A Maranello, “Modificata” è una parola da prendere sul serio. Sulla nuova Ferrari 296 GT Modificata significa partire da una macchina da corsa, la 296 GT3 Evo, e svilupparne il potenziale senza dover rispettare un regolamento tecnico-sportivo. Il risultato è una biposto da 730 cavalli destinata esclusivamente alla pista, presentata digitalmente in occasione dei Ferrari Racing Days di Budapest.
Raccoglie il testimone della 488 GT Modificata del 2020 e sarà prodotta in edizione strettamente limitata per il programma Club Competizioni GT. Il contesto è quello delle sessioni non agonistiche: si gira, si lavora sulla guida, si cerca il proprio limite. Il cronometro resta un interlocutore piuttosto convincente anche quando non c’è una classifica.
Il cuore del progetto è il V6 biturbo a 120 gradi da 2.992 cm³, montato in posizione centrale-posteriore. Eroga 730 Cv a 7.500 giri e 800 Nm a 5.000 giri, con una potenza specifica di 244 Cv per litro. Sono 130 cavalli in più rispetto al valore indicato per la GT3 Evo, soggetta al Balance of Performance, il sistema con cui vengono bilanciate le prestazioni delle vetture in gara.
Per arrivarci, Ferrari è intervenuta su imbiellaggio, assi a camme, condotti dell’aria, intercooler e turbo. Quest’ultimo conserva le geometrie esterne della versione da competizione, ma adotta componenti interni specifici, sviluppati anche grazie all’esperienza della 499P Modificata. Cambiano inoltre i terminali di scarico e i rapporti del cambio sequenziale a sei marce, abbinato a una frizione in carbonio. Il peso a secco dichiarato è di 1.330 kg.
Anche l’aerodinamica è stata rivista. Davanti debutta lo “Slotted Splitter”, che migliora il flusso diretto al fondo e la capacità di generare carico. Il cofano specifico risponde invece alle maggiori esigenze di raffreddamento: l’aria calda proveniente dal radiatore centrale viene gestita per evitare interferenze con gli intercooler laterali.
Dietro, la nuova ala utilizza un singolo pilone centrale e bandelle laterali strutturali ispirate alla 499P, insieme a un Gurney flap maggiorato da 5 millimetri. L’obiettivo è aumentare l’efficienza aerodinamica mantenendo il corretto equilibrio della vettura. Secondo Ferrari, l’insieme degli interventi rende la 296 GT Modificata potenzialmente capace di girare a Fiorano tre secondi più rapidamente della GT3 Evo. Una stima del costruttore, dunque, non un tempo sul giro annunciato come già realizzato.
Alla crescita delle prestazioni corrisponde un aggiornamento dei freni. I nuovi dischi anteriori in acciaio, una presa d’aria supplementare e condotti rivisti migliorano la dissipazione del calore. Un lavoro che serve soprattutto a mantenere costante la risposta durante le sessioni prolungate. Resta presente l’ABS.
Nell’abitacolo trova spazio un secondo sedile, reso possibile dagli interventi sul roll-bar. Si può condividere l’esperienza con un passeggero oppure portare a bordo un istruttore, con poggiapiedi dedicato e interfono per comunicare durante la guida. Con 730 Cv a disposizione, un consiglio dato al momento giusto ha un valore molto concreto.
La dotazione comprende acquisizione dati con sensori aggiuntivi, riprese video per analizzare le sessioni con il coach, telecamera posteriore e monitoraggio di pressione e temperatura degli pneumatici. Sono strumenti utili a capire dove migliorare, dalla frenata alla gestione della vettura. Tra gli optional figurano il radar posteriore, che segnala l’arrivo di auto più veloci, e la personalizzazione della livrea attraverso le colorazioni del Ferrari Design Studio.
L’acquisto include due anni, oppure 12 round, del programma Club Competizioni GT. Il calendario annunciato per il 2027 prevede Jerez, Misano, Fuji, Indianapolis, Paul Ricard e Spa-Francorchamps, oltre all’appuntamento conclusivo delle Finali Mondiali Ferrari. Il comunicato non specifica prezzo e numero di esemplari.
La promessa della 296 GT Modificata passa anche da qui: mettere a disposizione dei clienti una vettura derivata dalle corse e le occasioni per conoscerla davvero. Perché una Ferrari così si capisce soprattutto tornando ai box, riguardando i dati e trovando il punto in cui, al giro successivo, si può fare meglio.
Testo di Cesare Gasparri Zezza
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