Benzina e gasolio costano quasi lo stesso. Al 5 maggio 2026, secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il prezzo medio self service sulla rete stradale ordinaria è di 1,926 €/l per la benzina e 2,044 €/l per il diesel. Uno scarto di 11,8 centesimi che, per la prima volta da mesi, non riflette più il vantaggio che la benzina aveva registrato fino a fine aprile. Prima di quell’aggiustamento, il differenziale era sufficientemente ampio addirittura da orientare le preferenze di acquisto. Oggi non lo è più.
Il livellamento è il risultato di dinamiche convergenti, frutto delle ultime decisioni dell’esecutivo. Il Governo lo scorso 30 aprile, tramite il decreto legge approvato, ha prorogato di 21 giorni il taglio delle accise in scadenza il 1° maggio. Il gasolio ha mantenuto lo sconto di 20 centesimi al litro, mentre nella benzina lo sconto è stato ridotto a 5 centesimi.
Sullo sfondo di questo riallineamento dei prezzi agisce il riacuirsi della crisi dello Stretto di Hormuz, il corridoio attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Dal blocco navale imposto dall’Iran nelle settimane precedenti alla risposta militare statunitense con il cosiddetto Project Freedom, lanciato il 3 maggio 2026, la situazione nell’area è rimasta instabile. Il 4 maggio un mercantile sudcoreano è stato colpito e incendiato nello stretto, mentre strutture petrolifere negli Emirati Arabi Uniti sono state bombardate. Le sei vedette della marina iraniana affondate da elicotteri da combattimento statunitensi sanciscono di fatto che il cessate il fuoco in vigore dall’8 aprile è di fatto sospeso.
Sulla rete autostradale i valori si attestano, come di consueto, su livelli superiori: il prezzo medio self è di 1,981 €/l per la benzina e 2,114 €/l per il gasolio. Anche in questo caso lo scarto tra i due carburanti è contenuto entro i 13,3 centesimi, a conferma di un tendenziale allineamento che coinvolge l’intera distribuzione nazionale.
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