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Le auto più incredibili viste al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este

di Emiliano Ragoni - 18/05/2026

Il Concorso d’Eleganza Design Award 2026

Dal 15 al 17 maggio 2026, le rive del Lago di Como ospitano il Concorso d’Eleganza Villa d’Este, organizzato da Bmw Classic in collaborazione con il Grand Hotel Villa d’Este. Accanto alla sfilata delle circa cinquanta vetture storiche in gara per il Best of Show, l’evento dedica una sezione specifica a concept car e prototipi contemporanei, racchiusi nella categoria Concorso d’Eleganza Design Award.

È proprio in questa categoria che si sono concentrati alcuni tra i progetti più interessanti dell’edizione 2026. Cinque hypercar e supercar di manifattura artigianale e analogica, ciascuna portatrice di una filosofia costruttiva distinta, che tracciano altrettante interpretazioni dell’automobile ad alte prestazioni.

Delage D12: la hypercar francese ispirata alla F1

Delage D12 al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026

Il marchio Delage, fondato nel 1905 da Louis Delage e rimasto inattivo dal 1953, è stato rilanciato nel 2019 dall’imprenditore Laurent Tapie. Il suo obiettivo quello di produrre l’automobile stradale più vicina possibile a una monoposto di Formula 1. Il risultato del progetto è la Delage D12, hypercar ibrida con abitacolo centrale in posizione tandem (pilota avanti, passeggero dietro), struttura monoscocca in carbonio e carrozzeria interamente in fibra di carbonio con aerodinamica attiva.

A Villa d’Este la vettura era esposta in un vivace azzurro pastello, nella configurazione barchetta open-top, che ne esalta la silhouette bassa e allungata, con il grande splitter in carbonio a vista anteriore e i passaruota aperti a richiamare le forme delle vetture da competizione.

Delage D12 al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026

Il propulsore è un V12 aspirato da 7,6 litri sviluppato internamente, con una potenza di 990 Cv, abbinato a un motore elettrico a bassa tensione (48 volt) che nella versione Gt eroga 110 Cv aggiuntivi per una potenza complessiva di 1.100 Cv.

La scelta del basso voltaggio, inusuale nel panorama degli ibridi ad alte prestazioni, risponde alla logica di eliminare la necessità dei rinforzi strutturali imposti dalle normative europee.

La versione Club, dedicata all’uso in pista, adotta invece un motore elettrico da 20 Cv e pesa 90 kg in meno rispetto alla Gt. La sospensione, derivata direttamente dall’architettura F1 con schema a puntone (contractive suspension) brevettato da Mauro Bianchi è tra le caratteristiche tecniche più distintive del progetto. Lo sviluppo dinamico è stato seguito dal campione del mondo di Formula 1 1997 Jacques Villeneuve. La produzione è limitata a 30 esemplari, al prezzo di partenza di 2 milioni di euro più imposte.

Praga Bohema: la Repubblica Ceca al Lago di Como

Praga Bohema con portiere aperte, Villa d’Este 2026

Praga è una casa costruttrice ceca fondata nel 1907, storicamente attiva in numerosi settori (automobili, autobus, treni, aerei, kart, camion da rally Dakar) ma assente dalla produzione di vetture stradali da 77 anni. Con la Bohema, presentata come prototipo nel 2022 e consegnata al primo cliente in Olanda nel dicembre 2024, il marchio ha fatto il proprio ritorno nel segmento  con una hypercar proposta che privilegia leggerezza e coinvolgimento di guida rispetto alla tecnologia ibrida.

Al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este era esposto un esemplare in blu metallizzato con filetti arancio, con le caratteristiche portiere a farfalla sollevate, che rivelano la monoscocca in carbonio a vista e la posizione di guida molto ribassata.

Praga Bohema con portiere aperte, Villa d’Este 2026

La Bohema è costruita attorno a una monoscocca e carrozzeria integralmente in fibra di carbonio, con un peso a secco dichiarato di circa 1.000 kg. Il motore è il V6 biturbo da 3,8 litri della Nissan Gt-R (codice Vr38dett), preparato dalla specialista britannica Litchfield Motors per erogare 700 Cv e 725 Nm di coppia.

La trasmissione è una sequenziale a sei rapporti con frizione automatica e trazione posteriore. L’impianto aerodinamico, sviluppato in galleria del vento di un team di Formula 1, genera un carico dichiarato di 900 kg a 250 km/h. La velocità massima è di 317 km/h, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h di 2,3 secondi. I freni adottano dischi carboceramici da 380 mm con pinze a sei pistoncini. La produzione è limitata a 89 esemplari totali; numero che richiama l’89° anniversario della vittoria Praga alla 1.000 Miglia di Cecoslovacchia del 1933. Prezzo: 1,43 milioni di euro più imposte.

Totem GT Super Sport Prototipo

 

Totem GT Super Sport Prototipo a Villa d’Este 2026

Totem Automobili, casa trevigiana specializzata nella reinterpretazione contemporanea dei modelli Alfa Romeo degli anni Sessanta e Settanta, ha presentato a Villa d’Este la GT Super Sport Prototipo (Sp), il proprio ultimo progetto nel segmento restomod, svelato in prima mondiale alla Monterey Car Week 2025.

La vettura era esposta nei prati di Villa d’Este nella sua livrea bordeaux scuro; la stessa della vettura n. 00 “Rocket” commissionata da un cliente americano. Si caratterizza per avere cerchi oro, specchietti in color oro e profilo laterale che riprende le linee della Giulia Gt originale degli anni Sessanta pur su dimensioni ampliate. Sarà prodotta in dieci esemplari numerati.

