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BOXi, com’è fatto il postino-robot a guida autonoma di Poste Italiane

di Redazione - 03/02/2026

Poste Italiane
Matteo Del Fante, AD di Poste Italiane

Testo di Maurizio Bertera

È ancora presto per parlare di addio ai postini. Soprattutto fuori dalle città, restano indispensabili per consegnare lettere e pacchi.

Ma anche Poste Italiane osserva con interesse le nuove soluzioni a guida autonoma, pensate per i contesti urbani più complessi: centri storici, strade strette e zone ad alta densità di traffico.

La prima tappa di questo percorso è BOXi, un postino-robot con un elevato livello di automazione.

Flotta elettrica di Poste Italiane

Un veicolo elettrico compatto e versatile

BOXi è un mezzo elettrico con quattro ruote motrici e sterzanti. Può raggiungere i 25 km/h e percorrere fino a 60 km con una singola ricarica.

Il vano di carico offre circa un metro cubo di capacità, con una portata utile massima di 500 kg.
A bordo c’è anche un sistema integrato di locker con undici vani, pensato per consegne automatiche e più flessibili.

Sensori avanzati per muoversi in città

Per affrontare il traffico urbano e gli ostacoli, BOXi è dotato di una ricca sensoristica sviluppata grazie al know-how del team universitario di UNIMORE.

Il robot monta:

  • telecamere per la ricostruzione tridimensionale della strada

  • sensori LiDAR, capaci di generare mappe 3D dettagliate

  • radar a 360°

  • un sistema di localizzazione satellitare globale, efficace anche dove manca il segnale GPS

Software dedicato e consegne tramite QR code

Accanto all’hardware, è stata sviluppata anche un’applicazione software dedicata. Serve per gestire il servizio e l’interazione con l’utente finale.

I pacchi saranno custoditi in box sbloccabili semplicemente inquadrando un QR code.

Un contributo scientifico importante è arrivato anche dal Politecnico di Milano, coinvolto in attività di ricerca, simulazione e sperimentazione.

Poste Italiane

Test in corso a Modena

BOXi si trova attualmente nella fase di prove presso il Modena Innovation Hub. Qui viene sottoposto a test su velocità e calibrazione dei sensori.

Nei prossimi step, il veicolo percorrerà circa 600 metri su un tragitto urbano misto, con incroci, pedoni e ostacoli improvvisi. L’obiettivo è chiaro: valutare affidabilità e sicurezza del sistema. In diverse parti del mondo, robot postini autonomi hanno già sostituito le persone. Anche in Italia potrebbe accadere, almeno in parte e senza fretta.

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