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Ferrari Roma Spider, la prova

di Redazione - 27/09/2023

Se la Roma è una Formula 1 in abito da sera, la Ferrari Roma Spider si avvicina ancora di più a una monoposto, aggiungendo l’ebrezza della guida sportiva con il vento tra i capelli. La Roma è la Ferrari più elegante e meno sportiva in gamma, anche se i 620 cavalli del suo V8 garantiscono comunque un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3”4 e il superamento, dove è consentito, dei 320 km/h.

La tela delle meraviglie

Resta l’anima sportiva, ma ci aggiunge l’eleganza nel vestito che qui offre, dopo anni d’assenza, il ritorno su una Ferrari di un tettuccio retrattile in tela. Una sorpresa per i clienti che sono rimasti a bocca aperta quando l’hanno ammirata nel suo esordio in società a Marrakesh. Il tetto rimovibile in tessuto ritorna nella gamma a motore anteriore del Cavallino, ben 54 anni dopo la sua apparizione sulla 365 GTS4.

La scelta del soft top in tessuto acustico a cinque strati è stata una scelta di prodotto che aggiunge carattere moltiplicando le possibilità di personalizzazione grazie alla gamma disponibile dei tessuti sartoriali e alla possibilità di scegliere una finitura con cuciture a contrasto. Il tetto si apre e chiude in 13”5 fino a 60 chilometri orari e garantisce comunque un’insonorizzazione paragonabile a quella offerta dagli hard top retrattili visti sulle ultime spider del Cavallino.

Tra design e anima Ferrari

Le linee della Ferrari Roma Spider e la sua curvatura sulla sezione maestra sono state studiate a lungo in galleria del vento per non perdere l’efficienza aerodinamica raggiunta con la coupè. Il telaio è un telaio dedicato alla spider e non riadattato come in altre occasioni per mantenere la rigidezza nonostante la capote morbida. Con o senza tetto la Roma non cambia anima.

Ferrari Roma Spider, cofano posteriore

Resta il punto di congiunzione tra equilibrio e sportività in casa Ferrari. Un’auto che, secondo i pensieri di Flavio Manzoni, l’uomo che l’ha disegnata, reinterpreta la Dolce Vita, ma che secondo i racconti di Raffaele De Simone, il capo dei collaudatori di Maranello non perde il suo spirito sportivo unendo “Versatilità e prestazioni, facilità di guida, precisione dello sterzo, velocità della cambiata, tempi di risposta del motore”.

Ha messo su 80 kg. Si sentono?

Un risultato raggiunto anche per il ridotto aumento di peso rispetto alla versione coupé: si è passati dal 1472 kg ai 1556 kg. Poco più di 80 chili grazie all’introduzione del tetto in tela che oltretutto permette di risparmiare spazio ricavando un bagagliaio da 255 litri. Sulle strade della Sardegna sud occidentale, divertenti e poco trafficate, si può godere della guida a tetto aperto guardando il mare. Attivando con un tasto il nuovo wind stopper, si riducono anche le turbolenze nell’abitacolo. La differenza con o senza wind stopper è notevole. Puoi ascoltare la radio, parlare al telefono senza lasciarti travolgere dal vento. L’unico difetto, a voler essere pignoli, è che per abbassarlo devi intervenire manualmente e quindi fermarti o chiedere un favore al passeggero. Una cosa che non è bello fare se stai uscendo a cena con una bella signora.

Quel capolavoro di V8 là davanti

Guidare con il tetto aperto, se le temperature lo consentono è piacevole, apprezzi ancora di più il sound dell’otto cilindri che fa parte della famiglia di V8 biturbo vincitrice del premio International Engine of the Year per quattro anni consecutivi e nominata nel 2018 Best engine of the last 20 years. È lo stesso propulsore della Roma Coupé da 3855 cc con 620 cv a 7500 giri, in grado di erogare l’80% della coppia disponibile già a 1900 giri. Una qualità che apprezzi molto sulle strade lungo la costa dove puoi goderti il panorama, ma allo stesso tempo anche il motore della Ferrari che stai guidando in tutta tranquillità. Le linee sono pulite, le carreggiate larghe e con il tetto aperto la Roma diventa ancora più seducente.

C’è posto anche dietro, sulla Ferrari Roma Spider

Meno aggressiva della Portofino che è nata con un altro obbiettivo e non è certo una 2+ come la Roma dove, volendo, possono trovare posto anche due bambini non troppo cresciuti. Il piacere di guida resta intatto aggiungendo il vento agli appassionati di guida a cielo aperto (ce ne sono tanti in California) con il sound del motore proporzionato al rumore dell’aria. Come racconta Raffaele De Simone “sotto la forma c’è la tecnica” perché comunque è una Ferrari studiata per dare soddisfazione anche a chi vuole spremerla e non solo ammirarla per i sui dettagli raffinati come la calandra, i proiettori posteriori o la texture della tela della capote che può cambiare a seconda della luce. L’abito da sera è sepre lì, anche senza il tetto.

Testo di Umberto Zapelloni

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