
Per molti sarà un colpo al cuore, ma la prossima Ferrari elettrica è sempre più imminente. O meglio, la serie di prototipi pronti a macinare chilometri per sviluppare la prima bev con il Cavallino Rampante sono in anticipo sui tempi. Previsione che dovrebbe rendere il lavoro del comparto R&D ancora più accurato e dettagliato, perché quest’auto, forse più di Purosangue, segna davvero la rivoluzione in quel di Maranello. Almeno se chi legge è ancora ancorato (e non c’è alcun male) ai motori termici.
La vettura nascerà in una fabbrica dedicata, come già aveva informato il Ceo Benedetto Vigna. Nel nuovo sito produttivo di Maranello verranno realizzati i motori elettrici, gli inverter e ovviamente le batterie, da destinare anche ai prossimi veicoli ibridi. E se da un lato la questione “fabbrica” è pressoché risolta, dall’altro, ovvero quella relativa allo sviluppo dei componenti, ha adottato un approccio tipico del mondo dei dispositivi elettronici.
Chi si occupa di computer o più in generale di apparecchiature elettroniche avrà sentito nominare la simulazione Hardware-in-the-loop (HIL). Sostanzialmente è possibile testare gli elementi in modo separato senza l’hardware completo del sistema. Nell’universo automotive non è una novità assoluta. Un test HIL sostituisce ad esempio il motore con una simulazione comprendente hardware e software, che interagisce con inpunt e output reali come se il motore fisico fosse presente.
Poiché gli aggiornamenti possono essere effettuati nel software, è possibile incorporare rapidamente modifiche al software dell’ECU o del motore, testare un’ampia gamma di scenari rilevanti ed espandere la copertura dei test secondo necessità. Su un’auto elettrica consente di “coprire” una parte rilevante dello sviluppo, che non si limita soltanto al sistema di propulsione elettrico. Ciò dovrebbe far risparmiare tempo mentre la Ferrari sviluppa il suo primo veicolo ev, poiché i tecnici possono potenzialmente risolvere i problemi più velocemente.
Nel corso della presentazione degli utili del terzo trimestre, lo stesso Vigna aveva dichiarato che “Il progetto del primo modello completamente elettrico Ferrari sta andando come previsto, ma per alcuni processi siamo addirittura in anticipo rispetto al previsto”. Tanto che proprio lo scorso ottobre aveva affermato di aver guidato uno dei primi muletti.
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