| ▲ Benzina | ■ Gasolio | |
|---|---|---|
| Rete stradale | 1,934 €/l | 2,026 €/l |
| Autostrada | 2,000 €/l | 2,093 €/l |
| Maggiorazione autostrada | +0,066 €/l | +0,067 €/l |
Benzina e diesel non accennano ad arrestare la loro tendenza rialzista. Nello specifico, vista la riduzione dello sconto decisa dell’esecutivo, il prezzo della benzina si è ormai allineato a quello del diesel, attestandosi sui livelli che non si vedevano dall’ottobre 2023. Come si può vedere nell’infografica in alto, venerdì 8 maggio 2026, secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale è pari a 1,934 €/l per la benzina e 2,026 €/l per il gasolio.
Il dato conferma un quadro ancora pesante per gli automobilisti. La benzina, dopo la corsa degli ultimi giorni, rimane vicina ai massimi degli ultimi due anni e mezzo; il gasolio, pur in discesa rispetto ai valori di inizio settimana, resta sopra quota 2 euro al litro.
Sulla rete autostradale il quadro resta più oneroso, come di consueto. Sempre secondo il Mimit, l’8 maggio il prezzo medio self service è pari a 2,000 €/l per la benzina e 2,093 €/l per il gasolio.
Anche qui lo scarto tra i due carburanti si è ristretto: 9,3 centesimi separano diesel e benzina. Rispetto ai valori del 5 maggio, la benzina autostradale è salita di 1,9 centesimi, mentre il gasolio è sceso di 2,1 centesimi. Un segnale di assestamento, ma non ancora di normalizzazione: per chi viaggia, soprattutto sulle lunghe percorrenze, il pieno resta una voce di spesa da monitorare con attenzione.
Lo scarto tra i due carburanti si riduce a 9,2 centesimi, con il diesel ancora che, tuttavia, è ancora più caro della benzina. Rispetto alla rilevazione del 5 maggio, quando la rete ordinaria segnava 1,926 €/l per la benzina e 2,044 €/l per il gasolio, la fotografia è cambiata. La verde è salita di 0,8 centesimi, mentre il diesel è sceso di 1,8 centesimi.
Il risultato è un ulteriore avvicinamento dei listini, dopo settimane in cui le dinamiche fiscali e quelle internazionali hanno ridisegnato gli equilibri tra benzina e gasolio. Per gli automobilisti, però, la sostanza cambia poco: il pieno continua a pesare in modo significativo sul bilancio familiare, soprattutto in vista degli spostamenti del fine settimana e dei primi viaggi di primavera.
Sullo sfondo resta la crisi dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transita una quota rilevante del petrolio mondiale. Le tensioni nell’area continuano a rappresentare uno dei fattori di pressione sui mercati energetici, con effetti che si riflettono sui prodotti raffinati e, con qualche ritardo, sui prezzi alla pompa.
Il greggio resta esposto a forti oscillazioni e ogni nuovo episodio di instabilità può tradursi rapidamente in un irrigidimento dei listini.
Con i prezzi dei carburanti tornati su livelli elevati, l’elettrico torna a presentarsi come un’opportunità concreta, soprattutto per chi percorre molti chilometri in città o può ricaricare a casa. Il costo iniziale resta spesso superiore rispetto a un modello termico equivalente, ma la spesa per l’energia può risultare più prevedibile e, in molti casi, più contenuta rispetto a benzina e gasolio. In uno scenario in cui ogni pieno pesa sempre di più sul bilancio familiare, la scelta di una Bev può diventare non solo ambientale, ma anche economica, a patto di valutare con attenzione percorrenze, disponibilità di ricarica e reale utilizzo quotidiano dell’auto.
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