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Perché in alcuni paesi si guida tenendo la sinistra?

di Redazione - 25/02/2026

guida a sinistra

Testo di Maurizio Bertera

Il modo più consueto per verificare come si guida tenendo la sinistra? Semplice: la prima volta che si noleggia un’auto in Inghilterra, evento non impensabile pensando che lo scorso anno quasi due milioni di italiani sono stati da quelle parti. Ma ce ne si accorge anche andando nella lontana Australia e Nuova Zelanda, nell’immensa India e in una delle tante ex colonie del Regno Unito.

Le ultime statistiche dicono che la guida a destra è la regola in 165 Paesi (e territori vari), mentre nei restanti 75 si tiene la sinistra. In termini di superficie terrestre, su un sesto del pianeta, con circa un terzo della popolazione mondiale, si guida “all’inglese”. Complessivamente, si calcola che su tre quarti dei chilometri di strade si tenga la destra.

Curiosità: nel 1919, quando il problema del traffico (e delle disposizioni per evitare ingorghi e incidenti frontali) era di là da venire, 104 territori del mondo erano “LHT” (left-hand driving) e un numero quasi uguale era “RHT” (right-hand driving). Tra il 1919 e il 1986, 34 territori si sono convertiti dal British style allo standard continentale europeo.

L’eredità dell’Impero britannico (e non solo)

Come detto, molti dei Paesi cosiddetti “left-handed” erano in precedenza parte dell’Impero britannico, anche se alcuni, come Indonesia, Giappone, Macao, Mozambico, Nepal, Suriname, Svezia (passata a destra nel 1967) e Thailandia, non lo erano. Allo stesso modo, molti dei Paesi che facevano parte dell’impero coloniale francese adottarono la guida a destra.

A proposito di Svezia, fa parte della storia patria l’Högertrafikomläggningen, o Dagen H in breve, cioè il giorno del cambio di traffico: fu una domenica – per ovvie ragioni di sicurezza, ovvero per evitare gli ingorghi di un giorno feriale – quella del 3 settembre 1967, precisamente alle 5 del mattino. Da notare che solo pochi anni prima, nel 1955, in un referendum gli svedesi si erano espressi in modo schiacciante contro la modifica.

Il tasso di incidenti pare sia diminuito drasticamente all’inizio, per la prudenza degli automobilisti di fronte alla novità, ma presto si è stabilizzato vicino al livello originale. Anche l’Islanda, l’anno dopo, ha avuto il suo Hægri dagurinn o H-dagurinn, ma fu più semplice: la maggior parte delle vetture, tutte importate, aveva già il volante a sinistra.

In rosso dove si guida a destra. In blu dove si tiene la sinistra

Le origini nel Regno Unito e le leggende su Napoleone

Perché nel Regno Unito si è sempre guidato così? In realtà, non esiste una vera e propria certezza sul tema, ma numerose teorie, spesso in contraddizione, basate sulla condotta di pedoni, cavalieri e conduttori di carri.

Un primo documento è del 1669: la London Court of Aldermen ordinò che un uomo fosse distaccato sul London Bridge per regolare il traffico dei carri, obbligandoli a stare sul loro lato. Ma quale? Un secolo dopo, il London Bridge Act del 1765 richiedeva che “tutte le carrozze che transitano su detto ponte da Londra devono andare sul lato est di esso”, ovvero il lato sinistro in base al senso di marcia.

Sul tema sussistono varie leggende, a partire da quella che si debba a Napoleonenoto mancino – il cambio di senso di marcia in Francia e nei Paesi conquistati dopo la Rivoluzione francese. Non esiste alcuna prova, mentre nel 1827 uno scritto testimonia che «a Parigi i cocchieri non hanno una regola stabilita in base alla quale guidare a destra o a sinistra della strada, ma si incrociano e si spingono l’un l’altro senza cerimonie». Intanto, in Russia, sette decenni prima, la zarina Elisabetta aveva emanato ufficialmente un editto affinché i veicoli tenessero la destra.

L’Italia divisa tra guida a destra e sinistra

In Italia – non stupisce – si è sempre vissuti nella disunità di comportamento. Anche in questo caso le testimonianze sono rarissime: parecchi studiosi hanno dimostrato che nelle città dell’Impero romano prevaleva la guida a destra, ma non risulta che ci fossero leggi scritte per regolare la circolazione.

La prima normativa “ufficiale” risale a molti secoli dopo, al 1300, e fu emessa nello Stato Pontificio in occasione del Giubileo (il primo della storia): Bonifacio VIII decretò che, nell’attraversamento di Ponte Sant’Angelo, fosse obbligatorio mantenere la sinistra. Ma la vicenda non è chiara.

Anche dopo l’Unità d’Italia manca una regola certa. Un decreto del 1901 richiedeva che ogni provincia definisse il proprio codice del traffico, inclusa la corsia da mantenere, e una famosa guida turistica dell’epoca, la mitica Baedeker, pochi anni dopo riportava che la regola della strada variava da regione a regione. Immaginarsi la confusione.

Nel Nord Italia, le province di Brescia, Como, Vicenza e Ravenna, per esempio, erano a guida a destra, mentre a Lecco, Verona e Varese si teneva la sinistra, come pure a Milano, Torino e Firenze. Infine, un decreto del 1923 stabilì che tutte le aree a guida a sinistra sarebbero passate gradualmente alla guida a destra. Peraltro, alcuni veicoli commerciali pesanti italiani avevano la guida a destra fino alla modifica del Codice della strada nel 1959.

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