
Testo di Francesco Traino
Omoda 7 è un suv di segmento D lungo 466 cm e ha tutte le carte in regola per mettere in difficoltà le concorrenti tedesche più blasonate. I motivi sono essenzialmente due: l’efficienza del sistema di propulsione e un rapporto qualità/prezzo difficile da ignorare.
Il cuore del progetto è il sistema Super Hybrid, che abbina un 1.5 TGDi a ciclo Miller a due unità elettriche: una dedicata alla trazione, l’altra alla ricarica della batteria e alla gestione intelligente dell’energia. Il risultato è un’autonomia complessiva che può arrivare fino a 1.200 km, con una riserva di carica che non scende mai sotto il 15%. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché consente alla Omoda 7 di mantenere un’elevata efficienza anche quando la batteria è scarica, comportandosi di fatto come una full hybrid, a differenza di molte plug-in che perdono efficacia una volta esaurita l’energia elettrica.

La presenza della presa di ricarica fa però la differenza: la batteria da 18,4 kWh può essere rifornita anche in corrente continua fino a 40 kW, permettendo di sfruttare appieno i 279 cv di potenza di sistema e i 375 Nm di coppia. In modalità elettrica pura, l’autonomia dichiarata arriva fino a 128 km, un valore che consente di coprire gran parte degli spostamenti quotidiani a zero emissioni.
Convince anche lo spazio a bordo. L’abitacolo è ampio, ben sfruttato e ricco di vani portaoggetti, mentre il bagagliaio offre 537 litri di capacità, che diventano 1.371 abbattendo il divano posteriore. Numeri da riferimento per la categoria.

Ma è soprattutto la dotazione a rendere Omoda 7 particolarmente competitiva. L’allestimento Premium, quello oggetto della nostra prova, è proposto a 41.900 euro (38.900 euro per la versione di ingresso “Pure”) e include una lista di contenuti che, su molte rivali, richiederebbe un lungo passaggio dal configuratore: fari full led, interni in ecopelle, telecamera a 540°, Apple CarPlay e Android Auto wireless, tetto panoramico apribile, vetri insonorizzanti, impianto audio Sony con sistema di riduzione attiva del rumore, illuminazione ambiente con oltre 250 tonalità selezionabili, sedili anteriori riscaldati e ventilati (quello del conducente con memorie), volante riscaldato, head-up display e portellone elettrico.

Non manca un pacchetto ADAS completo, con sensore frontale in grado di rilevare ostacoli fino a 1.500 metri, né la ricarica wireless raffreddata per lo smartphone. Al centro della plancia spicca lo schermo da 15,6 pollici, che con un semplice comando a sfioramento può scorrere verso il passeggero.

Nel corso dell’anno arriverà anche la versione Premium Plus, top di gamma da 43.400 euro, che aggiunge il parcheggio automatico anche da remoto, i sedili massaggianti e il supporto per le gambe del passeggero anteriore. Indipendentemente dall’allestimento, Omoda propone 7 anni o 150.000 km di garanzia generale e 8 anni o 160.000 km su batteria e componenti elettrici, oltre a incentivi che possono arrivare fino a 4.000 euro in caso di permuta o rottamazione.
La domanda, a questo punto, è quasi inevitabile: una dotazione di questo livello, su un suv tedesco di pari segmento, quanto verrebbe a costare?

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