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Ferrari Amalfi Spider: col tetto aperto, l’esperienza vale doppio

di Redazione - 05/08/2026

Pro e Contro

Giudizio Dettaglio
PRO
  • con il tetto aperto il coinvolgimento alla guida cresce esponenzialmente
  • Insonorizzazione: la capote a 5 strati di cui tre in gomma offre un livello di insonorizzazione del tutto paragonabile a quello di un hard top.
  • Handling: non è la Ferrari da tempo sul giro, ma l’elettronica perdona tutto e offre un divertimento alla guida raro.
CONTRO
  • sound: rispetto alla Roma è un po’ più filtrata, meno viva, borbotta meno. Bisogna pur sempre scendere a compromessi con le normative.
  • Assetto: copia alla perfezione, non è mai proibitivo e questo è un bene per un GT, ma avrebbero potuto osare con un po’ di rigidità in più nella posizione più alta del manettino.
  • Ricarica Wireless: sotto al sole la piastra di ricarica tende a surriscaldarsi con molta facilità, il telefono è bene ricaricarlo col tetto chiuso.

Ferrari Amalfi Spider, col tetto aperto, l’esperienza vale doppio. – Indice dei contenuti –

1. Il V8 biturbo privo di elettrificazione

Basta azionare la capote e attendere 13,5 secondi: il soft top scompare, i colori dei rivestimenti dell’abitacolo si fanno più accesi che mai e la Ferrari Amalfi cambia voce. Non carattere, perché sotto la pelle della Spider resta la sostanza tecnica della coupé. Il V8 biturbo privo di elettrificazione, l’F154 da 3,9 litri e 640 Cv, sembra più vicino, più vivo, si colgono suoni di aspirazione e borbottii che rendono l’esperienza di guida più appagante. La spinta non esplode all’improvviso: cresce fino a 7.600 giri, sostenuta da 760 Nm e da due turbo gestiti separatamente, capaci di ruotare fino a 171.000 giri/min. Il ritardo di risposta è praticamente assente e l’erogazione ha una progressione che ricorda quella di un aspirato, per non dire quella di un’elettrica.

Il massimo del piacere arriva quando si seleziona “M” sul cancelletto, il cambio doppia frizione a otto rapporti comunica con il guidatore attraverso dalle gigantesche palette in carbonio fisse al piantone, ad ogni click il sorriso si allarga. Le cambiate sono fulminee, ma mai brutali, e accompagnano il motore con una logica che rende l’Amalfi Spider docile nel traffico e feroce quando si apre la strada. I numeri raccontano di uno 0-100 km/h in 3,3 secondi, di uno 0-200 in 9,4 e di 320 km/h di velocità massima; al volante, però, colpisce soprattutto la facilità con cui queste prestazioni diventano accessibili, con un filo di gas si raggiungono velocità cosmiche senza rendersene conto.

2. Il merito di tanta prestazione

Il merito di tanta prestazione è anche di un telaio che non cerca effetti speciali. Con 1.556 kg a secco e una distribuzione dei pesi 48:52, la Spider resta leggera per gli standard attuali. Lo sterzo è rapido, preciso, mai artificiosamente pesante: basta un piccolo angolo per cambiare direzione e il frontale segue immediatamente, comunicando ciò che accade sotto le ruote con grande efficacia, anche la minima perdita di aderenza si percepisce nell’immediato. Le sospensioni magnetoreologiche contengono rollio e beccheggio senza trasformare la vettura in una tavola, mentre la funzione “fondo sconnesso” conserva un comfort autentico anche sulle strade meno perfette. Nella posizione più alta del manettino, avrebbero persino potuto osare di più in termini di rigidità.

In frenata si coglie uno dei progressi tecnici più importanti. Il brake-by-wire riduce la corsa del pedale e rende la modulazione più precisa; l’ABS Evo, alimentato dal sensore 6D, calcola lo slittamento ottimale di ogni ruota e mantiene la vettura composta anche quando frenata e inserimento in curva si sovrappongono.

Il pedale resta consistente, quasi da auto da corsa, rispetto alla Roma migliora nettamente la ripetibilità dell’azione frenante, quando si alza il ritmo per un tempo prolungato il mordente non viene mai meno. Dietro le quinte lavora anche il Side Slip Control 6.1, uno dei tanti cervelli elettronici dell’auto, stima aderenza, assetto e coppia per concedere sovrasterzi progressivi e controllabili, senza togliere naturalezza alla guida. Il suo intervento varia a seconda di come viene impostato il manettino, che ora ha logiche di funzionamento migliorate rispetto al passato.

3. La Spider aggiunge il coinvolgimento del suono

La Spider aggiunge il coinvolgimento del suono, senza sacrificare la fruibilità. Il tetto in tessuto a cinque strati isola quasi come uno rigido, si apre fino a 60 km/h e, con il deflettore attivo, limita le turbolenze nell’abitacolo. Alle alte velocità interviene l’ala posteriore mobile, capace di generare fino a 110 kg di carico a 250 km/h.

La Ferrari Amalfi Spider raggiunge così un equilibrio raro: è una gran turismo elegante, confortevole e utilizzabile nella vita di tutti i giorni, ma sotto quelle linee pulite e apparentemente innocue, conserva la precisione, la velocità di risposta e il senso di complicità che solo le migliori Ferrari offrono. Con il tetto aperto, ogni input diventa più intenso e ogni accelerazione più memorabile, la domanda sorge spontanea: perché scegliere un’Amalfi, quando si può scegliere un’Amalfi Spider?

Testo di Francesco Traino

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