
Testo di Fabio Madaro
Nel mondo delle competizioni moderne esiste una velocità che non si misura in rettilineo, ma dentro i calcoli. È la velocità con cui un’idea diventa forma, e una forma diventa prestazione. È qui che si inserisce la nuova collaborazione tra IBM e Dallara Group: un incontro tra due mondi che, pur parlando linguaggi diversi, condividono la stessa ossessione per l’ottimizzazione.
Da una parte c’è Dallara, una realtà che da oltre cinquant’anni vive dentro le corse, tra IndyCar, Formula 2, Formula 3 e campionati endurance. Dall’altra IBM, che porta in dote intelligenza artificiale e una visione sempre più concreta del quantum computing (un campo dell’informatica che utilizza le qualità della meccanica quantistica per risolvere problemi che vanno oltre le capacità dei computer) . In mezzo, un obiettivo semplice solo in apparenza: rendere più rapido il modo in cui si progettano le auto più veloci del mondo.
Ogni vettura da competizione nasce prima di tutto come flusso d’aria. Prima ancora di diventare carbonio e pista, è una serie infinita di simulazioni che cercano di capire come il vento scorrerà sopra, sotto e attorno alla carrozzeria. È un lavoro raffinato, quasi artigianale nella logica, ma estremamente pesante nella pratica. Ogni modifica richiede tempo, potenza di calcolo, iterazioni continue. E spesso, ore di simulazione per una singola risposta.
La svolta arriva quando IBM introduce modelli di intelligenza artificiale “fisici”, addestrati sui dati reali e sull’esperienza ingegneristica di Dallara. Non si tratta di sostituire la simulazione tradizionale, ma di anticiparla. Di prevedere, in pochi istanti, ciò che prima richiedeva lunghe ore di calcolo.
In un caso concreto, su una configurazione aerodinamica ispirata a un prototipo endurance, il sistema è riuscito a replicare il risultato delle simulazioni classiche in circa dieci secondi. Non una semplificazione, ma una scorciatoia intelligente verso lo stesso risultato.

Nel motorsport, il tempo non è solo un parametro: è un vincolo strutturale. Ogni giorno guadagnato nello sviluppo può trasformarsi in decimi in pista. Ed è proprio qui che questa collaborazione cambia le regole del gioco.
Se prima gli ingegneri erano costretti a scegliere poche direzioni da esplorare, oggi possono permettersi di allargare lo sguardo. Più soluzioni, più varianti, più possibilità. La fase iniziale di progettazione diventa meno rigida, più esplorativa, quasi creativa.
La simulazione tradizionale non scompare, ma si sposta in avanti nel processo: interviene quando le idee sono già più mature, più definite. L’intelligenza artificiale diventa così una sorta di acceleratore invisibile, che non sostituisce il metodo ingegneristico ma lo libera dai suoi colli di bottiglia.
Se l’IA rappresenta il presente, il quantum computing è ancora una frontiera lontana ma già osservata con attenzione. IBM e Dallara stanno iniziando a esplorare come questi sistemi potrebbero, in futuro, integrarsi nei processi di simulazione più complessi. Non si parla di applicazioni immediate, ma di un’evoluzione potenziale: un livello di calcolo capace di affrontare problemi aerodinamici oggi ancora troppo costosi o difficili da risolvere con metodi tradizionali. È un orizzonte più che uno strumento, ma nel mondo delle corse anche gli orizzonti diventano rapidamente realtà.
Il motorsport è spesso un laboratorio estremo, ma raramente resta confinato in pista. Ogni progresso in efficienza aerodinamica, ogni miglioramento nei processi di progettazione, ha il potenziale per riflettersi anche fuori dai circuiti. Una riduzione anche minima della resistenza dell’aria nei veicoli di serie può tradursi in consumi più bassi, maggiore efficienza e minore impatto ambientale su larga scala. È un effetto domino silenzioso, che parte dalle competizioni e arriva alla mobilità quotidiana.
Quella tra IBM e Dallara non è solo una collaborazione tecnologica. È un cambio di prospettiva: la velocità non è più soltanto una conseguenza del design, ma anche del modo in cui il design viene pensato.
In questo nuovo equilibrio tra dati, fisica e intelligenza artificiale, la progettazione diventa più fluida, meno vincolata dal tempo e più aperta alla sperimentazione. E nel mondo delle corse, dove ogni dettaglio conta, anche il modo in cui si immagina una vettura può diventare un vantaggio competitivo.
Il Consiglio dei ministri del 30 aprile ha approvato un nuovo decreto legge che estende per 21 giorni lo sconto fiscale sui carburanti, differenziando per la prima volta gasolio e...
Geronimo La Russa accoglie Anar Alakbarov presso l’Automobile Club d’Italia, insieme all’Ambasciatore della Repubblica di Azerbaijan in Italia, S.E. Rashad Aslanov