Totem GT Super Sport Prototipo a Villa d’Este 2026

Dal punto di vista tecnico, la Sp rappresenta un’evoluzione sostanziale rispetto alla GT Super standard. La carrozzeria, interamente in carbonio, è stata allargata di 130 mm in corrispondenza dei passaruota, con nuove minigonne laterali che integrano un doppio sistema di scarico laterale sviluppato in collaborazione con lo specialista tedesco Capristo, a valvole elettroniche.

La rimozione delle uscite di scarico posteriori ha permesso di ridisegnare il retrotreno con un diffusore di maggiori dimensioni: il posteriore fotografato a Cernobbio (vedi foto sopra) mostra una coda pulita con la sigla “Gt Super Sp” in basso al centro e i fari circolari rossi inseriti nella fascia nera.

Il motore è un V6 biturbo 3,2 litri costruito da Italtecnica, con potenza massima di 740 Cv attivabili tramite una funzione power-boost richiamabile dal volante. La trasmissione è un cambio manuale a sei marce con innesti a griglia, montato sull’asse posteriore. Le sospensioni, sviluppate da Oram, sono a regolazione elettronica.

L’abitacolo, visibile a Villa d’Este con la porta aperta, mostra una strumentazione circolare in bronzo con quadranti analogici, volante in Alcantara blu con razze cromate lavorate a mano, leva del cambio a griglia centrale e consolle in carbonio tessitura a spina di pesce. La palette cromatica interna, in blu e carbonio a vista, è un riferimento all’epoca d’oro del motorsport italiano tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

Capricorn 01 Zagato “Tutto Rosso”

Capricorn 01 Zagato Tutto Rosso al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026

La Capricorn 01 Zagato è il primo progetto stradale di Capricorn Group, azienda tedesca con un lungo curriculum nel Motorsport. Celebre per la preparazione di vetture Lmp1 Porsche, programma Wrc Volkswagen, camion Dakar Peugeot, team F1 Lotus e Caterham.

Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026 era la sede designata per il debutto pubblico del terzo prototipo di sviluppo, denominato “Tutto Rosso”. Una commissione unica da parte di un cliente privato in cui circa il 95% delle superfici visibili, esterne e interne, è rifinito nella stessa tonalità di rosso. La fonte di ispirazione dichiarata sono le berlinette Zagato degli anni Trenta con base Alfa Romeo e Maserati, frequentemente presentate in rosso integrale nelle competizioni di durata dell’epoca.

Capricorn 01 Zagato Tutto Rosso al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026

La tinta si estende dalla scocca in carbonio (che incorpora resina rossa) ai condotti dell’aria, al plenum motore, ai rivestimenti in pelle Connolly e Alcantara dell’abitacolo. Le uniche eccezioni sono le pedivelle e la griglia del cambio, lasciate in finitura metallica. La vettura non è un esemplare puramente espositivo.

Rosso di sera…

Capricorn la definisce un prototipo di validazione attivo, con un numero sostanziale di affinamenti tecnici rispetto ai due prototipi precedenti. Dopo il debutto a Villa d’Este, la vettura è rientrata in fase di collaudo per completare la calibrazione finale in vista della produzione in serie, prevista nella seconda metà del 2026.

La meccanica è quella della 01 Zagato di serie. Abbiamo un V8 compresso da 5,2 litri derivato dalla piattaforma Ford, con potenza superiore a 888 Cv e un regime massimo di 9.000 giri/min, abbinato a un cambio manuale a sei marce con trazione posteriore.

Tecnica raffinata

La struttura è una monoscocca in carbonio ispirata alle vetture Lmp, con sospensioni a puntone e ammortizzatori Bilstein, freni carboceramici Brembo. Peso a secco inferiore a 1.225 kg. La velocità massima è di circa 360 km/h, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h dichiarata in meno di tre secondi. Come si vede nelle fotografie scattate a Cernobbio, l’accesso all’abitacolo avviene tramite una canopy ad apertura verticale che rivela un interno integralmente rosso, con sedili avvolgenti a guscio, cinture a quattro punti, leva del cambio in posizione centrale e pannelli laterali in carbonio tinto. La produzione è limitata a 19 esemplari (numero che richiama l’anno di fondazione di Zagato, 1919). Prezzo base: 2,95 milioni di euro più imposte.

Kimera K39

Kimera Automobili in occasione del Concorso d’Eleganza ha svelato la K39, terzo progetto del marchio fondato da Luca Betti dopo le EVO37 ed EVO38. La nuova sportiva estrema nasce come omaggio moderno alla Lancia Beta Montecarlo “Silhouette” del Martini Racing Team, protagonista del Mondiale Sport Prototipi tra la fine degli Anni 70 e l’inizio degli 80.

Kimera definisce la K39 una “Hyper Retromod”. Non un semplice restomod, ma una reinterpretazione moderna delle auto endurance che hanno segnato la storia del motorsport. Le linee della K39 richiamano chiaramente le vetture Gruppo 5 dell’epoca. La carrozzeria è larga, scolpita e dominata da soluzioni aerodinamiche estreme. Spiccano il grande splitter anteriore, le carreggiate allargate, la presa d’aria sul tetto e l’imponente ala posteriore.

La K39 utilizza un V8 biturbo sviluppato appositamente. Il motore eroga 1.000 Cv e 1.200 Nm di coppia.

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