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Tesla: addio a Model S e Model X per fare spazio al robot Optimus

di Emiliano Ragoni - 29/01/2026

La Tesla dice addio alla Model S e dalla Model X. È la fine ufficiale di un capitolo storico per l’Automotive elettrico. La compagnia americana terminerà la produzione della sua berlina di fascia alta Model S e del suv Model X a partire dal prossimo trimestre. Lo spazio liberato nella storica fabbrica di Fremont, in California, sarà convertito per ospitare la linea di assemblaggio del robot umanoide Optimus.

La notizia, riportata da Automotive News sulla base della conferenza sugli utili del quarto trimestre tenutasi il 28 gennaio 2026, segna il passo decisivo nella transizione di Tesla da semplice casa automobilistica a fornitore di “IA fisica” focalizzato su veicoli autonomi e robotica.

1. Un congedo con onore

Elon Musk, Ceo di Tesla, ha definito la chiusura dei programmi Model S e X come un “congedo con onore”.

“È tempo di portare fondamentalmente a termine i programmi Model S e X […] perché ci stiamo davvero muovendo verso un futuro basato sull’autonomia”, ha dichiarato Musk.

La Model S, lanciata nel 2012, è stata l’auto che ha fatto conoscere la Tesla nel mondo, dimostrando che un’auto elettrica poteva avere autonomia, stile e prestazioni da supercar.

La Model X seguì nel 2015. Stiamo parlando di un suv di grandi dimensioni costruito sulla medesima piattaforma tecnologia della S, che si distingueva per le sue iconiche portiere Falcon Wing. Tuttavia, i numeri di vendita recenti mostrano un declino inesorabile, figlio della concorrenza cinese ma anche dei cambiamenti in atto nel mercato del lusso. Secondo quanto riportato da Automotive News, le vendite combinate di Model S, Model X e Cybertruck sono crollate del 40% nel 2025. In Europa, i due modelli storici rappresentano ormai una nicchia trascurabile, pari allo 0,5% delle vendite totali del marchio nel continente lo scorso anno.

2. Obiettivo: un milione di robot l’anno

In virtù di questi cambiamenti in atto sul mercato dell’auto, il piano di Musk è sì radicale, ma si poggia comunque su solide ragioni. L’imprenditore vuole sostituire le linee di produzione di auto di lusso con quelle per il robot umanoide Optimus.

“Prenderemo lo spazio di produzione di Model S e X nella nostra fabbrica di Fremont e lo convertiremo in una fabbrica per Optimus, con l’obiettivo a lungo termine di avere un milione di unità di robot Optimus all’anno”, ha affermato il Ceo.

Sebbene la produzione significativa non inizierà probabilmente prima della fine del 2026, la visione è quella di trasformare l’economia globale attraverso la forza lavoro robotica autonoma.

Robot Umanoidi, la nuova frontiera della produzione automobilistica

3. Robotaxi e investimenti in IA

Parallelamente allo stop delle ammiraglie, la Tesla sta accelerando anche sul fronte Robotaxi. Dopo il progetto pilota ad Austin avviato nel giugno 2025, l’azienda prevede di espandere il servizio in altre sette città, tra cui Dallas, Miami e Las Vegas, nella prima metà dell’anno. Inoltre, nella fabbrica in Texas, si stanno installando le linee per il Cybercab, il veicolo dedicato esclusivamente al trasporto autonomo, privo di comandi per la guida umana.

Per sostenere questa trasformazione tecnologica, Tesla ha annunciato un investimento di 2 miliardi di dollari in xAI, l’azienda di intelligenza artificiale di Musk, per potenziare lo sviluppo di prodotti IA nel mondo fisico.

4. Il contesto finanziario e di mercato

Questa transizione arriva in un momento finanziario delicato per la Tesla, che sta perdendo costantemente quote di mercato in Europa. Come sottolinea Automotive News, la Tesla ha registrato nel 2025 il suo primo calo annuale dei ricavi (-3%, scesi a 94,8 miliardi di dollari), con un utile netto nel quarto trimestre crollato del 61%. Nonostante ciò, il Cfo Vaibhav Taneja ha confermato che le spese in conto capitale supereranno i 20 miliardi di dollari quest’anno, più del doppio rispetto al 2025, per finanziare la scommessa sull’IA e sulla robotica.

Il mercato degli umanoidi sembra essere la nuova frontiera. Con concorrenti come Hyundai, che sta lavorando sui robot Atlas, e Mobileye che entrano nel settore. Gli analisti di Morgan Stanley Research stimano che entro il 2050 potrebbero esserci oltre un miliardo di robot umanoidi in funzione, creando un mercato dal valore potenziale di 5 trilioni di dollari.

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