
Quella delle Alfa dei Carabinieri è una storia profondamente intrecciata con quella dell’Italia repubblicana, che oggi viene ripercorsa in un nuovo volume dal titolo “Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese”, edito da Giunti e Giorgio Nada Editore.
Il libro è stato presentato al Museo Alfa Romeo di Arese dal Gen. C.A. Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, insieme a Santo Ficili, Ceo di Alfa Romeo, e a Lorenzo Ardizio, curatore del Museo e coautore dell’opera.
Il libro racconta 75 anni di collaborazione tra il Biscione e l’Arma, un legame che va oltre la semplice fornitura di vetture e si configura come un sodalizio istituzionale fondato su valori condivisi: servizio, dedizione, coraggio. Non a caso, in occasione della presentazione è stato svelato anche il logo celebrativo del 75° anniversario, che fonde in un unico segno il Biscione Alfa Romeo e la Fiamma dei Carabinieri.

L’evento si è svolto nell’area “Bellezza” del Museo di Arese, accanto a due modelli simbolo: la 1900 M “Matta” del 1951, prima Alfa in livrea dell’Arma, e la moderna Giulia Quadrifoglio, oggi impiegata nei servizi speciali. Due estremi di una storia lunga tre quarti di secolo, raccontata nel volume attraverso cinque capitoli che seguono le trasformazioni del Paese: dalla ricostruzione postbellica ai nuovi scenari globali.

Il libro, firmato da Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio, arricchito dalle fotografie di Alessandro Barteletti e Paolo Carlini, intreccia ricerca archivistica e testimonianze dirette. Ne emerge un racconto corale che parla non solo agli appassionati di auto, ma anche a chi vuole comprendere il ruolo dell’Arma nella società italiana.
Come ha sottolineato Santo Ficili, “Alfa Romeo è parte della memoria collettiva del nostro Paese, così come lo sono i Carabinieri”, mentre il Generale Luongo ha evidenziato il valore simbolico delle “gazzelle”, presenza riconoscibile dello Stato sulle strade italiane.
Il rapporto tra Alfa Romeo e Carabinieri nasce ufficialmente nel 1951 con la 1900 M “Matta”, fuoristrada robusto e spartano pensato per affrontare le difficoltà dell’Italia del dopoguerra. È il primo tassello di una lunga collaborazione destinata a evolversi insieme al Paese.

Negli anni Sessanta arriva la Giulia, protagonista assoluta del boom economico e simbolo di modernità. È proprio con questo modello che nasce la celebre “Gazzella” del Nucleo Radiomobile, destinata a diventare un’icona del pronto intervento e della sicurezza urbana.

Negli anni Settanta e Ottanta, segnati da tensioni sociali e terrorismo, entrano in servizio modelli come l’Alfetta — anche in versione blindata — seguita poi da Alfa 90 e 75. Vetture che accompagnano l’Arma in una fase delicata, dove presenza e rapidità d’azione diventano fondamentali.

Con gli anni Novanta e Duemila la flotta si rinnova con 155, 156 e 159, berline sempre più evolute sotto il profilo tecnologico e della sicurezza. Più recentemente arrivano Giulietta, Giulia e la suv Tonale, fino alle versioni ad alte prestazioni come la Giulia Quadrifoglio e la Maserati MCPura, impiegata nei servizi speciali.

Oggi, come ieri, le Alfa Romeo dei Carabinieri rappresentano molto più di semplici auto di servizio: sono un simbolo riconoscibile, capace di trasmettere sicurezza e vicinanza ai cittadini. Una storia che continua, e che questo volume celebra come parte integrante dell’identità italiana.

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