Con la parziale apertura dell’Europa ai carburanti sostenibili, come misura transitoria economicamente sostenibile per abbassare l’impronta di carbonio, negli ultimi mesi si sta sempre più parlando del diesel HVO (Hydrotreated o Hydrogenated Vegetable Oil – olio vegetale idrotrattato).
Si tratta di un gasolio rinnovabile prodotto da oli/grassi tramite idrotrattamento. Risponde alla normativa EN 15940 sui carburanti paraffinici per motori diesel, che ne definisce i requisiti in termini di densità, numero di cetano, contenuto di zolfo, stabilità all’ossidazione.
Il diesel HVO viene classificato come biocarburante di seconda generazione, “drop-in”, utilizzabile nei motori a gasolio senza modifiche meccaniche perché le proprietà (viscosità, densità, punto di infiammabilità, stabilità, curva di distillazione) sono molto simili a quelle della controparte “normale”.
Non deve essere confuso con il biodiesel FAME (Fatty Acid Methyl Ester). Quest’ultimo viene infatti prodotto mediante transesterificazione, processo attraverso il quale oli vegetali o grassi animali reagiscono con un alcol (solitamente metanolo) in presenza di un catalizzatore. Il risultato è una molecola di estere; pur essendo rinnovabile, l’estere mantiene nella sua struttura atomi di ossigeno; quindi, è meno stabile come carburante e favorevole alla proliferazione batterica.
HVO, al contrario, è ottenuto con un processo di idrotrattamento. Le materie prime di origine biologica vengono trattate con idrogeno ad alta pressione e ad alte temperature (oltre i 300°C), in più stadi.
Gli oli vegetali o i grassi vengono trasformati in una miscela di idrocarburi paraffinici priva di ossigeno, zolfo e praticamente senza composti aromatici. Successivamente, un processo di isomerizzazione o hydrocracking riarrangia la struttura delle catene molecolari per ottimizzare le proprietà a freddo.
Questo processo, che elimina l’ossigeno e i legami insaturi, permette di produrre un carburante stabile, immune agli attacchi batterici e con caratteristiche chimiche simili al diesel, ma con un impatto ambientale ridotto.
HVO: inquinamento e sostenibilità
Secondo gli studi accademici, l’intera filiera produttiva dell’HVO, alimentata da energia rinnovabile, rispetto al gasolio standard, che è disciplinato dalla normativa EN 590, contribuisce a minimizzare le emissioni di CO₂ (si parla del 90% in meno), di ossido di azoto (NOx), particolato (PM) e monossido di carbonio (CO).
La sostenibilità dell’HVO non dipende dal processo chimico ma dalla materia prima utilizzata. Mentre le prime generazioni di HVO potevano utilizzare oli vegetali vergini, come l’olio di palma, quelli attuali di seconda generazione si basano prevalentemente su residui e scarti. I moderni prodotti HVO, come l’HVOlution di Eni o il Neste MY, sono classificati come biocarburanti avanzati o di seconda generazione poiché impiegano oli di frittura esausti recuperati dal settore della ristorazione e grassi animali di scarico.
Le auto alimentate con diesel convenzionale funzionano con l’HVO puro o in miscela, garantendo una buona accensione grazie al numero di cetano elevato (l’indicatore principale della qualità di accensione di un gasolio), che oscilla tra 70 e 90, e con caratteristiche di combustione simili o migliori rispetto al gasolio di riferimento.
La compatibilità del diesel HVO non coincide automaticamente con l’omologazione legale. È necessario che il costruttore dichiari esplicitamente l’idoneità del motore ai carburanti conformi alla normativa EN 15940 (XTL/HVO) per non invalidare garanzie e per rispettare le specifiche di emissione.
L’HVO può ridurre la crescita di depositi in camera rispetto a biodiesel FAME, ma la minore lubrificità intrinseca richiede comunque additivazione secondo gli standard di prodotto. Inoltre, rispetto al FAME, che tende a gelare in inverno, l’HVO possiede un CFPP (il punto in cui il filtro si intasa) che può scendere fino a -30°C / -50°C.
| Parametro | Diesel Fossile (EN 590) | Biodiesel FAME (EN 14214) | HVO / XTL (EN 15940) | Note Tecniche |
|---|---|---|---|---|
| Composizione | Idrocarburi misti + aromatici | Esteri Metilici (Ossidati) | Idrocarburi Paraffinici | HVO privo di aromatici e zolfo |
| Numero di Cetano | > 51 | 51 – 65 | 70 – 90 | Migliore accensione e silenziosità per HVO |
| Densità a 15°C (kg/m³) | 820 – 845 | ~880 | 770 – 790 | HVO è più leggero (punto critico per vecchie pompe) |
| Contenuto Zolfo (mg/kg) | < 10 | < 10 | < 5 (spesso 0) | HVO purissimo, non avvelena catalizzatori |
| CFPP (Inverno) | -10 / -20°C | -5 / -10°C | -30 / -50°C | HVO eccellente per climi rigidi |
| Stabilità Stoccaggio | 6 – 12 mesi | < 6 mesi | > 120 (10 anni) | HVO ideale per riserve e uso stagionale |
| Contenuto Energetico (MJ/kg) | ~43 | ~38 | ~44 | HVO ha più energia per kg, ma meno per litro |
Sull’auto:
Alla pompa:
Pro:
Contro:
| Marca / Gruppo | Compatibilità HVO / XTL | Note Specifiche |
|---|---|---|
| Fiat / Alfa / Jeep / Lancia | Totale (Euro 5/6) | Tutta la gamma diesel è validata (comunicato Stellantis). |
| Peugeot / Citroën / Opel | Totale (Euro 5/6) | Motori BlueHDi e precedenti compatibili. |
| BMW / Mini | Totale (post-03/2015) | Tutti i diesel prodotti da Marzo 2015 in poi. |
| Volkswagen / Skoda / Seat | Parziale (post-06/2021) | Solo 4 cilindri TDI prodotti dopo settimana 25/2021. Verificare etichetta. |
| Audi | Parziale (post-2021/22) | V6 TDI da Feb 2022; 4 cil. TDI da Giugno 2021. |
| Ford (Veicoli Commerciali) | Transit / Ranger | Transit 2.0 EcoBlue (MY 19.75+), Ranger. |
| Toyota | Recente | Land Cruiser / Hilux prodotti da Q1 2023. |
| Mercedes-Benz | Verificare Etichetta | Molti motori moderni (OM654/656) compatibili. |
ENI commercializza HVO come HVOlution in numerose Eni Station. Per localizzare i punti vendita è consigliato usare il motore di ricerca Eni Station Finder selezionando il filtro Diesel HVO/HVOlution.
Alcune reti indipendenti, come Costantin con HVO100, hanno punti vendita soprattutto nel Nord, con stazioni in Lombardia e Veneto, inclusa un’area servizio a Carpiano (MI) ed altre tra Padova, Vicenza, Verona e Bassano del Grappa.
Altri operatori (Socogas, Retitalia) indicano sul proprio sito gli impianti che erogano HVO, spesso marchiato come gasolio rinnovabile o XTL.
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