
Testo di Mattia Eccheli
Secondo l’indice individuato dal Center of Automotive Management di Bergisch Gladbach, in Germania, nella Top 10 — con cinque modelli cinesi — la Bmw iX3 è l’auto con il maggior impatto innovativo.
Il valore attribuitole nell’ultima edizione dello studio “AutomotiveInnovations” (il primo risale al 2005), in particolare perché i tre quarti delle novità della casa dell’Elica riguardano proprio la gamma X3, elettrica o meno, è di 92,2. Quasi 15 punti in più rispetto all’auto seconda classificata, la Mercedes Cla (77,4), vincitrice quest’anno del premio Car of the Year.

Poi, dal terzo al sesto posto compreso, quattro vetture di costruttori della Repubblica Popolare: le Xpeng X9 (59,8), che tra le altre cose propone l’assistenza alla svolta semi-autonoma e lo sterzo automatico di emergenza in caso di ostacoli improvvisi quando l’auto viene guidata in questa modalità (livello 2+), e P7 (47), la limousine da quasi 5,5 metri di lunghezza Maextro S800 (36,8) e la BYD Han (26,6).
Completano la graduatoria l’Audi A5 (24,7), la Hyundai Nexo, il suv a celle a combustibile (22), la Wey Gaoshan e la Nissan Leaf (21,4).

A livello di case automobilistiche, il CAM ha individuato la Mercedes come la più innovativa, con un punteggio di 134,2. Per la Stella si tratta di una conferma, per effetto di 51 soluzioni inedite, la metà delle quali accreditate come novità planetarie di rilievo.
Alle sue spalle la Xpeng con 128,4, seguita dalla Bmw con 111,3, ma con un forte trend di crescita. Seguono poi Audi (87,3) e, molto più staccate, Yangwang, controllata dalla BYD (38,9), Maextro — marchio frutto della cooperazione tra JAC e HIMA — (36,8), Porsche (30), il marchio cinese premium IM (27), frutto di una joint venture tra SAIC e Alibaba, Wey (26,8) e Nio (23,1).

La contesa al vertice, almeno secondo il CAM, è sempre più fra Cina e Germania.
L’analisi ha considerato 860 innovazioni, fra le quali 360 sono finite su modelli di serie proposti da 36 gruppi automobilistici, inclusi 50 marchi premium.
Stando allo studio del CAM, diretto dal professor Stefan Bratzel, tra il 2016 e il 2025 le case tedesche sono passate dal 57% di quota innovativa nel panorama globale al 46%, recuperando lo scorso anno dal 30% che era stato loro attribuito per il 2024.

Quelle del Celeste Impero hanno sestuplicato il proprio impatto tecnologico, in particolare grazie a soluzioni che riguardano connettività, interfaccia, ADAS e guida autonoma: erano all’8% nel 2016 e al 47% lo scorso anno, dopo aver avuto addirittura il 53% nel 2023.
I costruttori statunitensi innovano molto poco, almeno secondo il Centro di Bergisch Gladbach: valevano il 24% nel 2021 e appena il 5% nel 2025.
Il calo del Brent fino al 10% fa sperare in un sollievo alla pompa, ma il ritorno ai prezzi ai livelli pre-conflitto resta lontano e richiederà dei mesi
A Milano la tavola rotonda promossa da Enaip Lombardia. Tra i temi: tecnici più digitali, centralità del servizio e carenza di giovani