
Testo di Cesare Gasparri Zezza
Alla 24 Ore di Le Mans si corre sempre più spesso sul confine tra sport, tecnologia e comunicazione. L’ultima dimostrazione arriva da Alpine Endurance Team e da Sabelt, che per l’edizione 2026 della classica francese hanno deciso di trasformare la tuta dei piloti in un progetto artistico.
La novità porta la firma dei Van Orton, il duo creativo italiano conosciuto a livello internazionale per uno stile che mescola geometrie, colori accesi e richiami alla cultura pop. Il risultato è una tuta che racconta oltre sessant’anni di presenza Alpine sul Circuit de la Sarthe attraverso tre vetture simbolo della storia del marchio.
La grafica rende omaggio alla Alpine M63, la prima vettura della Casa francese schierata a Le Mans nel 1963, alla Renault Alpine A442B che conquistò la vittoria assoluta nel 1978 con Didier Pironi e Jean-Pierre Jaussaud e all’attuale Hypercar A424 impegnata nel FIA World Endurance Championship. Un racconto visivo che collega passato e presente, utilizzando un linguaggio contemporaneo per celebrare alcune delle pagine più importanti della storia sportiva del marchio francese.
Dietro l’aspetto artistico si nasconde però soprattutto un’importante innovazione tecnica. La tuta utilizzata dal team è infatti la nuova Sabelt TS-12 Hypercolor, definita dall’azienda come la tuta sublimata più leggera oggi disponibile sul mercato.

Il peso dichiarato è di appena 275 grammi per metro quadrato, contro i circa 440 grammi della generazione precedente. Un risultato ottenuto senza rinunciare alla conformità con la normativa FIA 8856-2018, il riferimento internazionale per la protezione ignifuga nelle competizioni automobilistiche. Secondo Sabelt, la riduzione di peso migliora comfort, traspirabilità e libertà di movimento, aspetti particolarmente importanti nelle gare endurance dove i piloti possono trascorrere diverse ore consecutive nell’abitacolo.
L’altro elemento distintivo della tecnologia Hypercolor riguarda il processo di personalizzazione grafica. La sublimazione permette infatti di applicare disegni complessi e colori particolarmente ricchi direttamente sul tessuto senza influire sulle caratteristiche tecniche della tuta. In altre parole, creatività e performance non devono più necessariamente rappresentare un compromesso.
Fondata nel 1972 a Moncalieri dalla famiglia Marsiaj, oggi è uno dei pri ncipali player al livello globale nel settore della sicurezza e dei componenti ad alte prestazioni per automotive e motorsport.
L’azienda italiana produce sedili sportivi, cinture di sicurezza, abbigliamento tecnico e sistemi di ritenuta destinati sia alle competizioni che alle vetture stradali ad alte prestazioni. Nel corso degli anni ha collaborato con numerosi costruttori premium e sportivi, sviluppando competenze che oggi trovano applicazione anche nel settore aerospaziale. Con il progetto realizzato insieme ad Alpine e Van Orton, l’azienda dimostra come anche un elemento tradizionalmente tecnico come una tuta da gara possa diventare uno strumento di comunicazione e di racconto, senza perdere la propria funzione primaria: proteggere il pilota.

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