Condividi con:

ll tribunale federale boccia i dazi globali di Trump: sono illegittimi

di Emiliano Ragoni - 08/05/2026

 

La sentenza del 7 maggio 2026

Un tribunale federale ha dichiarato illegittimi i dazi globali al 10% imposti dall’amministrazione Trump, infliggendo un nuovo colpo alla strategia commerciale della Casa Bianca. Il 7 maggio 2026, un panel di tre giudici della Corte per il commercio internazionale di New York, con voto a maggioranza, ha accolto il ricorso di un gruppo di piccole imprese e di una ventina di stati, in prevalenza a guida democratica, ordinando la sospensione dei dazi nei confronti dei soggetti ricorrenti.

La pronuncia non ha effetto universale immediato. Il tribunale ha infatti chiarito di non poter emettere un’ingiunzione valida per tutti gli importatori, lasciando incerta la sorte dei dazi per chi non ha partecipato al ricorso. Il nodo centrale della decisione riguarda la base giuridica utilizzata dall’amministrazione: la Sezione 122 del Trade Act del 1974, una norma mai invocata in precedenza con queste modalità. I giudici hanno concluso che la proclamazione presidenziale non dimostrava l’esistenza dei “deficit della bilancia dei pagamenti” richiesti dalla norma per giustificare l’imposizione tariffaria, avendo Trump fatto riferimento ai deficit commerciali come se fossero concetti equivalenti.

Trump

Una storia che dura oltre un anno

Per comprendere il significato della decisione è necessario ricostruire brevemente il percorso dei dazi trumpiani. Il 2 aprile 2025, il cosiddetto “Liberation Day”, l’amministrazione aveva annunciato un regime tariffario a doppio livello basato sull’International Emergency Economic Powers Act. Quest’ultima è la legge sui poteri economici di emergenza nota con l’acronimo Ieepa: un dazio generalizzato del 10% più aliquote differenziate per singolo paese. Tra gennaio e dicembre 2025 il governo federale ha incassato circa 261 miliardi di dollari in dazi doganali, di cui 140 miliardi riconducibili proprio alle tariffe Ieepa.

Il 96% dell’onere tariffario è stato trasferito sugli acquirenti americani: i dazi si sono tradotti in una pressione sui consumi interni, non su quelli dei paesi esportatori.

La costruzione giuridica sull’Ieepa si è tuttavia rivelata fragile. Il 20 febbraio 2026 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi quei dazi, ritenendo che il presidente avesse scavalcato il Congresso. La risposta dell’amministrazione è arrivata in pochi giorni: il 24 febbraio Trump ha firmato un nuovo provvedimento che reintroduceva dazi al 10% per tutti i partner commerciali, questa volta fondandosi sulla Sezione 122 del Trade Act del 1974, che consente al presidente di imporre tariffe di base fino al 15% per affrontare questioni legate al deficit commerciale, con un limite temporale di 150 giorni salvo proroga da parte del Congresso. È questa seconda costruzione normativa a essere ora stata smontata dal tribunale federale.

Gli effetti economici e le prospettive

Sul piano degli effetti concreti, il bilancio a un anno dal Liberation Day è controverso. Analisi su dati di spedizione riferiti al 2025 indicano che il 96% dell’onere tariffario è stato trasferito sugli acquirenti americani, con solo il 4% assorbito dagli esportatori stranieri. I dazi si sono dunque tradotti in una pressione sui consumi interni statunitensi, non su quelli dei paesi esportatori.

Il Dipartimento di giustizia può ora impugnare la sentenza davanti alla Corte d’appello per il Circuito federale, già pronunciatasi contro l’amministrazione nell’ultimo contenzioso tariffario. Nel frattempo, restano aperte le questioni sui rimborsi dei dazi Ieepa già riscossi, per un importo stimato in oltre 170 miliardi di dollari. Insomma la partita sui dazi è tutt’altro che conclusa e, come ormai ci ha abituato Trump e la sua amministrazione, le sorprese sono dietro l’angolo.

 

Potrebbe interessarti

Maserati GranTurismo, GranCabrio e Grecale: è tempo di restyling

Si intravedono i prototipi camuffati di Maserati GranTurismo, GranCabrio e Grecale, modelli che saranno presto sottoposti a un aggiornamento

di Emiliano Ragoni - 07/05/2026

Lievi aggiornamenti per l’Alfa Romeo Junior

L'Alfa Romeo Junior si aggiorna migliorando la dotazione tecnologica e gli allestimenti, che ora sono più ricchi

di Emiliano Ragoni - 07/05/2026

Podcast

in collaborazione con Aci Radio

Il Punto di Pierluigi Bonora

Il Direttore di ACI Radio Pierluigi Bonora fa il punto sul fatto più rilevante della giornata offrendo spunti di riflessione per una corretta informazione.

l'Automobile su Instagram