La “revisione” ha compreso anche alcuni interventi estetici, in particolare sui paraurti, sia anteriori sia posteriori, sui disegni dei cerchi (tra 16 e 18”) e sulla che richiama le classiche feritoie che caratterizzano da sempre i modelli Jeep, peraltro adottati sugli allestimenti più esclusivi (non ci sono sulla Longitude né sulla Altitude).
Nuovi sono anche i fari a matrice led (sempre a partire dalla 85th Anniversary) e due tinte verdi, la Forest e la Bamboo. La dimensioni sono rimaste invariate (4,08 metri di lunghezza) e il bagagliaio ha una capacità di 380 litri con gli schienali dei sedili in posizione normale.
Fedele alla propria tradizione secondo la quale una Jeep deve essere non solo pratica e durare nel tempo, ma deve anche essere pratica e funzionale, la Avenger dispone anche di rivestimenti lavabili e in tessuto/vinile. Il costruttore garantisce di aver ascoltato clienti e perfino i giornalisti nell’intervenire sui rivestimenti, che adesso sono più soffici, soprattutto quelli delle portiere e delle plastiche delle parti alte. In basso, in particolare il tunnel centrale, che è anche largo, continua a essere “duro” e quando si guida il ginocchio lo tocca costantemente.
Tra le nuove funzionalità ci sono la telecamera a 360° e, sempre di serie, l’Hill Descent Control e il Selec Terrain per impostare la varie modalità di guida che adesso è rosso ed esclusivo.
Il sistema ibrido a 48 Volt è basato sul milledue benzina a ciclo Miller con distribuzione a catena da 100 Cv con turbo a geometria variabile abbinato all’unità elettrica da 21 kW per un totale sempre di 205 Nm di coppia e a una batteria da 0,9 kWh. L’elettrificazione influisce relativamente sulla sportività perché lo spunto da 0 a 100 orari è di 10,4” e la velocità di punta resta di 184 orari, ma incide sui consumi, che nel ciclo misto possono scendere anche sotto i 5 l/100 km. La trasmissione automatica è a doppia frizione e a sei marce e lavora in maniera morbida.
Un po’ come lo sterzo, che si apprezza indubbiamente nella guida in ambito urbano (meno a velocità elevate), e l’impostazione complessiva dei veicolo, destinata a privilegiare più l’aspetto del comfort che quello della sportività. Il sistema, almeno ad andature sotto i 30 km/h, assicura fino a un chilometro di percorrenza a zero emissioni.
La “leggera” Avenger (1.288 kg di peso a vuoto come e-Hybrid a due ruote motrici) è un compromesso ben riuscito con il quale Jeep ha cercato di coniugare l’anima offroad del marchio con la praticità richiesta dai clienti ad un suv di segmento B, e quindi “metropolitano”, e la necessità di limitare i consumi.
Gli angoli di attacco e uscita ottimizzati (21 e 34° per le varianti da 100 e 110 Cv a trazione anteriore) e l’altezza da terra fino a 21 centimetri (20 per le due ruote motrici) consentono alla Avenger di affrontare anche il fuoristrada. E anche se il ticchettio che caratterizza l’inserimento degli indicatori di direzione non è certo un parametro importante di giudizio, il suono dedicato appare quasi “sinistro”, anche se poi si impara a farci l’abitudine.
La declinazione di accesso alla gamma Avenger costa 25.700 euro, quelli richiesti per la nuova motorizzazione benzina con cambio manuale nell’allestimento Longitude, una sorta di “modello di invito” con la quale Jeep corteggia futuri potenziali clienti delle declinazioni sempre più elettrificate.
La nuova variante 85th Anniversary, che ha un posizionamento “alto di gamma”, costa 4.000 euro in più. Per la e-Hybrid a trazione anteriore occorrono 27.700 euro e per la 4xe non meno di 32.700. L’elettrica più economica è a listino a partire da 39.400. Il modello più costoso in assoluto arriva a 42.400 euro, quelli richiesti per gli allestimenti 85th Anniversary e Summit.
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