
Testo di Carlo Di Giusto
Cernobbio. Il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este 2026, in scena sulla sponda comasca del lago dal 15 al 17 maggio sotto il titolo “Future needs Heritage”, ha incoronato come Best of Show la BMW 328 “Bügelfalte” del 1937 di Stefano Martinoli, unica roadster speciale uscita dallo stabilimento di Monaco e battezzata così per la nervatura metallica che corre sopra i parafanghi anteriori, la “piega del pantalone” cui allude il soprannome tedesco.
Il Trofeo BMW Group è stato consegnato domenica sera da Helmut Käs, presidente del Concorso e responsabile di BMW Group Classic, da Wilhelm Schmid, amministratore delegato di A. Lange & Söhne, e dal presidente della giuria Lorenzo Ramaciotti. Insieme al trofeo, al proprietario è andato un esemplare unico del cronografo 1815 in oro bianco a 18 carati con quadrante in oro rosa massiccio, realizzato ad hoc dalla manifattura sassone.
Il pubblico, in numero massiccio per tutte e tre le giornate, ha invece attribuito la Coppa d’Oro di Villa d’Este alla Mercedes-Benz 300 SL Roadster del 1963 di Eric Blumencranz, collezionista statunitense: una delle ultime uscite dalla fabbrica di Stoccarda, già premiata con la menzione d’onore nella classe dedicata alle auto giunte fino a noi senza interventi di restauro.

Il meteo ha collaborato in misura quasi sospetta: solo venerdì 15 una pioggerellina intermittente ha velato per qualche ora il parco di Villa d’Este; sabato cielo limpido e temperature ancora fredde, domenica sole pieno e aria sensibilmente più tiepida sul prato di Villa Erba, dove la folla si è riversata per osservare da vicino le auto in concorso.
In gara cinquantaquattro automobili provenienti da tredici Paesi, divise in otto classi. Alcune dedicate a un’epoca, altre a un tema trasversale: le Ferrari spettacolari degli anni Cinquanta e Sessanta, le vetture sopravvissute senza restauro estensivo, i prototipi e le concept car.
Il Trofeo BMW Group Ragazzi, assegnato dal referendum dei più giovani, è andato alla Bugatti Type 37 del 1928 di HMG van der Anker, dai Paesi Bassi. Il Concorso d’Eleganza Design Award per le concept e i prototipi, scelto dal pubblico, è andato alla Kimera Automobili K-39, presentata in concorso dalla casa italiana. Lorenzo Ramaciotti, presidente della giuria, ha conferito il proprio trofeo alla Ferrari Testarossa del 1986 di Ronald Stern; il Trofeo dei Presidenti, assegnato collegialmente dai presidenti dei più importanti concorsi del mondo, è andato alla Bugatti 57C del 1939 di Thomas Price.

Tra i riconoscimenti tecnici: Trofeo BMW Group Classic per il restauro più rispettoso alla Ferrari 250 GTO del 1962 della Keybridge Collection; Trofeo Vranken-Pommery per l’auto più iconica alla Cadillac Eldorado Brougham del 1957 di Don Ghareeb; Trofeo ASI per la migliore post-bellica conservata alla Fiat 8V Zagato del 1954 di Johan Lont; Trofeo Auto & Design per il design più emozionante alla Ferrari F40 del 1989 di Christopher Stahl; Trofeo Il canto del motore alla Ferrari 375 MM del 1954 di Thomas Peck; Trofeo Automobile Club Como all’auto arrivata da più lontano, la Ferrari 275 GTB del 1965 di Andrew Bagley, giunta dal Regno Unito; Trofeo Schedoni Modena per la pelle interna meglio conservata alla BMW M1 del 1980 di Marcus Wolsdorf.

La parata di sabato davanti a Villa d’Este e quella di domenica nel parco di Villa Erba sono state aperte entrambe da una BMW 328, modello che proprio quest’anno compie novant’anni e che ha condensato in sé gli attributi fondativi del marchio: dinamica, estetica, tecnologia distintiva.
“Il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este è il luogo giusto per svelare una vettura nuova; è perfettamente in linea con il motto di quest’anno, Future needs Heritage”, ha detto Helmut Käs riferendosi alle due anteprime mondiali della serata di venerdì, la Vision BMW ALPINA e la BMW Motorrad Vision K18. “Qui tracciamo una linea che dal passato attraversa il presente e arriva al futuro. In nessun altro luogo al mondo si può vivere lo scenario di un modello completamente nuovo accolto in mezzo a tutte queste vetture storiche”.

Davide Bertilaccio, amministratore delegato di Villa d’Este Hotels, ha ricordato il filo lungo che lega l’albergo all’evento: “Il Concorso d’Eleganza è molto più di una delle manifestazioni più rinomate al mondo nel settore delle auto storiche. Dal 1929 è un luogo dove bellezza, tradizione, artigianalità e passione convergono in maniera inimitabile, e che oggi può guardare a quasi un secolo di storia. A Villa d’Este il Concorso è parte integrante della nostra identità. Non ci limitiamo a ospitarlo, ne custodiamo l’eredità“. La collaborazione con BMW Group, ha aggiunto, dura ormai da oltre vent’anni.
Quindici sono invece gli anni della partnership con A. Lange & Söhne. “I mondi dell’alta orologeria e dell’automobile hanno molto in comune: design senza tempo, manifattura raffinata, precisione assoluta”, ha detto Wilhelm Schmid, “ma serve anche grande passione per appartenervi. La si trova nel vincitore del Best of Show come nell’esemplare unico del nostro 1815 Chronograph: ed è stato per me un piacere consegnarlo”.
A margine della parata di domenica a Villa Erba, Helmut Käs ha consegnato l’incasso della giornata di sabato a Enrico e Giovanni Figini, presidenti dell’associazione La Cometa di Cernobbio, alla presenza del sindaco Matteo Monti e del vicesindaco Mario Della Torre. Una seconda donazione di BMW Group Classic è andata a Elisabetta Forni, presidente del Comitato Basso Lario, anch’esso con sede a Cernobbio.

Tra gli anniversari celebrati a Villa Erba, i quarant’anni della BMW M3, con la presenza di Johnny Cecotto, Roberto Ravaglia, Emanuele Pirro e del principe Leopoldo di Baviera, e il mezzo secolo della BMW Art Car Collection, rappresentata da due opere in tour: la 635 CSi di Robert Rauschenberg del 1986 e la M6 GTLM di John Baldessari del 2016.
L’asta della Broad Arrow Auctions, partner ufficiale dell’evento, ha messo all’incanto in due giornate settanta vetture, con un aumento del 71 per cento di offerenti rispetto al 2025 e una rappresentanza di trentuno Paesi: pezzi forti, la Pagani Zonda Unica del 2018, la Ferrari Daytona SP3 del 2023 e la Ferrari F40 del 1990.

Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026 riporta al centro della scena una delle vetture più importanti e affascinanti dell'età prebellica: ne ripercorriamo la storia
Dalla Ferrari Daytona SP3 alla F40, Broad Arrow porta al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 20 Ferrari da collezione prodotte tra il 1956 e il 2024