiani presenta almeno una caratteristica in comune tra il modo in cui descrive sé stesso e la propria auto. E osservando i singoli tratti, il legame diventa ancora più interessante: per diverse caratteristiche emerge una tendenza costante, perché chi attribuisce un determinato tratto a sé stesso è più incline a riconoscerlo anche nella propria auto.
La praticità è l’esempio più evidente. Se complessivamente il 69% degli intervistati descrive la propria auto come “pratica”, la percentuale sale al 77% tra chi si considera una persona pratica.
Il legame è ancora più marcato per le caratteristiche meno diffuse. Solo il 5% del campione definisce la propria auto “avventurosa“, ma tra chi si descrive come una persona avventurosa la quota raggiunge il 22%. Dinamica simile per la sportività: il 26% di chi si definisce sportivo considera sportiva anche la propria auto, contro il 12% del campione complessivo.
La stessa correlazione si osserva per tecnologia e attenzione all’ambiente. Nel primo caso, il 27% descrive la propria auto come tecnologica, contro il 15% del totale; allo stesso modo, il 28% di chi si considera attento all’ambiente attribuisce questa caratteristica anche alla propria vettura, rispetto al 15% dell’intero campione. Infine, tra coloro che si definiscono tradizionali, il 48% usa lo stesso aggettivo per la propria auto, contro il 38% complessivo.
Il legame tra auto e identità non emerge soltanto dal confronto tra caratteristiche personali. Per il 52% degli italiani è molto o abbastanza importante che la propria auto rifletta personalità e stile. Tra i 18 e i 29 anni la percentuale sale al 61%, segno che per i più giovani l’identità pesa ancora di più nella scelta della vettura.
E non si tratta soltanto di intenzioni. Il 41% degli intervistati dichiara di aver rinunciato in passato all’acquisto di un’auto che apprezzava perché design, colore, brand o, più in generale, la sua immagine non lo rappresentavano.
Anche mettendo a confronto due auto equivalenti per prezzo e caratteristiche tecniche, l’estetica pesa di più tra i giovani: nel campione complessivo il 29% sceglierebbe il modello con il design preferito, mentre tra i 18-29enni la quota sale al 38%. Per una parte degli italiani, quindi, l’auto non deve soltanto rispondere alle esigenze quotidiane: deve anche essere coerente con i propri gusti personali.
In Europa il legame tra automobilisti e auto si conferma sorprendentemente uniforme. In Italia l’85% dei conducenti condivide almeno una caratteristica con la propria vettura, contro l’86% della Spagna e l’83% di Francia e Germania. Non si tratta, dunque, di un’eccezione italiana, ma di una tendenza comune a tutti i mercati analizzati.
A cambiare in modo più evidente è invece il peso di questa connessione nella decisione d’acquisto. In Italia il 41% degli automobilisti dichiara di aver già rinunciato a un’auto che apprezzava perché la sua immagine non lo rappresentava; in Spagna la percentuale sale al 50%, mentre in Germania scende al 30%.
Il confronto mette in luce una differenza interessante: se in tutta Europa gli automobilisti riconoscono in misura simile qualcosa di sé nella propria auto, non attribuiscono a questo legame lo stesso peso al momento dell’acquisto. In particolare, in Italia e in Spagna l’immagine dell’auto ha più probabilità di diventare un vero elemento discriminante quando non rispecchia chi la guida.
La ricerca ha indagato anche se e come si legge qualcosa della personalità degli altri attraverso l’auto che guidano. Il 42% degli intervistati dichiara di essersi fatto spesso o qualche volta una prima impressione di una persona sulla base della sua auto, mentre un ulteriore 29% ammette che gli capita, anche se raramente.
Quando è stato chiesto di associare diversi profili di personalità a differenti tipologie di veicolo, sono emerse tendenze piuttosto nette. I Suv sono i più associati al successo professionale: il 37% li collega a una persona molto affermata sul lavoro, seguiti da coupé e auto sportive (28%). Per una persona avventurosa e amante delle attività all’aria aperta, l’associazione più forte è con il pick-up (37%), seguito dal Suv (24%).
Chi è orientato alla famiglia viene associato soprattutto alla station wagon (36%), mentre chi è percepito come pratico e con i piedi per terra viene più spesso immaginato al volante di una city car o di un’auto di piccole dimensioni (38%). L’associazione più marcata riguarda però la sensibilità ambientale: il 67% degli intervistati collega una persona attenta alla natura proprio a una city car.
Testo di Maurizio Bertera
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