Mercedes-Benz ha un museo, già visitato da 15 milioni di persone, e ha un Classic Center, appena ampliato (circa 5.000 metri quadri aggiuntivi, 18.000 in totale), che va ben oltre. Perché qui 70 esperti restaurano vetture pre e post belliche ed effettuano perizie, circa 20.000 euro ciascuna, generalmente solo per modelli particolarmente esclusivi.
La divisione Heritage è la più giovane del gruppo tedesco e si occupa delle macchine più vecchie: proprio nel 2026 la Casa della Stella celebra 140 anni di storia. La visita della struttura – che per il pubblico è a pagamento – è un viaggio nel tempo, oltre che nell’immaginario collettivo.
Tra gli esemplari in “lavorazione” ci sono la W196 R battuta all’asta nel febbraio del 2025 alla cifra da primato di 51 milioni di euro (il record assoluto è di 135 milioni, stabilito dalla 300 SLR Uhlenhaut Coupé finita sotto il martelletto nel 2022) e una 770 corazzata degli anni ’40 (40 kg ciascun finestrino) che arriva dalla Giordania.
L’unità Tutela del marchio di Mercedes-Benz contro la contraffazione
“Siamo guidati dall’Ebit – sorride Marcus Breitschwerdt, Ceo di Mercedes-Benz Heritage GmbH – e cinque anni fa abbiamo sviluppato un modello di business grazie al quale adesso abbiamo margini a doppia cifra, una rarità ormai”.
In media viene venduta una cinquantina di auto l’anno a prezzi compresi fra 50.000 e 2,5 milioni di euro, con alcuni picchi clamorosi. Poi ci sono il merchandising, le riparazioni, i restauri e i ricambi: grossomodo 200.000 articoli per un totale di 2,3 milioni di pezzi, per garantire la manutenzione ai modelli con almeno 15 anni di anzianità di servizio. Il giro d’affari è nell’ordine della tripla cifra milionaria.
“La gamma di servizi che offriamo per la conservazione a lungo termine delle auto d’epoca con la Stella illustra chiaramente ciò che il nostro marchio rappresenta: la massima qualità, la cura della nostra storia e lo sguardo rivolto al futuro. Il tutto in linea con il nostro principio guida: il patrimonio crea il futuro”, insiste Breitschwerdt, a giudizio del quale il design retrò riproposto anche al Mondial de l’Auto di Parigi costituisce un “tradimento della propria storia”.
La divisione Heritage ha anche una squadra di “meccanici volanti”, che si spostano in base alle richieste per l’assistenza a domicilio. E supporta i clienti che vogliono partecipare a rassegne come la 1000 Miglia con pacchetti dedicati a partire da 25.000 euro, il cui prezzo lievita se include anche la revisione completa presso il centro di Fellbach e altri servizi.
Le delicatissime perizie richiedono in media 12 settimane e, informa uno dei manager, riservano sorprese. Positiva per quel proprietario che aveva deciso di far esaminare la propria Mercedes, scoprendo che si trattava di un esemplare rarissimo: era entrato con una stima attorno al milione e mezzo e quando è uscito valeva 15 milioni. Negativa per quel collezionista che aveva acquistato il modello per 10 milioni, venendo poi a sapere che si trattava di una vettura quasi “normale”.
La tariffa oraria è di 195 euro e il giro d’affari è planetario: le Mercedes più “popolari” arrivano dalla regione e dalla Germania, ma più sale il valore del veicolo, più è distante la residenza del proprietario.
Mercedes difende così l’originalità delle auto, scoprendo frodi sui ricambi e attestandone l’autenticità sulla base della ricchissima documentazione storica (“le lacune sono pochissime”). Al costo di 130 euro, spese di spedizione incluse, si può avere anche il “certificato di nascita” (senza perizia): praticamente un regalo di Natale.
Breitschwerdt parla del Classic Center e del lavoro che vi viene svolto come di un ambulatorio medico, nel quale si scorge anche un po’ di Italia. Nella parte riservata alla laccatura si trova un’avanzata cabina di verniciatura, la Cronotech, prodotta da un’azienda veronese, la Usi Italia.
Testo di Mattia Eccheli
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