
Testo di Maurizio Bertera
Tra mister Jason Kay, il leader della band Jamiroquai, e il Cavallino c’è una vera storia d’amore, tanto che sulla copertina del suo terzo album (Travelling Without Moving, “viaggiare senza muoversi”) piazzò il Buffalo Man – il simbolo storico del gruppo – all’interno di un classico scudetto Ferrari.
Nel parco auto personale, in continuo movimento – più o meno un centinaio di vetture – sono stati tanti i modelli costruiti dalla Casa di Maranello, a partire da una 330 GT Vignale Shooting Brake, esemplare unico realizzato nel 1965 e praticamente la prima Ferrari station wagon della storia. Una vettura fin troppo strana persino per Jason, che la mise all’asta nel 2018 per meno di 300 mila euro.

Ben diversa è la storia di un’altra sua Ferrari tornata in copertina: LaFerrari verde, l’unica prodotta a Maranello con la verniciatura speciale “Signal Green”, scelta da Jason Kay quando la ordinò nel 2014.

Andrà all’asta da RM Sotheby’s il prossimo 25 aprile: la casa ha fatto sapere che la stima è fissata tra i 4 e i 4,5 milioni di euro. Non male, ma del resto è l’unica con questa carrozzeria tra le 499 unità prodotte e ha fatto pochissimi km: 12 mila in totale, di cui 3 mila sono attribuibili al frontman degli Jamiroquai, che la vendette nel 2019. Da allora ha avuto altri due proprietari che l’hanno sottoposta a un programma continuo di manutenzione, anche e soprattutto per la parte elettrica del sistema ibrido.

La peculiarità de LaFerrari – presentata ufficialmente il 5 marzo 2013 al Salone di Ginevra – risiede nel fatto che è uno dei primi modelli di serie della Casa a incorporare l’HY-KERS, sistema che permette di recuperare energia in frenata e in curva da sfruttare successivamente per avere maggiore potenza al motore, portando su una vettura stradale la tecnologia sviluppata dalla Ferrari in F1. Il nome faceva riferimento al senso di eccellenza che la Casa voleva esprimere: una summa di stile e tecnologia, destinata a perpetuarsi nel tempo. Venne scelto dall’allora presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo.

Il motore è il famoso V12 di 65° a ciclo Otto, iniezione diretta e alimentazione atmosferica, montato in posizione centrale: 6,2 litri di cilindrata, erogante 800 cv a 9.000 giri/min, con 700 Nm di coppia. In aggiunta, il sistema di recupero di energia HY-KERS, con ulteriori 163 cv sviluppati dal propulsore elettrico, porta i valori combinati di potenza e coppia a, rispettivamente, 963 cv e oltre 900 Nm. La velocità massima è superiore ai 350 km/h e l’accelerazione 0-100 km/h è una pratica da meno di 3 secondi.
Oltre alla già citata verniciatura in tinta extra-campionario Signal Green, questa LaFerrari ha il tetto in fibra di carbonio nera a vista, opzione scelta da soli 50 clienti. All’interno si ritrova lo stesso alternarsi di finiture verdi e nere, con cuciture a contrasto verdi su volante e sedili, scelti all’epoca nella taglia “large”. Non mancano il sistema di sollevamento idraulico delle sospensioni anteriori e posteriori, un sistema di videoregistrazione per l’uso in pista, un set di bagagli in pelle verde e una personalizzazione della placchetta sulla parte bassa della corona del volante, con la scritta “Jamiroquai”.

Va sottolineato che la stima di Sotheby’s non è così elevata come può sembrare: le hypercar del Cavallino, in particolare negli Stati Uniti, mantengono quotazioni record. Recentemente una LaFerrari Aperta – la variante scoperta, prodotta in sole 210 esemplari – è stata venduta per l’equivalente di 9,3 milioni di euro.

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