Dalla data di presentazione, avvenuta ieri 23 luglio, si sta parlando molto di noleggio sociale (qui per saperne di più). Una misura che nell’idea dell’esecutivo ha come obiettivo principale quello di svecchiare il parco auto e, congiuntamente, di permettere anche ai nuclei familiari con ridotta possibilità di spesa di utilizzare una vettura poco inquinante. Ma come funziona esattamente il noleggio sociale? In questo articolo lo spieghiamo in cinque punti.
Il primo punto da chiarire riguarda i requisiti di accesso, che sono due e non uno solo. Non basta avere un Isee inferiore a 30.000 euro, per aderire al noleggio sociale è obbligatorio anche rottamare un veicolo omologato fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi.
Chi ha un Isee basso ma non possiede un’auto da rottamare, o ne possiede una già conforme agli standard più recenti, resta fuori dal programma.
Il punto meno chiaro nella prima comunicazione riguarda la scelta del modello. Il noleggio sociale non funziona come un buono spendibile su qualsiasi auto del mercato che rispetti i requisiti. Sarà l’ACI, che gestirà la gara, ad acquistare i veicoli attraverso una gara pubblica, che definirà marca e modello dell’unica vettura messa a disposizione dei beneficiari, almeno per questa prima fase sperimentale. In pratica, chi aderirà al programma non potrà scegliere tra Panda, Sandero o Picanto ma guiderà il modello che risulterà vincitore del bando.
Oltre al limite di emissioni, fissato a 135 grammi di CO₂ per chilometro, la gara prevede anche un tetto massimo di 14.800 euro per il costo unitario di ogni veicolo. Un vincolo che, allo stato attuale del mercato, restringe parecchio la rosa dei modelli papabili.
Tra le city car più vendute in Italia, una vettura come la Dacia Sandero con motore 1.0 benzina aspirato da 65 Cv, rientrerebbe nei parametri. Modelli molto diffusi come Fiat Panda, Kia Picanto o Hyundai i10 rispettano il limite di emissioni ma superano quello di prezzo e resterebbero fuori a meno di sconti in sede di gara (probabile). Un modello che presenta tutti i crismi per rientrare nella categoria di “auto sociale” è la Fiat Pandina, anche se il prezzo di listino senza sconti (15.950 euro) è più alto di 14.800 euro.
Riepilogo:
Il noleggio sociale italiano è esplicitamente ispirato al leasing social francese, il primo esperimento di questo tipo in Europa. Tuttavia, se ne discosta su un punto sostanziale. In Francia la misura è riservata alle sole auto elettriche: nella sua seconda edizione prevede canoni compresi tra 82 e 199 euro al mese, un contributo pubblico fino a 7.000 euro (contro i 13.000 della prima tornata), un tetto di prezzo di 47.000 euro e un limite di peso di 2,4 tonnellate, pensati per evitare che il beneficio finisca a chi un’auto elettrica se la potrebbe già permettere.
In Italia, invece, il programma non è riservato sole alle Bev. Rientrano anche le vetture con motore termico, purché omologate almeno Euro 6 e con emissioni fino a 135 grammi di CO₂ per chilometro.
Il Dpcm Automotive che istituisce il noleggio sociale porta la data del 10 giugno 2026, ma tra la norma e l’attivazione dei primi contratti passerà ancora del tempo. La procedura di gara con cui l’ACI selezionerà marca e modello dovrà seguire le tempistiche previste dalle procedure di appalto europee, che richiedono diversi mesi. Le prime stime indicano che l’operatività concreta del programma, con il click day per la presentazione delle domande, potrebbe slittare più verso il 2027 che verso la fine del 2026.
Anche lo sportello telematico per le domande, come già indicato nella prima fase di presentazione della misura, è ancora in via di definizione. Una volta attivo, le graduatorie seguiranno l’ordine cronologico di presentazione delle richieste: conviene quindi tenere d’occhio i canali ufficiali di Mimit e ACI per non perdere il momento giusto.
Il noleggio sociale nasce come misura sperimentale, attiva fino al 30 giugno 2030. La prima tranche di risorse, pari a 50 milioni di euro, è destinata all’acquisto dei veicoli da parte dell’ACI e punta a coprire circa 3.000 vetture, un numero che dà la misura reale di un programma pensato, per ora, come progetto pilota più che come intervento di massa.
Il ministro Urso ha collegato il futuro della misura anche ad altri dossier industriali. Con il progetto di E-car europea di Stellantis, con tre modelli previsti nello stabilimento di Pomigliano, il noleggio sociale potrebbe diventare lo strumento perfetto per sostenere la diffusione di un’auto popolare italiana.
Un fenomeno in crescita quello delle auto danneggiate dalla grandine. Ma come funziona l'assicurazione e come bisogna fare a chiedere il rimborso?
Nel 2025 in Italia si sono verificati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, ma i morti sono scesi a 2.868, il 5,3% in meno rispetto al 2024. È la...